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La parcella che non ti aspetti: debiti inaspettati per prestazioni sanitarie per la maggioranza degli statunitensi

di Luca Mario Nejrotti

Il sistema sanitario statunitense è molto differente dal nostro e si basa sulla partecipazione delle assicurazioni private. Sembrerebbe essere consolidato, ma riserva comunque spesso inattese e sgradite sorprese per gli assistiti.

Parcelle inattese.

Non stiamo parlando di pazienti privi di assicurazione sanitaria, perché indigenti o incoscienti, e non stiamo trattando di truffe da parte del personale sanitario. Si tratta di una storia di ordinaria disattenzione e di mancanza di informazione, pur nel pieno rispetto delle regole vigenti negli USA.

Molti pazienti, dopo un trattamento medico che ritengono essere coperto dalla propria assicurazione sanitaria, si trovano a dover pagare anche ingenti somme per prestazioni non assicurate.

Le assicurazioni.

Il primo problema riguarda le polizze assicurative: molto spesso i clienti non leggono con attenzione o non comprendono la reale portata della propria copertura assicurativa. Si trovano così a dover pagare di tasca propria, ad esempio, esami clinici necessari per il trattamento, ma non previsti nel contratto.

Di frequente, almeno secondo i clienti, sono le polizze ad essere scritte in modo confuso, senza contare il fatto che un non addetto ai lavori difficilmente può rendersi conto di quali coperture possano essere necessarie nel suo futuro sanitario.

Le strutture sanitarie.

Il secondo problema riscontrato concerne le strutture e gli operatori sanitari, che non sono necessariamente convenzionati con la compagnia assicurativa del paziente. Il fatto è che non sono nemmeno tenuti a comunicarlo e questo può portare l’assistito ignaro a dovere pagare cifre anche considerevoli.

L’entità del problema.

Potrebbe essere considerata un’anomalia in un sistema altrimenti funzionante, ma uno studio recente (vedi e vedi) ha evidenziato che riguarda la maggioranza degli assistiti: il 57% delle persone intervistate nell’ambito di uno studio del gruppo NORC dell’University of Chicago (vedi), ha denunciato di avere avuto questo tipo di problema nell’anno, a volte per cifre minori, altre per debiti imponenti.

Servizi sanitari ed esami, in particolare di laboratorio, si equivalgono (53% i primi, 51% i secondi, le risposte potevano essere multiple), in ogni caso sembra che la maggior parte dei disguidi sia dovuta a coperture parziali delle assicurazioni e, quindi, a discrepanze tra quanto l’assistito si aspetta e quanto è effettivamente pattuito dalla polizza.

Si renderebbe quindi necessaria una maggiore chiarezza dei documenti e una migliore informazione dei pazienti.

Fonti.

https://www.npr.org/sections/health-shots/2018/09/02/643708098/surprised-by-a-medical-bill-join-the-club-most-americans-say-they-have-been?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter&t=1536468706437&t=1536934250074

http://www.norc.org/about/Pages/about-our-name.aspx

http://www.norc.org/PDFs/Health%20Care%20Surveys/Surprise%20Bills%20Survey%20August%202018%20Topline.pdf