Il Dentista Reale nell’antico Egitto

di Patrizia Biancucci

Imponente e maestosa la piramide a gradoni di Saqqara, considerata fra le più antiche d’Egitto (2667-2448 a.c.),

Piramide a gradoni di Saqqara

custodisce il sonno eterno del re Djoser mentre ai suoi piedi strati di sabbia millenaria celano un segreto: la tomba del dentista reale e Capo dei dentisti Iy Mry, in compagnia dei colleghi di rango inferiore Kem Mesew e Sekhem Ka. Tra i geroglifici sulle pareti un occhio e un dente appuntito stanno a indicare la presenza di un dentista e la mummia di un giovane di Tebe (2000 a.c.) con il suo cranio, analizzato mediante tomografia computerizzata, ha consegnato alla storia il primo caso noto di trattamento dentale. Ponti, intersezioni con fili di ferro e un pezzo di lino imbevuto di olio di cedro e succo di fico all’interno di una grossa carie, nel vano tentativo di alleviare le sofferenze del giovane, deceduto per le gravi patologie nella sua bocca. La prova tangibile di raziocinio scientifico, lontano da incantesimi e formule magiche.
Siamo venuti a conoscenza della creatività e dell’inventiva dei dentisti Egiziani grazie a due preziosi scritti.

Papiro Ebers (1550 a.c.)

Il Papiro Ebers (1550 a.c.) che riporta alcuni preparati ideati per diverse patologie dentali, tra cui una miscela utilizzata sia come riempitivo sia come splint per mantenere i denti in posizione: orzo come agente filler in una matrice liquida a base di miele e un po’ di ocra gialla che funge da agente antisettico.

Papiro di Edwin Smith (1650 a.c.)

Il Papiro di Edwin Smith, del 1650 a.c., istruisce su procedure chirurgiche e pratiche di ricostruzione: come trattare la dislocazione di una mascella o trattenere denti nuovi nelle bocche decidue con fili in oro e argento. Mediante analisi di reperti ben conservati è stato possibile tracciare interessanti nessi tra l’incidenza di determinate patologie dentali e i cambiamenti socio-economici del popolo egiziano. Sappiamo dell’uso frequente di profumi e prodotti cosmetici, come il bicarbonato per sbiancare i denti e alcune sostanze masticabili per l’alito fresco. Sappiamo che l’usura dentale, l’osteoartrite e le malattie parodontali sono tra le patologie più comuni durante l’era faraonica, mentre la carie costituisce un problema solo marginale (Leek, 1972; Seward, 1976). Responsabile una dieta a base di alimenti contaminati da numerose particelle inorganiche come l’arenaria utilizzata per la macina del grano o il quarzo, il feldispato e la silice di cui si compongono gli attrezzi da lavoro, ma anche la stessa sabbia del deserto trasportata dal vento, e conseguenti erosioni dentali, da attrito e abrasione, tra i faraoni (Soames & Southam, 1998). Con la dinastia Tolemaica e sotto il dominio dei Greci (IV sec a.c.) la dieta più raffinata e le tecniche di lavorazione degli alimenti più evolute stravolgono la situazione. Infatti con l’introduzione dei carboidrati che fermentando producono acidi e placca batterica, la carie diviene prevalente tra le più comuni patologie odontoiatriche.