Vaccini: le nuove tecnologie al servizio del paziente

di Luca Mario Nejrotti

L’uso dei vaccini, soprattutto in età adulta, può essere incentivato e supportato dall’uso delle nuove tecnologie.

Agende vaccinali elettroniche.

L’uso della tecnologia digitale può contribuire a incentivare l’uso e a ricordare le scadenze, può evitare ai pazienti le code in clinica, e aiutare a mantenere traccia della partecipazione e degli effetti.

È quanto è stato discusso recentemente da addetti ai lavori, decisori politici e rappresentanti dei pazienti durante un meeting a Bruxel dell’International Longevity Centre (vedi).

“Innovazione e nuove tecnologie possono giocare un ruolo nell’aiutare a proteggere sempre più persone dalle malattie di cui esiste un vaccino, ma la politica e la prassi sono spesso una barriera per il cambiamento. Noi speriamo che l’industria, gli innovatori, e i decisori politici possano cooperare per aumentare la consapevolezza generale e trovare nuove strade per incrementare la pratica dei vaccini presso gli adulti.” Sostiene David Sinclair, Direttore del Centro (vedi).

Un rischio per la salute e per i bilanci.

La necessità di un intervento sembra evidente: la diffusione dei vaccini presso la popolazione adulta è ancora molto bassa. Secondo i dati del centro, negli Stati Uniti ogni anno muoiono più adulti che bambini per le malattie prevenibili via vaccini, in Europa ogni anno dalle 40.000 alle 220.000 morti possono essere attribuite all’influenza.

Il peso di queste malattie ricade sulla popolazione, ma anche sui bilanci sanitari delle nazioni.

Come la tecnologia può essere d’aiuto.

L’uso della tecnologia, che ormai permea trasversalmente tutte le fasce della società, potrebbe essere la chiave per alleviare il problema.

Per cominciare l’uso del digitale e di internet permette una più capillare diffusione delle informazioni, con conseguente maggiore sensibilizzazione ai rischi e inoltre consentirebbe di ricordare alle persone interessate le scadenze e gli appuntamenti per le terapie.

Raccolta dati e controinformazione.

Un altro aspetto importante e inesplorato è la raccolta di dati messi spontaneamente in rete. Raccogliere informazioni sui sintomi e malattie di una comunità permetterebbe, usando appositi algoritmi, di identificare con grande anticipo lo scoppio di epidemie.

Inoltre basta aprire oggi i social media per renderci conto di quante sciocchezze siano diffuse, ammantate di verità scientifica non verificata (ma ci sono strumenti già in atto per prevenire la disinformazione, vedi), mentre la ricerca scientifica corretta spesso difetta proprio negli aspetti della comunicazione.

Ecco che un uso corretto di internet permetterebbe agli scienziati veri di comunicare gli esiti della ricerca anche per combattere il crescente diffondersi di allarmismi, complottismi e altri “ismi” pericolosi.

Fantasanità.

All’incontro sono comunque stati affrontati anche altri aspetti delle applicazioni tecnologiche alla sanità: micro cerotti che somministrano i vaccini, androidi che distraggano i pazienti dal dolore delle iniezioni, pendenti digitali che raccolgono la nostra storia clinica, droni per la consegna dei vaccini ai medici del territorio e servizi on line di supporto alle comunità a rischio, nella logistica, ma anche attraverso messaggi pubblicitari mirati e personalizzati.

Uno dei grandi vantaggi delle applicazioni digitali è nel rapporto costo beneficio. Inoltre la sperimentazione dell’efficacia è estremamente rapida.

Nei prossimi anni, applicando i diversi approcci tecnologici, l’Europa sarà il banco di prova nella valutazione dell’apporto digitale nella diffusione dei vaccini.

Fonti.

http://www.ilcuk.org.uk/

https://www.vaccinestoday.eu/stories/adult-vaccination-can-technology-help-improve-access-and-uptake/

https://dottoremaeveroche.it/