Cento miliardi sono sufficienti per finanziare la ricerca in Europa?

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Il 2 maggio la Commissione Europea ha presentato la sua proposta per il piano di finanziamenti destinati alla ricerca scientifica per il periodo 2021-2027. In totale, la somma indicata si aggira intorno ai 100 miliardi di euro. Questa, per quanto possa sembrare enorme, rappresenta in realtà una cifra ai limiti dell’accettabile, sicuramente inferiore alle aspettative di molti ricercatori e associazioni operanti nel campo. In questo senso, ha avuto sicuramente degli effetti negativi la Brexit: la prossima uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Del nuovo piano di finanziamenti – che include il programma Horizon Europe, in continuità con l’attuale Horizon 2020 – hanno scritto Tania Rabesandratana su Science (1) e Inga Vesper su Nature (2).

Un investimento da 100 miliardi di euro, fa notare la Commissione Europea, rappresenterebbe un aumento del 50% rispetto al piano precedente. Di questi, 96,4 miliardi dovrebbero essere destinati al programma Horizon Europe, il quale manterrà probabilmente la struttura di Horizon 2020, basata su tre macro-flussi di finanziamento: uno a favore della cosiddetta “scienza d’eccellenza”, che include i prestigiosi fondi dell’European Research Council per la ricerca di base; uno finalizzato a rendere l’Europa leader mondiale a livello industriale; uno destinato a risolvere problematiche specifiche della società, con finanziamenti a studi – ad esempio – su cibo, energia e cambiamenti climatici. I restanti 2,4 miliardi, invece, dovrebbero essere destinati a Euratom, il programma di ricerca nucleare dell’Unione Europea.

La somma indicata dalla Commissione, tuttavia, rappresenta solo una proposta iniziale. Il valore reale del programma di investimenti sarà definito dall’esito della trattativa che si terrà nelle aule del Parlamento Europeo: qui, solitamente, i rappresentanti delle forze politiche dei singoli stati provano a giocare a rialzo (si parla di una richiesta di investimento di 120 miliardi), mentre i membri della Commissione provano a ridurre la somma. Al tempo delle trattative per il programma Horizon 2020, ad esempio, la Commissione aveva inizialmente proposto un programma da 80 miliardi, il Parlamento uno da 100 miliardi: il valore finale del piano si era poi attestato sui 77 miliardi. Un altro fattore che potrebbe influenzare la somma, sottolinea Rabesandratana su Science, è l’inflazione: “La Commisisone ha stimato un tasso annuale del 2% per il periodo del programma. Ma se l’inflazione dovesse crescere i fondi diminuirebbero (e viceversa)”.

In ogni caso, per molti esponenti del mondo della ricerca la somma proposta è troppo bassa. La League of European Research Universities (LERU), ad esempio, – una lobby composta da numerose Università molto influenti – aveva messo in evidenza la necessità di raddoppiare il budget concesso per Horizon 2020. Lo stesso aveva fatto la European University Association (EAU) – gruppo che rappresenta più di 800 istituzioni scientifiche – richiedendo un investimento di 160 miliardi. Infine, un comitato dell’European Parliament’s Industry, Research and Energy (ITRE) aveva sostenuto la necessità di investire almeno 120 miliardi: “Questa è la quota minima per assicurare all’Europa un adeguato livello di competitività e leadership tecnologica”, aveva dichiarato il parlamentare democratico tedesco Christian Ehler, membro del comitato ITRE.

Tra i fattori che hanno fatto tendere al ribasso la proposta della Commissione Europea c’è sicuramente la Brexit: il Regno Unito, infatti, uscirà definitivamente dall’Unione Europea nel marzo del 2019. Di conseguenza il progetto di investimenti non include alcuna partecipazione, in termini economici, da parte del paese d’oltremanica: “L’addio di un membro che contribuiva in modo importante al budget avrà sicuramente un impatto a livello finanziario”, aveva specificato la Commissione. “Sapevamo che con l’uscita del Regno Unito dall’Unione sarebbe stato difficile raggiungere l’obiettivo dei 160 miliardi – ha dichiarato Laura Kesutermans, responsabile delle policy della LERU -, ma poteva andare peggio”. Tuttavia, sottolinea Vesper nel suo articolo su Nature, il Regno Unito potrebbe ancora partecipare come paese associato, fornendo un contributo basato sul proprio prodotto interno lordo, come già fatto in passato dalla Svizzera e dalla Norvegia.

La proposta completa per il programma di finanziamento di Horizon Europe, tuttavia, arriverà in giugno. Inoltre, le trattative tra Commissione e Parlamento potrebbero prolungarsi per oltre due anni ed essere influenzate dai risultati delle elezioni del nuovo Parlamento Europeo, previste per il 2019. La situazione, quindi, è tutt’altro che definita. I 100 miliardi di euro di investimenti proposti potrebbero aumentare o, più probabilmente, ridursi ulteriormente.

 

Bibliografia

  1. Rabesandratana T. European Commission proposes €100 billion research spending plan. Science 2018; pubblicato il 2 maggio.
  2. Vesper I. €100-billion budget proposed for Europe’s next big research programme. Nature 2018; pubblicato il 3 maggio.