Giudice USA stronca la legge del Mississippi che proibisce l’aborto dopo le 15 settimane

Un giudice federale del Mississippi ha bloccato permanentemente una delle leggi sull’aborto più restrittive del Paese: un divieto di effettuare la procedura dopo le 15 settimane di gestazione.

La legge era stata firmata dal governatore repubblicano Phil Bryant a marzo, ma una corte aveva rapidamente imposto un blocco temporaneo, esteso poi svariate volte. L’ordine della corte sarebbe scaduto lunedì 26 novembre.

“La legittimità del divieto dipende da una singola domanda: se il limite di 15 settimane si pone prima o dopo la ‘vitalità’ del feto” ha scritto il giudice distrettuale Carlton W. Reeves in una sentenza dello scorso martedì. “Il documento è chiaro: gli Stati non possono proibire l’aborto prima che il feto abbia sviluppato autonomia sufficiente a vivere al di fuori dell’utero. E 15 settimane dall’ultimo ciclo mestruale è molto prima di questo limite.”

Nella legge venivano considerate eccezioni in caso di emergenza clinica o di gravi anomalie del feto. Il Mississippi sosteneva che a causa di queste eccezioni la legge avesse il carattere di “regolamentazione” e che non ponesse un “vincolo non necessario” al diritto di scelta delle donne.

“Questo è un divieto, non una regolamentazione” ha affermato Reeves in risposta all’argomentazione dello Stato.

Reuters riporta che la sentenza ha effettivamente bloccato un simile divieto sull’aborto dopo 15 settimane di gestazione, in Louisiana, che sarebbe stato concretizzato se la legge in Mississippi fosse rimasta in vigore.

Il procuratore legale del Mississippi Jim Hood, un democratico, afferma di aver sempre saputo che la legge sarebbe stata difficile da difendere di fronte a una corte. “Sappiamo che i divieti prima delle 20 settimane sono sempre stati revocati” ha detto a marzo in un’intervista. “Ci aspettiamo un’immediata e costosa battaglia legale.”

Reeves ha tenuto conto di queste esternazioni per stilare la sua sentenza. “Lo Stato ha deciso di promulgare una legge che sapeva essere incostituzionale per mostrare il suo sostegno a una campagna che dura da decenni, alimentata da gruppi d’interesse, che mira a chiedere alla Corte Suprema di rovesciare Roe vs Wade” ha scritto Reeves. Roe vs. Wade è una sentenza del 1973 che disciplina il diritto all’aborto in 46 Stati USA basandosi su due principi: che l’aborto sia possibile fino all’autonomia del feto fuori dall’utero, la cosiddetta “vitalità” del feto – limite impostato tra la 24ima e la 28ima settimana –, e che in caso di pericolo per la salute della donna l’aborto sia legale anche se la soglia della vitalità è stata sorpassata. “Questa Corte rispetta gli ordini della Corte Suprema e i dettami della Costituzione, mettendoli al di sopra delle trame dei legislatori del Mississippi. Gli stessi legislatori del Mississippi che fingono interesse per la ‘salute della donna’ per distogliere l’attenzione dall’altro lato della sala parto, quello in cui vediamo un allarmante tasso di mortalità, sia della madre che del bambino.”

La Corte Suprema ha rigettato numerosi tentativi, da parte di diversi Stati, di limitare l’aborto alle prime 15 settimane di gestazione, tra cui una legge proposta dal Nord Dakota che imponeva il divieto a sei settimane, e una dell’Arkansas che lo permetteva al massimo alla dodicesima.

“Il mio impegno è rivolto a fare del Mississippi il luogo più sicuro per un bambino non ancora nato” ha twittato il governatore Bryant subito dopo aver firmato il divieto. Nel 2014 aveva promesso di “liberare completamente” il Mississippi dall’aborto. In seguito alla sentenza del giudice Reeves, invece, né il governatore né il Dipartimento della Salute del Mississippi – anch’esso imputato nel processo – hanno rilasciato dichiarazioni.

“La nostra vittoria di oggi significa che le donne, in Mississippi, potranno continuare a prendere liberamente le proprie decisioni per quanto riguarda la gravidanza” ha commentato Nancy Northup, presidente del Center for Reproductive Rights. “La sentenza di oggi dovrebbe servire come campanello d’allarme per quei legislatori che tentano continuamente di spazzare via il diritto all’aborto. Questi divieti non verranno mai tollerati da una corte di giustizia.”


Fonte

Photo Credits Brendan Smialowski/AFP/Getty Images. [5 aprile, una donna entra alla Jackson Women’s Health Organization, l’ultima clinica per aborti attiva in Mississippi]