Il trapano preistorico ha 9.000 anni

di Patrizia Biancucci

Un team di biologi e antropologi, coordinati dal Dipartimento di biologia animale e dell’uomo dell’Università La Sapienza di Roma, ha sottoposto a un’attenta analisi 4.800 denti umani  ritrovati recentemente nell’area anticamente occupata dal villaggio di Mehrgarh, uno dei villaggi sedentari del periodo Neolitico ritrovato ai piedi dell’Hindukush, nell’attuale Pakistan. Il Neolitico è l’ultimo periodo dell’Età della Pietra, dopo Paleolitico e Mesolitico, datato circa 9.500 a.c. e contraddistinto da notevoli innovazioni nella litotecnica, vale a dire l’insieme degli oggetti di pietra realizzati dall’uomo, come ciottoli intenzionalmente modificati, utensili finiti, armi e il…“trapano preistorico”. Infatti undici molari tra quelli rinvenuti, appartenuti a nove adulti maschi e femmine, presentano evidenti segni di “cure dentistiche”, le più antiche mai documentate fino ad ora. Secondo i ricercatori lo strumento assomiglia molto agli utensili impiegati per forare le perline usate già allora per confezionare monili e decorazioni. Si suppone quindi che la pratica di trapanazione dentale si sia sviluppata proprio come evoluzione di questa tecnica di perforazione.

prof. Alfredo Coppa, antropologo Università Sapienza di Roma

Il prof. Alfredo Coppa, antropologo della Sapienza, afferma che “dai fori presenti nei denti è evidente che per curare la carie già 9.000 anni fa venivano impiegati strumenti simili ai moderni trapani da dentista”. I denti risalgono tutti a un periodo di circa 1.500 anni compreso tra il 7.000 e il 5.500 a.C., quando il villaggio di Mehrgarh era popolato soprattutto da pastori, da agricoltori e da artigiani esperti nella lavorazione della selce.

Lavorazione della selce (era neolitica)

E proprio di selce erano fatti i trapani rinvenuti: costituiti da bastoncini di legno di circa 15 centimetri ai quali erano fissate sottilissime punte di questo materiale, venivano fatti girare 20 volte al secondo con l’aiuto di un archetto così che il foro, di circa un millimetro di diametro, era completato in circa un minuto.

Dente umano con cavità cariosa ripulita con trapano manuale (neolitico 9.000 a.c.)

Gli antenati dei trapani dovevano essere estremamente efficienti, visto che in uno dei denti esaminati è evidente l’utilizzo di una tecnica di rimozione dello smalto sorprendentemente moderna. Dunque nei villaggi sedentari del periodo Neolitico, oltre a pastori, contadini, vasai e sacerdoti, c’erano anche abili artigiani, capaci di praticare vere e proprie trapanazioni ai denti per curare le carie. Insomma anche l’uomo della pietra andava dal dentista!