IARC: i numeri del cancro 2018

di Mario Nejrotti

L’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’OMS  riporta i dati più recenti su incidenza e mortalità per il 2018 per il cancro, tratti da GLOBOCAN 2018, data base accessibile on line di IARC Global Cancer Observatory.

Sono stati pubblicati,  su A Cancer Journal for Clinicians il 12 Settembre 2018, i dati di incidenza e mortalità provenienti da 185 Nazioni e 36 tipi di cancro.

Un’analisi di insieme porta subito ad osservare una grande differenza di distribuzione geografica di incidenza, gravità e decorso delle malattie tumorali nei diversi Paesi. Questo è evidente già dai dati del report sulla mortalità per cancro, che per l’Africa sono del 57,3% dei casi diagnosticati, mentre per l’Australia sono solo del 7,3%.

In generale nel 2018 ci saranno 18, 1 milioni di casi di tumore e 9,6 milioni di morti in tutto il pianeta.

Quattro anni orsono (2014) i dati, dalla medesima fonte, prevedevano 14,8 milioni di nuovi casi e 8,2 milioni di morti. Si calcola che nel mondo una donna su sei e un uomo su cinque si ammaleranno di cancro. Nel 2018 il cancro sarà responsabile di un decesso su otto negli uomini e uno su undici nelle donne.

Nelle parti ricche del mondo sono i tumori legati agli stili di vita, tipici delle abitudine voluttuarie diffuse in questi Paesi, a dominare la scena. Infatti, ad esempio la maggior parte dei tumori al polmone è legata al fumo, mentre per il tumore al seno è in causa l’alcol e l’obesità.

Lo IARC per questo afferma che da un terzo a due quinti di tutti i tumori, legati agli stili di vita, sarebbero prevenibili, incidendo sulle abitudini voluttuarie della popolazione (riduzione del fumo, del consumo di alcol, riduzione del peso corporeo, aumento dell’attività fisica).

Altre cause rilevanti dei tumori sono il forte aumento dell’inquinamento e il rischio ambientale. Tra le tante l’aumento di polveri sottili, i pesticidi e i trattamenti industriali alimentari, l’uso di sostanze tossiche e inquinanti in molte industrie. E ancora da ricordare le mancate misure di prevenzione nelle abitazioni e negli edifici pubblici all’esposizione al radon, seconda causa in assoluto dopo il tabacco del tumore al polmone, come ricordato dalla stessa OMS in altre occasioni.

Nel campo della prevenzione comunque si è ottenuto qualche successo. Infatti, si registra una diminuzione del cancro al polmone nei maschi dei  paesi industrializzati nell’area del Nord Europa e dell’America Settentrionale, per le efficaci campagne di informazione ed educazione sanitaria, mentre nelle Nazioni dell’Africa sub Sahariana si riscontra per gli stessi motivi una diminuzione del cancro della cervice uterina.

Però nei  Paesi emergenti con uno sviluppo essenzialmente di tipo occidentale le diagnosi di tumore si spostano progressivamente verso quelle delle nazioni più ricche, mentre diminuiscono quelle legate a infezioni e povertà.

Un fattore che influenza i tassi di incidenza e mortalità è anche l’età della popolazione che tende a crescere nel tempo, rendendola più anziana e più esposta al tumore, mentre le malattie vascolari sono meglio curate e prevenute.

Il tumore al polmone è legato per la maggior parte degli eventi al fumo e rimane quello con un maggior numero di decessi all’anno. Insieme al tumore al seno è anche quello che registra un numero maggiore in assoluto di nuovi casi diagnosticati in un anno. Nel 2018 in tutto il mondo si ne attendono 2,1 milioni.

Con 1,8 milioni di nuovi casi nel 2018, il tumore colon rettale è il terzo tipo di tumore più diagnosticato, seguito dal cancro alla prostata e da quello allo stomaco. Tutti i dati  sull’infografica

I pazienti che sopravvivono a cinque anni dalla diagnosi sono nel mondo 43,8 milioni.