Bullismo e allergie alimentari

Di Luca Mario Nejrotti

Tra le diverse forme di bullismo, una sottostimata e molto pericolosa è quella che ha per vittime bambini e ragazzi affetti da allergie e intolleranze alimentari.

Bullismo alimentare.

Non si tratta di un fenomeno indipendente e a sé stante: il bullismo colpisce vigliaccamente ogni forma di debolezza; soprattutto non è nuovo, solo ultimamente, però, se ne sta valutando seriamente la portata (vedi).

Inoltre le diagnosi di intolleranza e allergia alimentare sono in continuo aumento: si parla di un incremento del 18% tra 1997 e 2007, secondo i Centers for Disease Control and Prevention (vedi), raggiungendo la cifra di circa 3 milioni di minori.

Anche in Italia sono stati condotti studi al riguardo (vedi e vedi): è del 2014 uno studio su bambini e ragazzi veneti di età compresa fra 8 e 19 anni. La valutazione dei dati, che riguardavano soggetti con allergie alimentari e individui di caratteristiche simili, ma non affetti da questa condizione, ha rilevato che il 60% dei primi e il 32% dei secondi aveva subito atti di bullismo, almeno una volta nei due mesi precedenti. In particolare, riguardo ai casi di bullismo correlati all’allergia alimentare, il 24% dei soggetti ha riferito di essere stato molestato almeno una volta e il 6% più spesso. La frequenza degli atti di bullismo è sembrata diminuire con l’aumentare dell’età.

La scuola.

Una maggiore consapevolezza sulle allergie alimentari ha condotto alla creazione di protocolli di sicurezza che rendono molto difficile il contatto accidentale tra i minori affetti da queste patologie e gli agenti allergizzanti. Al contrario, però, questo non mette affatto al sicuro da atti di bullismo, anche pericolosi.

Anzi: l’isolamento e la distinzione contribuiscono a innescare l’identificazione della persona allergica come differente e quindi potenziale bersaglio delle vessazioni di individui che stanno ancora maturando la concezione di diversità e non sono nemmeno in grado di valutare appieno le conseguenze delle proprie azioni.

Il ruolo della scuola diventa quindi fondamentale nell’educare tutti gli allievi nella comprensione delle differenze e nella consapevolezza che gli atti di violenza, verbale, fisica, sociale e relazionale sono da evitare e condannare.

Il fenomeno va seriamente valutato nell’ambito dell’inquadramento dei casi di allergie ad alimenti in età pediatrica in base alla sua pericolosità: se minacciare o insultare un bambino può avere conseguenze gravi e provocare traumi psicologici anche a lungo termine, un atto di bullismo che coinvolga un’allergia alimentare può condurre al ricovero quando non alle più gravi conseguenze.

Fonti.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2213219814001871?via=ihub

https://www.cdc.gov/nchs/data/databriefs/db10.htm

https://www.fondazioneserono.org/allergologia/ultime-notizie-allergologia/bambini-allergie-alimentari-spesso-vittime-prese-giro-molestie-prepotenze/

https://www.jacionline.org/article/S0091-6749%2814%2900807-0/fulltext