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Marijuana terapeutica: negli USA in sostituzione degli oppioidi?

di Luca Mario Nejrotti

Negli Stati Uniti le overdose da oppiacei sono un problema sempre crescente, ne abbiamo già parlato (vedi). Alcuni stati hanno reso più facile la prescrizione di marijuana terapeutica per proporla come sostituto.

Una scelta controversa.

Durante l’estate, lo Stato di New York (vedi) e quello dell’Illinois hanno promulgato nuove regole: un paziente nella condizione di ricevere una prescrizione di oppiacei può, con una ricetta medica, ottenere in farmacia la dose equipollente di marijuana terapeutica.

Alla radice di questa scelta c’è il fatto che alcuni studi iniziano a valutare una diminuzione delle overdose da oppiacei in quegli stati dove la marijuana terapeutica è prescrivibile (vedi).

È anche vero, però, che questi studi preliminari si limitano a registrare una concomitanza, non un rapporto di causa-effetto, in stati in cui sono in atto anche altre iniziative per combattere l’abuso di oppiacei.

Abuso, ma di quali oppiacei?

È stato anche rilevato che questa facilitazione nell’uso della marijuana terapeutica al posto degli oppiacei regolarmente prescrivibili non va a colpire le overdose dovute a medicinali di contrabbando, contraffatti, presi al di fuori delle prescrizioni, in sostanza tutto ciò che è consumo illegittimo.

Anche altri stati stanno valutando l’opzione della sostituzione, per il momento non vi sono dati scientifici che supportino l’efficacia di questa scelta. È anche vero che un maggiore interesse dei decisori politici per questo argomento è da leggere in senso positivo.

Equipollenza da valutare.

La comunità scientifica, comunque, si pone con prudenza sull’argomento: se dal 2017 sembra assodato il valore della marijuana come antidolorifico (vedi), è anche vero che mancano dati relativi all’effettiva parità di efficacia tra oppiacei e cannabis.

È necessario approfondire la ricerca al riguardo, per valutare in quali casi sia più efficace la marijuana, ma anche i suoi effetti collaterali.

La marijuana medica è legale in 31 stati, nel Distretto di Columbia, Guam e Portorico, anche se la legge federale ritiene illegale l’uso di marijuana. La Drug Enforcement Administration (DEA) degli Stati Uniti classifica la marijuana come farmaco di tipo I con un elevato potenziale di abuso e una grave dipendenza psicologica e/o fisica.

L’unica fonte di marijuana degli Stati Uniti per i ricercatori proviene da una fattoria controllata dall’amministrazione federale presso l’Università del Mississippi.  Alcuni rapporti, però, indicano che la marijuana venduta normalmente potrebbe avere livelli di tetraidrocannabinolo – il componente psicoattivo – che sono 2 o 3 volte più alti di quelli che provengono dalla fattoria. Pertanto, i ricercatori che desiderano studiare marijuana devono affrontare ampi ostacoli normativi e di fornitura.

A fronte di studi di scarsa portata e di prove di scarsa solidità, la conclusione del mondo scientifico è unanime: sono necessarie ulteriori ricerche. Il problema è, semmai, che mentre gli stati stanno andando avanti con le loro politiche sulla cannabis, il governo federale non sta tenendo il passo.

Fonti.

https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/1898878?resultClick=1

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2717192

https://www.health.ny.gov/press/releases/2018/2018-07-12_opioid_replacement.htm

http://www8.nationalacademies.org/onpinews/newsitem.aspx?RecordID=24625