Suicidio: negli Stati Uniti aumenta il tasso tra le donne

Di Luca Mario Nejrotti

Suicidio: anche se il triste primato resta maschile, negli ultimi vent’anni sale il numero di donne che decidono di porre fine alla propria vita.

Numeri in aumento.

Negli ultimi vent’anni il tasso di suicidi negli Stati Uniti è aumentato del 30%, secondo uno studio pubblicato dal National Center for Health Statistics (vedi). Sono soprattutto i maschi, ragazzi ed adulti a suicidarsi, ma le statistiche aumentano considerevolmente per le donne, fino quasi al 50%. Addirittura, nelle donne di mezza età l’incremento sarebbe del 60%.

Tra il 2000 e il 2016 si è arrivati da 10,4 suicidi a 13,5 ogni 100.000 persone, l’aumento è stato dell’1% per anno, raddoppiando dal 2006 al 2016.

Nel 2016, il suicidio era la decima causa di decesso negli Stati Uniti e nonostante gli obiettivi siano di ridurre il tasso a 10,2 ogni 100.000 abitanti entro il 2020, la crescita sembra non arrestarsi.

Nel 2016 l’asfissia era lo strumento più adoperato dalle donne sotto i 25 anni, mentre l’avvelenamento raggiungeva la massima percentuale tra le donne sopra i 45, nei maschi, invece, al di sopra dei 15 anni sono le armi da fuoco il metodo più adoperato.

Stress.

Le ragioni di questa impennata tra le donne sono ignote: al momento si è appena cominciato ad analizzare il fenomeno.

Si sa, però, che lo stress può essere una delle ragioni che portano a maturare la decisione del suicidio.

La generazione delle donne di mezza età, negli Stati Uniti, è particolarmente colpita da stress, sia in ambito lavorativo sia famigliare. Si tratta della “generazione sandwich” (vedi) che si vede costretta ad essere un sostegno sia per i propri genitori sia per i propri figli.

Una crisi sanitaria.

I numeri raggiunti comportano una vera e propria crisi sanitaria a cui la società statunitense deve far fronte.

Da un lato, poiché la maggioranza dei suicidi maschili utilizza armi da fuoco, riducendo la facilità di accesso alle stesse.

Dall’altro, per aiutare a prevenire i suicidi, la società deve offrire un migliore accesso alle cure e ai supporti psicologici oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica e a fornire gli strumenti per riconoscere i segnali d’allarme negli individui a rischio.

La cosa più importante, sostengono gli studiosi, è far sì che le persone che arrivano a contemplare queste decisioni non si sentano sole. “Può sembrare semplicistico, ma fa davvero la differenza”.

Fonti.

https://www.npr.org/sections/health-shots/2018/06/14/619338703/u-s-suicides-rates-are-rising-faster-among-women-than-men?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter&t=1530334811723

https://www.cdc.gov/nchs/products/databriefs/db309.htm

https://www.npr.org/sections/health-shots/2018/06/14/619338703/u-s-suicides-rates-are-rising-faster-among-women-than-men?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter&t=1530334811723