Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione: una guida in Pronto soccorso e per le famiglie

Secondo la definizione del Ministero della Salute, i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da una persistente alterazione delle modalità di alimentarsi associati a comportamenti che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e danneggiano significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale. Sono stati patologici complessi che influiscono sullo sviluppo corporeo e sulla salute fisica e psichica comportando gravi problemi medici, sia acuti sia cronici.

Il Ministero della Salute ha rilasciato negli scorsi giorni due guide per il trattamento di persone affette da disturbi alimentari, frutto di un Tavolo di lavoro dedicato, rivolte una al personale del Pronto soccorso e una alle famiglie.

La guida per il Pronto soccorso

Quella per il Pronto soccorso vuole fornire delle indicazioni pratiche per gli operatori che si trovano di fronte una persona affetta da disturbi alimentari (tra i giovani tra i 14 e i 20 anni si tratta nel 16% di casi di disturbi associati al basso peso, nel 19,3% a sovrappeso e nel’11.5% a obesità); per queste persone è difficile riconoscere il proprio problema, dunque il momento di confronto con il personale ospedaliero, “una forma, per quanto impropria o forzata, di richiesta di aiuto” può essere il principio di un percorso di supporto che porti a migliorare una situazione difficile sia dal punto di vista fisico che, soprattutto, psicologico, che va trattata tenendo conto delle indicazioni più aggiornate ed efficaci.

Tra esse si individuano parametri rilevabili con un semplice esame obiettivo (peso, pressione, frequenza cardiaca, temperatura corporea) e altri che indicano la necessità di intervenire con tempestività sul paziente, come l’indice di massa corporea (da considerare ad esempio l’intervento medico d’emergenza se inferiore a 13,0) e la frequenza elevata di comportamenti di eliminazione come l’induzione del vomito o l’utilizzo di diuretici e lassativi.

Sono indicati inoltre i parametri che rendono consigliabile il ricovero ospedaliero, come una rapida, persistente, incontrollata perdita di peso, e quelli che rendono necessaria una valutazione psichiatrica, tra cui grave depressione e rischio suicidario.

“Per un percorso clinico-assistenziale completo ed efficace fondamentale è il lavoro in team tra le diverse figure professionali” si legge nel documento. “Indispensabile, nell’ambito del processo di triage, la presenza di personale infermieristico adeguatamente formato, la cui esperienza e specifico training consentano non solo la raccolta dei dati e l’identificazione dei bisogni di salute della persona, ma anche il possesso di capacità relazionali e comunicative necessarie all’ascolto, al sostegno emotivo e alla costruzione di un rapporto di fiducia reciproca, al fine di far sentire davvero paziente e familiari in una situazione di collaborazione ed appoggio.”

Le indicazioni per le famiglie

Per quanto riguarda i familiari, le raccomandazioni per chi sospetta che un proprio caro possa essere affetto da disturbi alimentari riguardano innanzitutto le linee guida per riconoscerne i sintomi, che nella stragrande maggioranza dei casi i pazienti cercano strenuamente di nascondere. “Molti di questi comportamenti, almeno in una fase iniziale, possono non evidenziarsi nello sfondo di una cultura ossessionata dalla magrezza e dalla “dieta” e può essere difficile per i genitori comprendere quando pensieri, comportamenti e scelte alimentari dei loro figli, stanno diventando pericolosi, mettendo così a rischio la salute fisica e mentale” si legge nel documento. Tra i sintomi più evidenti si possono individuare tono dell’umore instabile, pianto frequente, rabbia elevata, tensione
familiare crescente e comunicazione problematica; anche i comportamenti autolesivi, come infliggersi ferite o ustioni, ma più spesso graffi, escoriazioni, bruciature e simili sono indicatori a cui fare particolare attenzione. Spesso, infatti, i disturbi dell’alimentazione sono manifestazione fisica di disturbi emotivi e psicologici che necessitano di trovare sfogo.

In questo documento si sottolinea inoltre l’importanza della sinergia tra le famiglie, i servizi, le associazioni e le istituzioni, che solo collaborando a stretto contatto possono raggiungere i più efficaci e duraturi risultati per i pazienti. Si danno infine indicazioni per orientarsi sulla scelta del trattamento più opportuno. “È necessario cercare aiuto in centri specializzati per il trattamento e la cura dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. I servizi specialistici sono fondati sul principio di multidisciplinarità dove si può attuare un progetto terapeutico sui vari versanti: psicologico, psichiatrico, nutrizionale e riabilitativo, versanti che necessariamente debbono integrarsi per percorrere il cammino verso la guarigione.”

Per individuare i servizi del territorio si può consultare la mappa nazionale presente sul sito www.disturbialimentarionline.it o chiamare il Numero Verde SOS Disturbi Alimentari 800180969.


I due documenti sono disponibili in versione completa sul sito del Ministero della Salute.

Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione: una guida in Pronto soccorso e per le famiglie

Disturbi edell’alimentazione e della nutrizione: raccomandazioni per familiari