La diversità etnica tra medico e paziente

Il National Bureau of Economic Research ha pubblicato pochi giorni fa uno studio che valuta la relazione tra l’etnia di un paziente, l’etnia del medico e la loro capacità decisionale. Lo studio, condotto soltanto su pazienti maschi, ha dimostrato che gli individui di colore erano più predisposti a sottoporsi a test di screening e prevenzione, come quelli per il diabete o il colesterolo, o ad accettare la vaccinazione anti-influenzale se a proporglielo era un medico di colore, piuttosto che un medico caucasico. Gli effetti erano più evidenti sugli individui che avevano scarsa fiducia nel sistema sanitario o che non vi avevano avuto accesso in precedenza. Inoltre, hanno rilevato che i pazienti di colore parlavano più volentieri dei propri problemi di salute con medici di colore, e che questi ultimi scrivevano più spesso annotazioni sulle cartelle cliniche. Gli autori hanno calcolato che un incremento della diversità etnica degli operatori sanitari potrebbe portare a una riduzione del 19% del gap nella mortalità per malattie cardiovascolari tra maschi bianchi e di colore, e una riduzione dell’8% del gap tra maschi bianchi e di colore nell’aspettativa di vita.

Storicamente, il razzismo in medicina è stata una delle più deplorevoli eredità della professione medica: sperimentazioni sugli schiavi di colore, le “appendicectomie del Mississippi”, il famigerato Tuskegee Study, e la recente, preoccupante scoperta che molti studenti di medicina caucasici sono erroneamente convinti che i pazienti di colore abbiano una maggiore resistenza al dolore. Per non menzionare le differenze, ormai di lungo corso, che pazienti di colore e non sperimentano quotidianamente riguardo agli standard di cura, con un recente studio che ha sottolineato come i pazienti di colore non raggiungano gli standard nei trattamenti per l’infarto tanto spesso quanto accade invece ai pazienti caucasici. Di conseguenza, pazienti afroamericani o di origine latina che percepiscono comportamenti razzisti all’interno del sistema sanitario sono significativamente più propensi a scegliere medici della propria etnia.

Noi, in quanto medici, riflettiamo abbastanza spesso su queste tematiche? Oltre a valutare il paziente come “malato” o “non malato” ci facciamo domande su quanto i fattori razziali, sociali e politici influenzino la nostra relazione col paziente?

Recentemente il Brigham and Women’s Hospital di Boston, Massachusetts, ha preso la storica decisione di rimuovere i ritratti dei precedenti capi di dipartimento dall’auditorium dell’ospedale. I ritratti erano esclusivamente di uomini e, con l’eccezione di un asiatico, tutti bianchi. Una decisione simile è stata presa anche dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health, dove alcuni dei ritratti sono stati rimpiazzati da figure di spicco della sanità pubblica in qualche modo affiliate alla scuola, inclusi Nativi americani, afroamericani e altri leader di gruppi di minoranze.

Cambiamenti esteriori come quelli citati sono importanti perché simboleggiano una maggiore coscienza delle iniquità, e creano spazio fisico in cui celebrare la diversità. Ma il razzismo e il sessismo esistono ancora oggi, solo in forme più subdole, manifestandosi principalmente in forma di micro-aggressioni e nelle decisioni che vengono prese a porte chiuse, molte delle quali sono ancora prese da maschi bianchi.

Per concludere: abbiamo bisogno di più medici che facciano parte di minoranze. Sappiamo che per medici che provengono da gruppi di minoranze è più probabile prestare servizio nelle proprie comunità di riferimento, e più probabile mettersi a disposizione della parte di popolazione generalmente meno raggiunta da questo tipo di servizi. Oltre a questo, mettere in condizione membri dei gruppi di minoranze di diventare medici è anche questione di equità: tutti meritano un’occasione per realizzarsi. Questo non riguarda soltanto le minoranze razziali ma anche coloro che, per motivi economici, non riescono a frequentare l’università, di qualsiasi etnia facciano parte.

Il movimento per modificare l’immagine del medico standard richiede un impegno quotidiano e costante, qualcuno che ci faccia da guida e un modo per raggiungere anche i meno abbienti e le minoranze. Sono importanti, a questo scopo, anche le strategie per ridurre il costo degli studi in Medicina e aumentare gli incentivi economici.


Fonte