Vaccini: ignoranza e pregiudizi non sono nati ieri

di Luca Mario Nejrotti

Un nuovo libro affronta la storia dei vaccini, sempre attuale vista l’irriducibile diffidenza di alcune frange oscurantiste della popolazione moderna.

Tra speranza e paura.

Il saggio, di Michael Kinch, della Washington University di St. Louis (vedi) delinea la storia dell’immunizzazione umana dai primi pionieristici tentativi ai nostri giorni, notando come una pratica ormai così consolidata dovrebbe rassicurare i genitori dei bambini che vengono vaccinati… Al contrario, la sensazione che qualcosa possa “andare storto” persiste in molte persone.

Lo scopo del libro è proprio quello di mostrare chiaramente il percorso scientifico che sta dietro alle vaccinazioni, per contribuire a fare chiarezza e smentire le teorie complottistiche no-vax.

Perché la corretta conoscenza della storia aiuta a mantenere uno spirito critico, a smontare i dogmi ed è essa stessa un buon vaccino contro i fanatismi.

Dal vaiolo.

Il vaiolo era una malattia estremamente grave, a esito mortale nella gran parte dei casi, comparsa probabilmente nel X millennio a.C. La prima prova fisica della sua esistenza sono le tracce lasciate sulla mummia del faraone Ramses V (ca. 1175 a.C. – Tebe, ca. 1145/1144 a.C).

I primi tentativi di immunizzazione risalgono al I millennio a.C. in estremo oriente e consistevano nell’assunzione via insufflazione nasale di croste polverizzate di ulcere vaiolose.

Si notò che le persone trattate in questo modo, se sopravvivevano al trattamento, sviluppavano l’immunità al vaiolo.

Introdotta nel XVIII secolo in Europa questa pratica, affiancata a quella di inoculare materiale infetto da piaghe vaiolose sotto la pelle delle persone da immunizzare, suscitò notevoli polemiche, ma molte meno persone morivano per l’infezione, che sviluppavano in modo controllato e meno violento: non si trattava di un vaccino vero e proprio e si definiva variolizzazione. Quando si provò a usare il virus del vaiolo bovino ci si rese conto che si riducevano grandemente i rischi di effetti non desiderati: ecco che nacque il primo vaccino (non a caso, dalla parola “vacca”). Nel 1979 il vaiolo poté essere ritenuto eradicato totalmente.

La nascita dei vaccini.

A quel punto la strada era tracciata: si potevano indebolire e uccidere i patogeni. Si rendeva quindi necessario identificarne il maggior numero possibile. Tra la fine del XIX secolo fino all’inizio del XXI furono scoperti i batteri di antrace, difterite, pertosse, tetano e i virus di morbillo, rosolia, parotite. Di questi, gli scienziati poterono quindi creare i rispettivi vaccini.

Le nuove frontiere.

In un’intervista alla NPR, Michael Kinch (vedi) ha delineato le nuove sfide delle vaccinazioni: virus come l’influenza e l’AIDS hanno la capacità di mutare in modo estremamente rapido e di aggirare così le difese immunitarie: si tratta dei due “Sacri Graal” della ricerca in campo immunologico.

I novax.

Le teorie novax sono ovviamente stigmatizzate dal ricercatore che le presenta in prospettiva storica: gli attuali movimenti che sostengono relazioni tra l’autismo e i vaccini non sono molto diversi da quelli che nel XIX secolo sostenevano che inoculando il virus del vaiolo bovino nei pazienti c’era il rischio di crescita di corna e coda. In fondo le basi scientifiche di entrambe le opinioni hanno la stessa autorevolezza.

Il problema, come abbiamo già discusso (vedi), è che l’appiattimento del discorso causato dalle strampalate teorie di improvvisati luminari da tastiera o peggio di cospicui movimenti dalle opinioni oscurantiste, impedisce che sui vaccini si possa fare una revisione attenta, critica e costruttiva, radicalizzando le posizioni in un muro contro muro tra dogmatici “pro e contro”.

Nel frattempo sono decenni che non si sviluppano nuovi vaccini, le case farmaceutiche li trovano sempre meno proficui anche a causa dei movimenti d’opinione novax, sempre più organizzati, finanziati e agguerriti.

 

Fonti.

https://publichealth.wustl.edu/scholars/michael-s-kinch/

https://it.wikipedia.org/wiki/Vaiolo

https://www.npr.org/sections/goatsandsoda/2018/09/23/649865043/new-book-vaccines-have-always-had-haters?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter&t=1538763377703