Tempi duri per i giornalisti: arriva dalla Cina l’Anchorman virtuale

di Mario Nejrotti

La circolazione delle notizie accelera in modo vertiginoso e ognuno di noi, teoricamente, può conoscere tutto di tutto, in quello che si chiama: tempo reale.

Ma è proprio così?

Chi sa dire che cosa è capitato oggi nel suo paese o nel quartiere? Da dove sono arrivati veramente i  prodotti che sta comprando al supermercato? Che decisioni ha preso il preside della scuola del proprio  figlio? Che cosa ha deciso il suo datore di lavoro, per il futuro dei suoi due dipendenti? Che cosa c’è dietro il ritardo del farmaco di cui sua madre ha assoluto bisogno? Nessuno.

Alcune di queste informazioni potrebbero raggiungere qualche emittente locale: forse.

Chi ha preparato le storiche veline  lette dal noto conduttore del telegiornale nazionale, che filtro hanno subito, perché sono state scelti quei fatti e non altri? Quale criterio sta alla base di notizie più gridate, rispetto a quelle che svaniscono in fondo a TG e giornali?

È più importante l’interminabile discussione sulla TAV o il vertiginoso aumento di morti per tubercolosi resistente agli antibiotici nei paesi emergenti?

Chi  di noi ha il tempo per conoscere davvero quello che capita nel “villaggio globale”?

Da qualche anno robot leggono, selezionano e scrivono  news provenienti da tutte le maggiori agenzie mondiali.

Ma chi li imposta e chi programma gli algoritmi necessari a scegliere?

Il timore è che la rincorsa generata da una superficiale curiosità del pubblico per tutte le notizie del mondo ne annulli nel contempo la capacità di riflessione e di critica.

Anche l’informazione è condizionata dalla ricerca del profitto e del consenso e dalla dipendenza dalla pubblicità.

Non siamo  noi  a scegliere che cosa conoscere, l’offerta si allarga ma il tempo dedicato ad ogni notizia diminuisce e la genericità della comunicazione aumenta in modo geometrico.

Un titolo troppo lungo non viene letto dai metodi di scelta dei social e dei motori di ricerca e cade inesorabilmente in fondo ad un abisso di altre notizie, sparate con pochi caratteri e altrettanto scarso approfondimento.

I comunicatori si moltiplicano e la loro professionalità spesso diminuisce, la garanzia di obiettività della notizia è fuori controllo da parte del fruitore.

 Leggi, norme e gerarchie nella comunicazione invecchiano rapidamente, mostrando tutta la loro debolezza.

Ormai  si può dire quasi tutto di tutto e di tutti, sempre che l’algoritmo del computer centrale lo permetta.

Un’altra frontiera è caduta in questi giorni.

Le notizie lette dal computer non hanno appeal sufficiente? Non vengono cliccate? Manca il fattore umano?

“ Bene se ne sono accorti! – diremo con sollievo −  Ora si torna al caro vecchio  speaker, che si scusa se prende una papera o se tossisce.”

No, invece ! Indietro non si torna!

 Ci hanno pensato i cinesi a creare i primi conduttori virtuali per soddisfare il desiderio di “umanità” dei fruitori.

Guardate il video .

Il giornalista che parla in inglese è finto.

Lo hanno programmato con le sembianze di un vero componente della redazione di nome Zhang Zhao. Lui si chiama invece English AI Ancho ed è un giornalista virtuale, ma in grado di sbattere gli occhi, muovere i muscoli facciali e piegare la testa. Il clone del suo alterego umano legge senza posa i notiziari che gli passa il computer.

È stato realizzato dal motore di ricerca Sogou e da Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale che ne ha presentato anche una versione per il “mercato interno” in cinese.

Il conduttore artificiale di news in cinese ha un aspetto molto curato dal punto di vista anatomico e si fa fatica a distinguerlo dal suo modello umano, un altro giornalista in carne e ossa di nome Qiu Hao.

Ma al contrario dell’umano, Qiu Hao virtuale, è instancabile e, dopo essere stato programmato, costa pochissimo, non si ammala, non si sposa, non fa figli, non protesta e soprattutto, pregio fondamentale, non pensa. In più basta replicarlo all’infinito e sovrapporlo ai più disparati scenari mondiali, per farne un inviato speciale, senza indennità di trasferta e di rischio.

Non avrà alcun problema di coscienza e nessuna remora a leggere qualunque velina  gli sottoponga il suo padrone, virtuale o in carne e ossa che sia.

Il dubbio di non poter conoscere la realtà del pianeta, senza essere nemmeno più in grado a conoscere quella del nostro villaggio, sta diventando sempre più una certezza.

I signori Zhang Zhao e Qiu Hao pare siano stati visti, borsa sotto il braccio e pietanziera in mano, in coda davanti ad un ufficio di collocamento a Pechino. Sarà vero? A voi controllare la notizia.

Photo by Franck V. on Unsplash