La buona salute di mamma e bambino inizia prima del concepimento

di Viviana Monastero (Oi-kos)

La salute preconcezionale, quella relativa al periodo che precede il concepimento e la gravidanza, è fondamentale affinché si verifichino un normale decorso della gravidanza e uno sviluppo fetale regolare (vedi). In questa fase cruciale della vita, spesso però sottostimata, è necessario mettere a punto interventi di prevenzione nei confronti di diversi fattori di rischio –  fra cui nutrizione inadeguata, scarsa assunzione di folati, obesità e patologie materne, uso di alcol e fumo – che potrebbero risultare tardivi e inefficaci se effettuati a gravidanza iniziata.

Uno studio pubblicato di recente su The Lancet (vedi), composto da tre documenti, si propone di definire in modo più chiaro il periodo preconcezionale, delineando il modo attraverso cui determinati fattori di rischio presenti prima della gravidanza influenzano la salute del nascituro a breve e lungo termine e proponendo, infine, attività di informazione e formazione mirate per migliorare la salute preconcezionale. È ampiamente riconosciuto come alcol, fumo e farmaci possano mettere a rischio la salute del nascituro. Ma si sa molto meno sugli effetti della malnutrizione e dei comportamenti alimentari di entrambi i genitori – sovrappeso e obesità, denutrizione e carenze nutrizionali – prima del concepimento. Nel periodo precedente alla gravidanza andrebbe inoltre effettuata l’immunizzazione contro alcune malattie infettive pericolose in gravidanza, come ad esempio la rosolia, oltre a evitare esposizioni ambientali lavorative o domestiche nocive, identificare eventuali altri fattori di rischio relativi a specifiche patologie nella storia familiare e personale ed eseguire alcuni esami di laboratorio come previsto dal DPCM sui nuovi Livelli essenziali di assistenza del 12 gennaio 2017 (vedi).

Gli autori dello studio propongono tre diverse definizioni di salute preconcezionale, ognuna connessa a una determinata tipologia di intervento: secondo la prospettiva biologica, è il periodo precedente allo sviluppo embrionale; secondo quella individuale, è il periodo che passa dalla decisione di avere un bambino alla gravidanza; secondo una prospettiva a livello di salute pubblica, è il tempo necessario per rimuovere i fattori di rischio preconcezionale nell’uomo e nella donna.

Diversi studi osservazionali dimostrano una profonda connessione fra lo stato di salute in gravidanza e i risultati di salute nel bambino, con conseguenze che possono estendersi nel tempo (vedi). La malnutrizione e l’obesità sono condizioni diffuse fra le donne in età riproduttiva, con differenze sempre meno evidenti fra Paesi ad alto e basso reddito. Per esempio, in un nuovo studio pubblicato di recente (vedi) gli autori hanno messo a confronto la mortalità infantile in Gran Bretagna con quella in Svezia: in Gran Bretagna i tassi di mortalità erano doppi rispetto alla Svezia e in generale i bambini nati nel primo Paese avevano un peso minore alla nascita e una più bassa età gestazionale. Inoltre, in Gran Bretagna si registrava una percentuale maggiore di fumatrici durante la gravidanza e una maggiore prevalenza di obesità. Gli autori avevano concluso che nel Paese era necessario attuare una serie di iniziative a sostegno della salute delle madri prima e durante la gravidanza.

Per mettere a punto una campagna per la salute preconcezionale occorre tener conto delle tre definizioni citate sopra. Allo stato attuale, sono poche le evidenze di efficacia degli interventi di salute preconcezionale volti a migliorare i risultati di salute per la mamma e per il bambino. Tali interventi – fra cui anche quelli mirati a migliorare lo stato nutrizionale delle donne – dovrebbero sempre tenere in considerazione i determinanti sociali e ambientali, al fine di evitare l’aggravarsi delle disuguaglianze di salute e di genere (vedi). Secondo gli autori, sarebbe necessario fornire un sostegno maggiore a tutti coloro che pianificano una gravidanza, aiutando inoltre i giovani adulti a prepararsi alla futura genitorialità; è importante che le azioni di sensibilizzazione siano mirate anche agli adolescenti, affinché comprendano in tempo come la dieta influisca sulla loro salute e su quella dei figli che verranno. Potrebbero giocare un ruolo importante anche l’industria alimentare e i rivenditori di prodotti alimentari, collaborando con organizzazioni governative e non governative e istituti di ricerca per compiere azioni di sensibilizzazione riguardanti la salute preconcezionale.