Fattura elettronica: esonero medici e farmacie

di Patrizia Biancucci

Esonero dalla fatturazione elettronica per medici e farmacie: è la novità in arrivo per evitare la proroga dell’obbligo di fattura elettronica dal 1° gennaio 2019 dopo i rilievi del Garante Privacy.

È questa una delle mosse pensate da un lato per superare alcune delle criticità evidenziate dal Garante per la Privacy e dall’altro per evitare la duplicazione di adempimenti. Medici e farmacie già trasmettono i dati delle operazioni effettuate mediante il sistema TS (sistema Tessera Sanitaria). I dati del codice fiscale degli utenti e dell’operazione effettuata vengono condivisi dal Sistema TS con l’Agenzia delle Entrate, ai fini dell’inserimento nella dichiarazione dei redditi precompilata ed è per questo che l’esenzione dall’obbligo di fatturazione elettronica a questi soggetti risulta meno critica di una proroga per tutti. Alla base della scelta del Governo di non prorogare l’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica previsto con decorrenza dal 1° gennaio 2019, vi sono ragioni di gettito fiscale: ad ormai un mese dall’avvio della misura è difficile reperire i 2 miliardi di maggiori entrate da lotta all’evasione messi a bilancio dallo scorso Esecutivo. Inserire medici e farmacisti tra i soggetti esonerati dall’obbligo di emissione della fattura elettronica consentirebbe al Governo di raggiungere due diverse finalità: da un lato quella di risolvere, seppur in parte, il problema legato al trattamento dei dati sensibili e, parallelamente, quello di evitare la duplicazione degli adempimenti.

Antonello Soro, garante per la privacy

Ma per il Garante della Privacy è necessario cambiare il sistema della fatturazione elettronica perché mette a rischio la riservatezza dei dati. Il nuovo obbligo, ha spiegato il Garante Antonello Soro, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali” e per questo motivo ha chiesto all’Agenzia di “far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica”. È la prima volta che il Garante esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dal Regolamento europeo, attraverso un provvedimento adottato anche a seguito di alcuni reclami.

Giovanni Tria, ministro dell’economia

Il provvedimento del Garante è stato inviato anche al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze, Giovanni Tria,  per le valutazioni di competenza. Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica – esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori – presenta, secondo il Garante, “un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo a ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito”. In ogni caso è chiaro che non c’è speranza di proroga dell’obbligo di fatturazione elettronica, per il quale quindi il giorno zero resta il 1° gennaio 2019. Il motivo principale sono quei 2 miliardi di coperture in più che bisognerebbe reperire ormai con tempi strettissimi. La proroga della fattura elettronica, fortemente richiesta da parte delle partite IVA obbligate dal 1° gennaio 2019, sembrava più concreta dopo il rischio privacy sollevato dal Garante, ma la misura è fuori dai piani del Governo.

Il motivo è che alla base della fatturazione elettronica vi è non tanto la semplificazione di adempimenti e la progressiva digitalizzazione del sistema fiscale italiano, ma una più forte ed incisiva lotta all’evasione fiscale in materia di IVA.