La gravità della depressione nell’anziano

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Almeno una persona su cinque si troverà a fare i conti con la depressione nel corso della propria vita. A quale età potrà fare la differenza. Sulla rivista Lancet Psychiatry (1) i ricercatori della VU University Medical Center di Amsterdam, dati alla mano evidenziano, che con l’avanzare degli anni il disturbo depressivo maggiore tende ad essere più grave con un decorso più lungo e una minore probabilità di guarigione. “È importante tenere in considerazione che la depressione non è sempre la stessa malattia nel corso della vita. Ed è altrettanto importante valutare anche il contesto in cui avviene. La vecchiaia ha un suo peso e deve essere investigata in modo più dettagliato”, commentano gli olandesi. Una prospettiva poco incoraggiante tenuto conto dell’invecchiamento della popolazione e che già di per sé la depressione è un disturbo diffuso che interessa l’intera società senza distinzione di classe sociale. Entro il 2020 secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della salute la depressione maggiore sarà causa del secondo carico più grande sulla salute nel mondo tra tutti i disturbi.

Il pregio dello studio pubblicato su Lancet Psychiatry è di aver raccolto prove robuste sull’associazione tra il decorso della malattia depressiva e l’età anagrafica, associazione sulla quale fino ad oggi le evidenze non era univoche. Si tratta di uno studio longitudinale che ha monitorato per due anni il quadro clinico di 1042 persone tra i 18 e gli 88 anni con una diagnosi di depressione maggiore. Ne è emerso che le persone over70 rispetto a quelle più giovani avevano una maggiore probabilità di persistenza e cronicità del disturbo depressivo e una minore probabilità di guarigione e di miglioramento del grado di gravità e della sintomatologia. Lo studio ha inoltre rilevato che, apparentemente, diversi fattori sia psicosociali che clinici legati all’età  –  quali solitudine, entità del supporto sociale, dimensione della rete sociale, dolori, numero di malattie croniche, compromissione funzionale, uso di antidepressivi  –  concorrono solo in minima parte il diverso outcome prognostico nell’anziano.

In un editoriale di accompagnamento Tze Pin Ng della National University of Singapore (2) commenta che – come riconoscono gli autori stessi – lo studio non avrebbe tenuto in considerazione il declino cognitivo che ostacola la guarigione e riduce l’efficacia del trattamento. Inoltre potrebbe avere sottostimato gli effetti delle comorbidità. Per avere una comprensione del problema nella sua globalità servirà fare luce sui fattori che potenzialmente concorrono al diverso outcome della malattia depressiva in funzione dell’età. Per esempio, diversi studi pubblicati negli ultimi tre anni hanno evidenziato che nei pazienti più anziani la presenza di una malattia metabolica o di una infiammazione cronica e la terapia antidepressiva prescritta predicono la cronicizzazione e non remissione della depressione maggiore, indicando pertanto che potrebbe esserci un sottotipo di depressione “metabolico”. Inoltre si ipotizza che anche la malattia cerebrovascolare predisponga a sindromi depressive in tarda età.

Dunque, davanti alla complessità del paziente anziano con più patologie anche croniche si rafforza la teoria che gli antidepressivi non funzionino nella stessa misura in tutte le persone e che serva una cura su misura che rispetti il profilo del singolo paziente. Come già viene fatto per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, del cancro o delle malattie infettive, anche per la cura della depressione maggiore nell’anziano – e non solo – commenta John Zajecka del Depression Treatment and Research Center at Rusch University Medical Center di Chicago  – “dobbiamo prendere in considerazione più trattamenti diversi per raggiungere l’outcome desiderato e cioè la remissione completa” (3). Cura che può contemplare sia terapie farmacologiche sia interventi non farmacologici e psicoterapie basate sulle evidenze.

 

Bibliografia

  1. Schaakxs R, Comijs HC, Lamers F, et al. Associations between age and the course of major depressive disorder: a 2-year longitudinal cohort study. Lancet Psychiatry 2018 Jun 7
  2. Tze Pin Ng.  Old age depression: worse clinical course, brighter treatment prospects? Lancet Psychiatry 2018 Jun 7
  3. Batya Swift Yasgur. Depression More Severe, Persistent in the Elderly. Medscape, pubblicata il 21 giugno 2018