Omeopatia: gli ultimi studi alimentano entusiasmi e polemiche.

di Luca Mario Nejrotti

La pubblicazione di un recente studio su una rivista scientifica al riguardo degli effetti dell’omeopatia nell’alleviare il dolore nei topi ha sollevato contrastanti entusiasmi e polemiche.

La ricerca.

Lo studio (vedi) ha valutato gli effetti di diluizioni crescenti della Toxicodendron pubescens, o quercia velenosa atlantica, una specie velenosa dei Sommacchi, sulla gestione del dolore neuropatico. Lo scopo dell’esperimento è stato quello di valutarne l’efficacia a livello di antiossidante e di antinfiammatorio.

La ricerca sembra confermare gli effetti antiossidanti e antinfiammatori, e la conseguente riduzione del dolore neuropatico.

Non è la prima volta che si pubblicano dati a supporto dell’omeopatia su riviste, ma in questo caso l’articolo ha superato la peer-review della rivista scientifica Scientific Reports (vedi): un fatto epocale che ne avvalorerebbe la scientificità e affidabilità.

Enrico Bucci (vedi), biologo torinese che si occupa di revisione di testi scientifici e che ha revisionato l’articolo in questione, rilevando numerosi errori di metodo e di trasparenza, sostiene che “Uno studio che descriva l’efficacia dell’omeopatia superiore al controllo in un modello animale (in cui ci aspettiamo che l’effetto placebo sia assente) è contraddittorio rispetto a tutto ciò che sappiamo. Perché sia vero, cioè, si richiede un cambiamento radicale del modo in cui fisica, chimica e biologia molecolare descrivono il mondo (non solo la medicina).”

Prudenza.

Un risultato quindi d’impatto così epocale obbliga alla massima prudenza e dovrebbe spingere gli autori stessi della scoperta al massimo rigore metodologico ed espositivo.

Rigore che mancherebbe nell’articolo di Scientific Reports che quindi dimostrerebbe una scarsa accuratezza nella peer-review.

Da un lato vi sono discrepanze tra quanto mostrato nei grafici e quanto descritto nell’articolo, dall’altro i dati provenienti da due diversi esperimenti sarebbero sin troppo omogenei. Inoltre, il campione di topi sarebbe di soli 8 e quindi non sufficienti a una valutazione esaustiva di un problema così importante. Senza contare che, in ogni caso, un solo articolo scientifico non può da solo essere considerato inequivocabilmente determinante.

I ricercatori autori dell’articolo si sono difesi riconducendo ad errori di utilizzo della immagini i problemi nell’edizione dello studio. Per altro essi sostengono le conclusioni raggiunte difendendo il metodo di valutazione del dolore e dei test sui topi.

 

Al momento la redazione di Scientific Reports ha posto un avviso di criticità sull’articolo e lo sta revisionando: un’azione doverosa dato che lo studio potrebbe rivoluzionare il nostro stesso modo di concepire la natura oppure semplicemente la considerazione che la rivista scientifica ha nel mondo accademico.

Fonti.

https://www.nature.com/articles/d41586-018-06967-0#ref-CR1

https://www.nature.com/articles/s41598-018-31971-9

https://www.queryonline.it/2018/09/26/dubbi-e-perplessita-su-un-articolo-pro-omeopatia/