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Bambini problematici: sempre più scuole propongono terapie di sostegno

Di Luca Mario Nejrotti

Sempre più scuole offrono ai propri bambini corsi su come gestire le emozioni, sopportare lo stress e migliorare le proprie capacità relazionali.

Terapia di gruppo.

Per esempio la psicologa Mary Alvord ha organizzato il Resilience Builder Program per i bambini di quinta elementare che in 12 settimane vengono aiutati a superare traumi, disturbi cognitivi o semplicemente lo stress di tutti i giorni dovuto all’essere bullizzati o al fatto di avere cambiato scuola.

“Credo che sia importante che i bambini imparino di avere il potere di fare cambiamenti. Anche se non possiamo controllare tutto delle nostre vite, possiamo comunque controllarne molti aspetti.” Sostiene la dottoressa.

Dal bambino all’adulto: insegnando a gestire le proprie emozioni sin da bambini il mondo intero sarà migliore, sempre secondo la Alvord.

Una lunga strada.

L’idea di insegnare ai bambini sin dall’infanzia abilità sociali e emotive ha più di vent’anni ed è particolarmente diffusa in ambito anglosassone: recenti studi (vedi) hanno valutato dozzine di programmi molto simili tra loro nel mondo, arrivando a evidenziare che i partecipanti a queste iniziative hanno ben l’11% di probabilità in più di diplomarsi e meno possibilità di essere affetti da disturbi mentali e di essere arrestati.

Nel Regno Unito, in Australia e in Canada corsi di miglioramento sociale e emotivo sono ampiamente strutturati, mentre negli Stati Uniti sembra che il fenomeno si sviluppi con una certa lentezza, forse dovuta ai molti problemi più pressanti del sistema scolastico statunitense.

Sperimentazione.

Proprio negli Stati Uniti, il programma della dottoressa Alvord potrebbe essere “esportato” in altre scuole pro bono, a scopo di ricerca. Il programma resterà focalizzato sulle quinte elementari, per preparare i bambini alle scuole medie, un momento importante di transizione in cui per la prima volta potranno avere a che fare con sesso e droghe e questo sarà particolarmente delicato per quei bambini con problemi emotivi o di socialità pregressi.

Gestione dei problemi emotivi.

Gli studenti impareranno a gestire concetti come leadership, gestione dello stress, risoluzione dei problemi e empatia, secondo schemi adattati alla loro giovane età: gli alunni disegnano, fanno giochi di ruolo, giocano alle sciarade e fanno merenda insieme.

Dopo avere cominciato come attività privata, ora il programma della dottoressa Alvord è inserito in programmi di ricerca dell’Università Cattolica Americana che ne valutano l’impatto su bambini disagiati.

Sembra che i risultati siano promettenti (vedi): i bambini con deficit di attenzione e iperattività (vedi) sembrano più in grado di gestire le proprie emozioni e sono meno iperattivi e i bambini ansiosi sembrano meno depressi.

Inoltre, i bambini, sulla base dei primi risultati, sembrano più produttivi poiché devono usare meno energie per gestire problemi emotivi e sociali.

 

Fonti.

https://www.npr.org/sections/health-shots/2018/05/23/613465023/for-troubled-kids-some-schools-take-time-out-for-group-therapy%20Per%20

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/cdev.12864

https://www.researchgate.net/publication/300706726_Developing_Social_Competence_Through_a_Resilience_Model