Un robot a fare da interprete tra paziente e medico

di Luca Mario Nejrotti

Una delle difficoltà maggiori nella comunicazione medico-paziente è, per l’operatore sanitario, il ricondurre a termini tecnici i sintomi descritti in linguaggio comune. Dalla Russia potrebbe giungere un robot che faccia da interprete.

Intelligenza artificiale e linguaggio.

Ormai i robot sono in grado di apprendere: le reti neurali permettono la creazione di database sempre più articolati, connessi e relazionati tra le informazioni ricavate dall’ambiente e la programmazione originale dell’intelligenza artificiale.

In particolare si tratta di applicare le teorie della semantica distribuzionale secondo le quali il significato di una parola può essere interpretato non conoscendone in partenza tutte le sfumature, ma organizzandole sulla base del contesto in cui compare (vedi): nello specifico precisamente delle parole da cui è accompagnato. In questo modo, gli sforzi del paziente nel tentativo di spiegare al dottore i propri sintomi e le proprie sensazioni utilizzando i termini della propria esperienza personale potranno essere interpretati grazie a speciali algoritmi con sempre maggiore precisione dal computer per essere tradotti in terminologia medica tecnica e univoca.

La ricerca.

Quando si pensa alla ricerca applicata, quella fantascientifica, a causa forse della deformazione dovuta al cinema, ci capita spesso di considerare gli Stati Uniti come patria dell’innovazione tecnologica.

Questo è storicamente falso, gli USA non sono stati particolarmente ed esclusivamente “avanti” nell’innovazione; basti pensare ad esempio, a sei “invenzioni” che hanno avuto i natali, se non il riconoscimento ufficiale, in Russia (vedi): il paracadute, la pellicola fotografica, diverse macchine utensili tra cui il tornio meccanico con sostegno, il latte in polvere, la prima carrozza a motore e l’estintore a schiuma.

Nel presente la Russia è estremamente avanzata in molteplici campi della ricerca (vedi), tra questi ovviamente la robotica. Se da un lato questa viene indirizzata in applicazioni concrete di lavoro (del resto la parola stessa robot deriva dal ceco robota che significa lavoro pesante), come il tentativo di creare api robot, per il momento non del tutto riuscito (vedi), vi sono applicazioni più filosofiche e concettuali che comportano la creazione di reti neurali e algoritmi di apprendimento sempre più complessi.

Una rete di università russe, dirette dall’Università Federale di Kazan e dall’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca (Mipt) sta conducendo lo studio (vedi e vedi) che prevede in primo luogo l’archiviazione di testi medici e della classificazione internazionale delle malattie.

In seguito il software sarà in grado di ricondurre i termini del linguaggio comune a quelli medici più vicini fino all’interpretazione corretta dei sintomi e alla produzione della diagnosi… quest’ultima, per ora, ancora appannaggio del medico.

Fonti.

https://it.rbth.com/scienza-e-tech/81479-ecco-il-medico-robot-russo

https://it.rbth.com/scienza-e-tech/81297-sei-cose-che-sono-state-inventate-dai-russi

https://it.rbth.com/scienza-e-tech/81335-in-russia-hanno-creato-unape

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1532046418301126