Nei campus universitari i farmaci contro l’overdose sono a portata di mano

Mentre l’utilizzo di oppioidi si diffonde per la nazione come un’epidemia, i college e le università sembrano meno toccati dal problema. Prendendo come riferimento i ragazzi della stessa fascia di età, la dipendenza da oppioidi e le overdose sono più rare all’interno dei campus che al di fuori. Ma le scuole non sono immuni al problema, e anzi sono sempre più attente alla sicurezza degli studenti.

Per prima cosa i college hanno deciso di rinforzare i programmi mirati alla consapevolezza e alla prevenzione.  Oggi, nell’ambito dell’orientamento per gli studenti del primo anno, i ragazzi ricevono un breve prontuario sui pericoli degli oppioidi, su come riconoscere un overdose, e su come salvare qualcuno in pericolo di vita con una dose di Naloxone, generalmente conosciuto come Narcan.

Molte scuole hanno recentemente cominciato a rendere disponibile il Narcan tramite gli ambulatori e la polizia dei campus, e ad oggi un piccolo ma crescente numero di istituti inizia a distribuirlo in maniera più ampia.

Alla Bridgewater State University, in Massachusetts, il sergente detective Robert McEvoy della polizia del campus mostra il “Kit per overdose da oppioidi” – ben segnalato con adesivi rossi sulle pareti di quello che è l’atrio di un edificio universitario.

È uno dei sessanta kit che si sono affiancati ai defibrillatori del campus. Più di una decina sono sparsi nei parcheggi e nelle autorimesse della BSU. Ognuno contiene due dosi di Narcan in flaconi simili a quelli del comune spray nasale, tutto in forma assolutamente gratuita. “Abbiamo sentito come un dovere della nostra Università fornire questo servizio – dice McEvoy – perché il Narcan è un medicinale salva-vita, e noi siamo nel bel mezzo di un’epidemia che riguarda tutti.”

La BSU si trova in quella che McEvoy definisce l’epicentro della crisi da oppioidi in Massachusetts, motivo per cui si è deciso di rendere i kit accessibili a chiunque, anche al di fuori dei membri della BSU. McEvoy racconta di vedere “regolarmente” oppioidi all’interno del campus: in effetti, nel 2016, uno studente ha avuto un’overdose fatale in un dormitorio, e quest’anno un altro studente è morto fuori dal campus, ancora per un’overdose.

“Certo, sono preparato. Sono pronto” dice Isaiah Roseman, al suo terzo anno al campus e referente degli studenti. “A essere sinceri, è anche più facile della rianimazione cardio-polmonare. Devi solo strizzare il flacone, ed è fatta”.

I referenti non sono obbligati a somministrare il farmaco, ma sono tutti preparati e incoraggiati a farlo se necessario. “Personalmente, trovo un mio obbligo morale aiutare qualcuno in overdose. Può davvero salvare una vita” dice Roseman.

“Penso sia una cosa buona rendere disponibile il Narcan. Ma è una situazione davvero difficile” dice uno studente di un’altra università, che ha passato dieci anni a combattere la dipendenza. La sua scuola ha iniziato soltanto adesso a fornire Narcan gratis agli studenti, ma solo se sono loro stessi a chiederlo, e secondo il ragazzo molti saranno troppo spaventati all’idea di presentarsi alle autorità del campus. “Io avrei paura di attirare l’attenzione e finire nei guai. D’altra parte, esiste anche il risvolto della medaglia: fornire il Narcan in modo anonimo impedisce di offrire aiuto ai ragazzi, cosa possibile solo sapendo chi sono.”

Per alcuni poi sono i genitori a dover giocare un ruolo maggiore.

“Sfortunatamente, spesso i college non possono fare più di tanto, e penso che i genitori per primi debbano affrontare questa problematica” dice Jilian Bauer-Reese, assistente nel dipartimento di giornalismo alla Temple University, dove nell’ultimo anno due studenti sono morti di overdose da oppioidi.

“È il momento che i genitori si facciano avanti: allo stesso modo in cui incoraggiano i figli a praticare sesso sicuro fornendogli preservativi, dovrebbero anche avere un kit per un uso meno rischioso di queste sostanze. Qualcosa che semplicemente permetta loro di insegnare ai propri figli come usarle, se vogliono provare.”

Chi critica questa idea ritiene che mandi un messaggio sbagliato ai ragazzi, dandogli un falso senso di sicurezza nell’utilizzo di sostanze così pericolose, e magari incoraggiandone un uso maggiore.

Altra questione è se una strategia di questo tipo valga l’investimento necessario a metterla in atto. Il Narcan costa circa 40 dollari a dose, e un kit d’emergenza ne contiene normalmente due dosi, per ogni evenienza.

Alla BSU, nessuno dei kit installati lo scorso anno è stato ancora usato. Lo stesso vale per l’Università del Texas di Austin, dove, nei due anni trascorsi dall’attivazione di un’iniziativa simile, nessuno dei numerosi kit distribuiti all’interno del campus è stato utilizzato, al contrario di quanto accaduto con quelli installati fuori dal campus.

Questo potrebbe far pensare che non valga la pena installare i kit all’interno delle università, quanto piuttosto potrebbe essere più utile distribuirli al di fuori, nei minimarket e nei locali.

Ad ogni modo, il solo naloxone non è la risposta. I college devono anche incentivare cure e programmi di recupero. Prevenire una morte per overdose non è la stessa cosa che curare una dipendenza.


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PhotoCredits: npr.org