Non somministrare decongestionanti ai bambini, dicono gli esperti

I decongestionanti non dovrebbero essere somministrati ai bambini sotto i 6 anni e somministrati con molta cautela sotto i 12 poiché non ci sono evidenze che allevino sintomi come il naso chiuso o gocciolante e la loro sicurezza non è così certa, sostengono gli autori di uno studio pubblicato sul BMJ qualche giorno fa. Al posto dei farmaci, suggeriscono ai medici di rassicurare i pazienti che nonostante il raffreddore sia logorante, i sintomi dovrebbero passare entro pochi giorni.

Il raffreddore comune, infatti, è generalmente causato da un virus ed è autolimitante, con sintomi che scompaiono in 7-10 giorni, ma può avere un impatto notevole sulla vita scolastica o lavorativa, sull’uso del servizio sanitario o i soldi spesi in medicine. I bambini soffrono di circa 6-8 raffreddori ogni anno, mentre gli adulti di 2-4. Il professor Mieke van Driel e i suoi colleghi hanno quindi analizzato le pubblicazioni riguardanti le evidenze a supporto dell’efficacia delle terapie per il raffreddore comune.

Per quanto riguarda gli adulti, lo studio suggerisce che usare decongestionanti da soli o associati con antistaminici o analgesici, per un massimo di 3-7 giorni, può avere un effetto moderato sui sintomi nasali. Gli effetti collaterali, però, possono includere insonnia, sonnolenza, mal di testa o disturbi di stomaco, e un uso prolungato di decongestionanti può portare alla congestione nasale cronica, difficile da trattare.

Occasionalmente, per il dolore, vengono prescritti paracetamolo o farmaci anti-infiammatori, che però non migliorano la situazione per quanto riguarda la congestione nasale o il naso gocciolante. Altri rimedi, come inalazione tramite il vapore, echinacea, unguenti balsamici, olio di eucalipto e assunzione di liquidi non portano benefici o non sono stati studiati.

Mancano studi anche per quanto riguarda i bambini, specialmente quelli sotto i 12 anni che sono quelli che si ammalano più spesso di raffreddore comune.

Decongestionanti o medicinali contenenti antistaminici non dovrebbero essere somministrati a bambini sotto i 6 anni, e si consiglia cautela tra i 6 e i 12. “Non ci sono evidenze che questi trattamenti allevino sintomi nasali, e possono causare effetti collaterali come sonnolenza e disturbi gastointestinali” scrivono gli autori. Nei bambini sotto i 2 anni sono stati associati a convulsioni, battito cardiaco accelerato e morte.

Nessuno dei rimedi casalinghi e da banco, come inalazione di vapore, analgesici, olio di eucalipto o echinacea è supportato da evidenze adeguate, aggiungono. “Se i genitori sono preoccupati per il disagio dei propri figli, delle irrigazioni saline nasali o gocce possono essere utilizzate in sicurezza, ma potrebbero non portare il sollievo desiderato.”

In conclusione, gli autori dichiarano che al momento è molto difficile che la ricerca possa fornire evidenze rilevanti o trovare una direzione nell’incertezza che circonda le terapie per il raffreddore comune. “Basandoci sulle evidenze attualmente disponibili, la rassicurazione che i sintomi sono autolimitanti è l’unica cosa che possiamo offrire ai pazienti, anche se alcuni decongestionanti a breve termine negli adulti possono fornire un po’ di sollievo a un naso chiuso” concludono.


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