Miliardi di risorse perse per le nazioni a causa delle politiche fiscali delle grandi Case farmaceutiche

di Luca Mario Nejrotti

L’ultimo rapporto OXFAM sulle grandi Case farmaceutiche denuncia il fatto che le politiche fiscali di queste ultime privino molte nazioni di risorse fiscali che potrebbero essere impiegate per politiche sanitarie più efficaci.

Il rapporto.

OXFAM è un movimento globale che si propone di combattere la povertà (vedi) che tra le varie attività promuove la ricerca sul tema dello sviluppo.

L’ultimo rapporto (vedi) denuncia il fatto che almeno 4 colossi farmaceutici, vale a dire Johnson & Johnson, Pfizer, Merck e Abbott, dirottando gran parte dei profitti nei paradisi fiscali sottraggano ingenti risorse erariali agli Stati in cui operano. Risorse che potrebbero essere destinate dai governi a politiche sanitarie più efficaci, come le campagne di vaccinazioni.

Si stima un complessivo di ammanco di 3,7 miliardi di dollari annui tra il 2013 e il 2015 nelle economie avanzate, di cui 270 milioni di dollari all’anno solo per l’Italia (vedi).

Pianificazione fiscale.

Sia ben chiaro che non si tratta di illeciti, ma di politiche fiscali estremamente spregiudicate che rispettano la lettera della legge tradendone al massimo lo spirito. Lo studio ha tracciato i flussi di profitti tra le case madre e le sussidiarie evidenziando il trasferimento di profitti dai paesi con medio alta pressione fiscale a quelli con fisco agevolato quando non ai veri e propri paradisi fiscali societari.

Il margine di guadagno dei 4 colossi nei paesi avanzati risulta del 7%, in quelli in via di sviluppo addirittura il 5%, mentre nei paradisi fiscali si aggira attorno al 31%.

Questo significa drenare risorse erariali che, in particolare nei paesi in via di sviluppo, potrebbero finanziare campagne sanitarie cruciali.

Profitti contro sanità.

Lo studio dell’ONG ha stabilito che “Nei contesti più vulnerabili dei 7 Paesi in via di sviluppo esaminati (Chile, Colombia, Ecuador, India, Pakistan, Perù, Tailandia), la stima delle perdite erariali si è attestata a 112 milioni di dollari all’anno. Si tratta di un ammontare sufficiente a vaccinare 10 milioni di ragazze contro il virus che causa il tumore alla cervice uterina, una delle neoplasie più letali, responsabile della morte, nel mondo, di una donna ogni due minuti. Quasi il 90% dei decessi riguarda donne residenti nei Paesi in via di sviluppo.”

Sovrapprezzo nei farmaci.

Un altro problema sottolineato dal rapporto OXFAM è il sovrapprezzo applicato sovente dalle case farmaceutiche ai farmaci, anche ai salvavita. Si tratta di un problema che pesa ugualmente su tutti i tipi di paesi, indipendentemente dal sistema sanitario adottato: negli Stati Uniti il costo delle spese mediche è la prima causa di bancarotta personale. Negli Stati con assistenza medica pubblica funzionante, le spese sono assunte dalla sanità pubblica con aggravio a volte insostenibile per le casse statali.

Si tratta di un problema a cui i governi dovrebbero far fronte politicamente con slancio, suggerisce l’OXFAM, impresa non facile se si pensa che la spesa di lobbying delle imprese farmaceutiche si aggira negli USA intorno ai 200 milioni annui.

Fonti.

https://www.oxfamitalia.org/scopri/siamo-oxfam/

https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2018/09/Oxfam_Prescription-for-Poverty_exec-summary-methodology_.pdf

http://www.vita.it/it/article/2018/09/18/cosi-le-big-pharma-sottraggono-risorse-agli-stati/149064/