Finalmente bere molto fa davvero bene! Almeno in un caso

 di Mario Nejrotti

Bere tanto fa bene! Bere depura, diluisce e allontana le tossine accumulate. Con il caldo non si può restare senza una provvidenziale bottiglietta d’acqua. Bere molto fa sempre bene, chi beve oltre due litri d’acqua al giorno è più sano di chi non lo fa. Mai bere durante i pasti, bere durante i pasti, specie quell’acqua minerale, fa digerire e fa vedere anche gli uccellini. Se hai la febbre devi bere molto, bere molto fa fare molta plin-plin, puliti dentro, belli fuori… Quante frasi di apparente buon senso e di disarmante banalità, ma tutte mai scientificamente provate.

Se una donna in premenopausa soffre di cistite recidivante, bere molta acqua riduce le recidive. Un’altra affermazione di buonsenso?

Finalmente sembrerebbe di no.

Una ricerca ha messo in evidenza che effettivamente la prescrizione del medico di bere molto in quella situazione è veramente salutare ed una reale evidenza scientifica.

Lo sostiene una ricerca dell’Università di Miami, negli Stati Uniti, pubblicata su JAMANetwork .

Il lavoro, randomizzato, in aperto e controllato è stato svolto su 140 donne in età premenopausale, di 35,7 anni di età in media. Le donne esaminate dovevano soffrire di cistite recidivante (almeno 3 episodi nell’ultimo anno) e bere abitualmente meno di 1,5 litri di acqua al giorno.

All’inizio dell’osservazione, della durata di 12 mesi, sono state valutate: la quantità di liquidi normalmente assunta, lo stato di idratazione urinaria (osmolalità) e la presenza di sintomi di cistite.

Le donne arruolate sono state controllate, oltre che al basale, a sei e dodici mesi.

Inoltre, le partecipanti venivano contattate dal centro di ricerca una volta al mese per telefono.

Le signore divise in due gruppi hanno assunto un ulteriore litro e mezzo di acqua al dì, rispetto alla loro norma, o nessuna aggiunta all’abitudine presente per il gruppo di controllo.

Si voleva osservare il numero di episodi cistitici accorsi nei dodici mesi, come indicatore primario, quanto tempo erano durati gli episodi, quante volte erano stati usati antibiotici e come era l’idratazione delle urine ai controlli.

Il numero medio di episodi nel gruppo idratato è stato di 1,7, mentre nel gruppo che continuava con il regime precedente all’osservazione, ci sono stati 3,2 episodi in media. Erano diminuiti nel gruppo che assumeva acqua in aggiunta anche le somministrazioni di antibiotici e il tempo degli episodi. Inoltre, il volume e l’osmolalità delle urine erano rispettivamente aumentato e diminuita.

In conclusione i ricercatori hanno potuto affermare che l’incremento di acqua nelle donne in premenopausa affette da cistite ricorrente è un’utile terapia antimicrobica in grado di ridurre le recidive e la loro durata.

Come avevamo recentemente accennato  su queste pagine la terapia non è solo la prescrizione di un farmaco o di una tecnica chirurgica, ma sempre più spesso si avvale di modifiche allo stile di vita. Ma per poter consigliare, non solo con buon senso, ma con consapevolezza scientifica, occorrono osservazioni verificate come quella citata. L’auspicio è quindi che la ricerca si occupi sempre di più in maniera pianificata e scientifica della validità obiettiva dei “buoni stili di vita” sia in ambito preventivo che, come in questo caso, in ambito terapeutico. Risultati verificabili e ripetibili daranno maggiore autorevolezza al medico e fiducia al paziente, screditando, come è giusto, i “rumor”, spesso inutili, se non dannosi, di cui sono pericolosamente piene le pagine della rete.