Health equity: una traduzione in immagini

Che cos’è la health equity? Se ci affidiamo alla traduzione letterale – ‘equità sanitaria’ – è probabile che il significato assuma una patina formale (e un orientamento specialistico) che l’espressione inglese non ha, se non altro per come la usa la National Academy of Medicine (NAM). L’organizzazione statunitense (ente di ricerca no-profit con sede a Washington, DC) fa riferimento a una definizione estensiva rispetto a entrambe i termini, intendendo per health non solo la salute fisiologica dell’individuo bensì uno stato di benessere generale e, per equity, un contesto di pari opportunità che consenta a ciascuno di “vivere la vita nel modo più sano/salutare possibile” (e quindi non limitato alle questioni di genere). Ciò detto, quale sia il significato che le singole persone attribuiscono a queste parole rimane difficile da stabilire, soprattutto se ciò che interessa non è la conoscenza teorica di un concetto ma il modo in cui viene vissuto nell’esperienza di vita quotidiana di ciascuno.

Per cercare di capire come l’idea di pari opportunità nell’ambito della salute cambi in relazione al vissuto dei singoli individui, al contesto in cui vivono e alle caratteristiche (in primis socio-culturali ed economiche) di questo contesto, la NAM ha deciso di affidarsi a uno strumento meno scontato del solito: anziché selezionare campioni di popolazione cui sottoporre questionari a risposte chiuse, l’ente ha dato avvio a un progetto artistico.

L’iniziativa si chiama “Visualize Health Equity” (vedi) e, come anticipa il titolo, consiste in un grande progetto di ‘traduzione per immagini’, che coinvolge attualmente un’ottantina di artisti statunitensi (“of all kind”, cioè “di ogni tipo”, e residenti in ogni angolo del territorio). A ogni partecipante viene chiesto di rappresentare visivamente ciò che intende per health equity avvalendosi dello strumento espressivo ritenuto più idoneo (disegno, dipinto, video, ecc.).

Come volevasi dimostrare, l’esito è uno scenario quanto mai eterogeneo di ‘definizioni’, che includono sia precisazioni (linguistiche) di merito (vedi), sia desiderata (vedi), sia esempi di realtà esistenti e ‘buone pratiche’ già in atto (vedi). Dal cibo sano alle condizioni di sicurezza del proprio quartiere, dalla possibilità di accedere a un buon sistema scolastico alla diffusione di aree verdi e spazi ricreativi: ogni immagine racconta un’idea diversa, riflesso della piccola comunità di provincia così come della grande metropoli, passando per varie, e altrettanto diversificate, sfumature intermedie.

Condividendo questa eterogeneità di sguardi, scrive la NAM, l’obiettivo del progetto artistico è stimolare un numero crescente di persone a riflettere su che cosa siano le pari opportunità nell’ambito della salute e  quali ne siano i principali determinanti sociali. “La speranza – si legge nella presentazione del progetto – è che attraverso le lenti della creatività si possa capire meglio che cosa pensano le persone rispetto alle sfide più importanti”.

Il progetto fa parte del Culture of Health Program del NAM (vedi) ed è sponsorizzato dalla Robert Wood Johnson Foundation, fondazione filantropica attiva dal 1972 (vedi).