Estate: poche notizie? Dategli una bufala!

di Mario Nejrotti

Che cosa fa più effetto: l’OMS e l’ONU dichiarano guerra ai prodotti tipici italiani come l’olio extravergine d’oliva e il parmigiano? Oppure: l’OMS raccomanda una maggiore informazione su prodotti alimentari ad alto contenuto di grassi saturi o trans, zuccheri e sale, specie se consumati da bambini?

È evidente che da un punto di vista giornalistico il primo titolo vince.

Sarà vero, sarà corretto, è verificato? E chisseneimporta!

L’allarmismo è incominciato da IlSole24Ore con un articolo in prima pagina di martedì scorso (vedi) , con tanto di filmati che rafforzano lo scritto. La fonte del Sole sembrerebbe un documento di giugno scorso dell’OMS,  “Time To Deliver” , in cui si riportano possibili raccomandazioni agli Stati per ridurre l’impatto negativo dei cibi tradizionalmente coinvolti nella genesi delle malattie cardiovascolari.

Nel documento si propongono soluzioni atte a migliorare la regolamentazione di tali cibi, fra le quali però non viene menzionata una maggiore tassazione o etichettature speciali o addirittura “Immagini raccapriccianti”. Un’eccezione, contenuta nel documento, che per altro non è una novità per il nostro Paese, è la tassazione di alcool e tabacchi.

Il tema sarà dibattuto il prossimo 27 settembre a New York, in occasione della terza riunione convocata per valutare i progressi compiuti nella lotta alle malattie non trasmissibili.

Tutto sommato non è una grande notizia che l’OMS, giustamente, si occupi della regolamentazione dei cibi ritenuti pericolosi per la salute.

Ma tutti i più importanti giornali, con sfumature diverse, si sono sentiti in dovere di rimbalzare la notizia del Sole per non rimanere indietro, anche se alcuni citano già la smentita dell’OMS.

Fa un bell’elenco dei titoli delle varie testate sempre il Post a partire dalla ripresa, senza alcuna verifica, del  Corriere della Sera (“Onu contro il parmigiano: troppi grassi e sale”) per proseguire con tutti i maggiori quotidiani: Repubblica (“Lotta Onu a grassi e sale: “Nuocciono gravemente alla salute”. Ma nessuna etichetta per il parmigiano”), Il Fatto Quotidiano (“Parmigiano e prosciutto, polemica per le etichette chieste dall’Onu. Retromarcia: no voto, è dichiarazione politica (per ora)”), il Giornale (“«Il parmigiano come il fumo» L’assurda crociata dell’Oms che penalizza il made in Italy”) e Messaggero (“Guerra Onu a grassi e sale: «Parmigiano e prosciutto come il fumo, serve l’etichetta»”).

In un’Italia che si sente sempre più “nazionalista” e soprattutto si avvia alle vacanze estive, durante le quali cresce il tempo per “spettegolare” e “polemizzare”, anche i nuovi governanti,  come riporta IlPost  si sentono in dovere di prendere le armi per difendere i sacri prodotti della terra patria e della nostra tradizione. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che come un antico tribuno prende posizione su tutto, si scaglia contro l’OMS: “Giù le mani dal Made in Italy”.  Ma anche il suo collega ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio ha commentato allarmato la notizia, dicendo «Se così fosse siamo alla pazzia pura. Ritengono che facciano bene alla salute prodotti come la Coca Cola o altri perché light e poi ci condannano il Parmigiano o altri prodotti dell’enogastronomia italiana. Su questo faremo una battaglia molto dura». Invitiamo a leggere il portale del Ministro, compreso il gustoso refuso nel titolo e nel link (Clicca qui)  .

Nel frattempo l’OMS ha smentito che esista  una politica diretta contro i prodotti italiani. Francesco Branca, direttore del dipartimento di nutrizione dell’OMS, come riporta   l’Agi Fact-Checking ha dichiarato : “Le notizie di bollini neri dell’Oms su tale o tale alimento non sono corrette, l‘Oms non criminalizza determinati alimenti ma raccomanda politiche che promuovano un consumo parsimonioso degli alimenti che hanno alti contenuti di sodio, zuccheri o grassi saturi. Tra le misure suggerite” continua Branca “un’etichettatura dei prodotti in grado di fornire chiare informazioni sul loro contenuto” e aggiunge “anche le politiche dei prezzi possono essere utili: in particolare, se prodotti non sani sono disponibili a prezzi bassi è più alta la probabilità che il loro consumo aumenti”.

Quindi una grande bufala, strumentalizzata per fini commerciali e politici, che trova possibilità di diffusione per la distrazione e la scarsa attenzione del pubblico in generale.

Questa falsa notizia  può essere commentata dai medici in questo modo, con buona pace di tutti i sostenitori del Made (non Mare) in Italy.

La dieta Mediterranea è fuori discussione una delle più salutari che si possano consigliare ai cittadini  come prevenzione sia delle malattie cardiovascolari sia di alcuni tipi di cancro e da queste pagine lo abbiamo sostenuto più volte, come si dice, “in periodi non sospetti”.  (Clicca qui)   (e qui) .

Ma due considerazioni sono d’obbligo.

La prima è che la dieta mediterranea, nata in Italia ad opera dello scienziato statunitense Ancel Keys, che per primo ne codificò i vantaggi, basati sulla nostra tradizione, vivendo a lungo in Cilento (approfondisci), non porta bandiere nazionali, perché cibi sani, frutta, verdura, olio extravergine di oliva, scarsi grassi saturi e poco sale fanno bene a tutti dovunque e da chiunque siano prodotti, se con criteri giusti e naturali.

La seconda è una riflessione di buon senso sulla quantità in cui questi prodotti  vengono assunti. È certo che olio extravergine a profusione e porzioni pantagrueliche del nostro “intoccabile” parmigiano, saranno dannose per la salute e contribuiranno all’aumento di peso e alle malattie cardiovascolari.

Per concludere cibi buoni e cattivi vanno valutati con prudenza, moderazione e consapevolezza. Credo che sia opportuno lasciar lavorare l’OMS che, se pur non sempre, perché errare è umano, queste qualità ha dimostrato di possederle in barba alle bufale estive.

Il resto è commercio.