Donne in gravidanza e uragani: mito e realtà

Avete sentito parlare della teoria secondo la quale la bassa pressione durante un uragano porta un incremento delle nascite? Sembrerebbe che un brusco calo della pressione barometrica renda più facile uscire per i neonati…

Mentre l’uragano Florence attraversava Carolina del Sud e Carolina del Nord ci siamo chiesti se fosse vero. “È una di quelle leggende da vecchie comari” afferma il dottor Hal Lawrence, vicepresidente e CEO dell’American College of Obstetricians and Gynecologists.

Sì, è vero che uno studio pubblicato su Archives of Gynecology and Obstetrics nel 2007, che analizzava le nascite in un ospedale tra gennaio 1997 e dicembre 2003, ha evidenziato un incremento delle nascite durante i periodi di bassa pressione barometrica. E un altro report del 1985 ha dimostrato un incremento nella rottura prematura delle membrane fetali (FETAL MEMBRANES?) a qualche ora di distanza dall’abbassamento della pressione.

Ma secondo Lawrence questo non significa un granché. “Gli studi mostrano una correlazione tra la bassa pressione e un incremento dei parti, ma nessuno studio ha mai dimostrato un nesso causale tra la bassa pressione e nascite più numerose” commenta.

In ogni caso, possono verificarsi altri gravi problemi durante le tempeste: lo stress, il brusco cambiamento nella routine quotidiana e le problematiche legate ai trasporti possono avere conseguenze anche serie.

Gli operatori sanitari delle due Caroline hanno raccomandato alle proprie pazienti di tenersi pronte per l’arrivo di Florence. Alle donne incinte di 37 o più settimane vicine al Novant Health Brunswick Medical Center, in Carolina del Nord, è stato consigliato di lasciare la zona. “Abbiamo invitato le nostre pazienti vicine al parto a recarsi in posti più sicuri, e a prestare attenzione alle indicazioni delle autorità locali” dichiara il dottor Navin Bhojwani, ostetrico al Novant.

Anche altri ospedali della zona hanno diramato avvisi simili. “Sarà molto difficoltoso arrivare in ospedale durante i momenti più forti della tempesta, e i veicoli d’emergenza potrebbero non essere in grado di raggiungervi nel caso che le strade siano bloccate da nubifragi o alberi crollati.”

Molte pazienti della zona hanno dovuto prendere la difficile decisione di rimanere a casa o evacuare. I vigili del fuoco hanno bussato a casa di Amanda Garcia e del marito Ruben a Hope Mills, ad esempio, per spiegare loro i benefici dell’evacuazione volontaria. Amanda aveva in programma il cesareo per il giorno prima, ma dall’ospedale di Fayetteville l’avevano avvertita che l’intervento sarebbe stato spostato al giorno successivo, poi a quello successivo ancora. La coppia ha deciso di rimanere in città. “Ho un fuoristrada, riuscirò ad arrivare all’ospedale in qualche modo” Ruben racconta di aver pensato durante la tempesta. E infatti, per fortuna, linee elettriche e alberi caduti non hanno impedito loro di arrivare all’ospedale. Amanda ha dato alla luce la piccola Arlee Grace mentre fuori cadeva una forte pioggia.

Il dottor Bhojwani, che era di turno durante l’emergenza, commenta che nonostante il caos causato dalle condizioni atmosferiche, il numero di parti in ospedale è stato tutto sommato nella media. “Quando ti occupi di travaglio e parto e si verifica un grosso cambiamento nella pressione atmosferica, ti prepari subito per un aumento del lavoro. Ci pensiamo tutti, è un mito molto diffuso, ma quando andiamo poi a verificare i dati non troviamo nessun riscontro.”

“Il pericolo reale durante alluvioni e altri disastri ambientali è quello di aborti spontanei, nascite premature e neonati nati sottopeso” commenta ancora Lawrence. “Il problema più grosso durante uragani, terremoti e simili è che i sistemi di supporto sanitario sono nel caos. Quando vi è la minaccia di un disastro è importante che le donne incinte siano informate su quali strutture sono aperte e raggiungibili.”

In conclusione, secondo Lawrence, che la bassa pressione possa provocare un maggior numero di nascite è solo una delle mille ipotesi che circolano su ciò che può causare il travaglio. “Avendo fatto nascere più di seimila bambini, capita spesso di parlare di cosa può causare le doglie e cosa no” afferma infine Lawrence. “Solo che è impossibile provare che sia vero.”


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