Disturbi del sonno: una sfida sanitaria per il 21 secolo

Di Luca Mario Nejrotti

I problemi legati ai disturbi del sonno sono stati largamente sottostimati in ambito medico arrivando a raggiungere una diffusione e una gravità preoccupanti, come enunciato nel libro di Matthew Walker: Why We Sleep: The New Science of Sleep and Dreams.

Sette o meglio otto ore di sonno.

Il nucleo del ragionamento di Walker è che abbiamo bisogno di 7/8 ore di sonno per notte per essere pienamente efficienti sia fisicamente sia mentalmente (vedi e vedi): la memoria, la concentrazione e la capacità di risolvere problemi, come pure il sistema immunitario, la crescita e il metabolismo dipendono dalla nostra capacità di riposare.

La mancanza di sonno può condurre alla demenza, all’ipertensione, a disturbi cardiocircolatori, al cancro, alle infezioni e agli incidenti d’auto… In breve alle principali cause di morte nei paesi più ricchi di oggi.

Il problema è sociale: i ritmi di vita odierni vanno contro un adeguato numero di ore di sonno, che anzi viene visto come una perdita di tempo. E non serve dormire fino a tardi nel finesettimana: bisogna cambiare le nostre abitudini di vita.

La nuova scienza del sonno.

Anche se il libro è principalmente divulgativo e fa ampio uso delle iperboli e delle analogie della scuola anglosassone e in particolare statunitense (vedi), il concetto fondamentale, importante e condivisibile, è suffragato da studi scientifici: alla base di una vita sana vi è un numero congruo di ore di sonno, parallelo, se non addirittura più importante di una corretta dieta e di un adeguato esercizio fisico.

Sogni.

Il libro di Walker affronta anche l’importanza di un ciclo completo di sonno, sia della fase non REM sia della fase REM: complementari nel gestire e “rimetabolizzare” le esperienze della veglia.

Gli studi presentati dall’autore sono esemplificati nella metafora della scultura: il sonno NREM porta le esperienze della veglia nella memoria, come un mucchio di argilla, il sonno REM le organizza e le “scolpisce”.

I più recenti studi dimostrano che i sogni hanno un ruolo terapeutico e aiutano a risolvere i problemi della veglia.

La società della veglia.

Il fatto che il problema del sonno sia sottostimato, dipende anche dall’organizzazione della società stessa, che da un lato celebra la capacità di dormire poco, dall’altro spesso non mette proprio in condizione di raggiungere un congruo numero di ore di sonno.

Gli orari di lavoro, e di conseguenza la possibilità di ricavarsi ore di svago e di socialità, spingono le persone a ritagliarsi spazi ricreativi di notte, sottraendo ore al sonno; l’inquinamento luminoso, acustico ed elettromagnetico sono un fattore determinante nel disturbare la nostra capacità di dormire.

Studi come quelli alla base dell’opera di Walker sono fondamentali per contribuire non soltanto, e sarebbe già abbastanza, al benessere generale delle persone, ma anche, ed è ancora più urgente, alla risoluzione di molti dei problemi sanitari che affliggono la nostra società.

Fonti.

https://blogs.bmj.com/bmj/2018/06/20/richard-smith-why-we-sleep-one-of-those-rare-books-that-changes-your-worldview-and-should-change-society-and-medicine/

http://www.torinomedica.org/torinomedica/?p=18651

http://www.torinomedica.org/torinomedica/?p=16823