Obesità: la lotta continua

Tutti, ormai, sappiamo con certezza quelli che possono essere i rischi associati all’eccessivo aumento di peso e all’obesità, come malattie cardiovascolari, diabete, apnea notturna, solo per citarne alcuni. L’obesità è una condizione complessa a carattere multifattoriale, che presenta diversi fattori di rischio, inclusi alcuni individuali come quelli genetici e comportamentali (1). Tra questi ultimi, l’abitudine ad un’alimentazione sbagliata, con prevalenza di grassi e zuccheri, e a una vita sedentaria, in cui le calorie apportate con il cibo non vengono consumate con l’attività fisica, sono i primi responsabili dell’eccesso ponderale e dell’accumulo di grasso corporeo (2).

Al momento la popolazione maggiormente a rischio – e principalmente sorvegliata – sono i bambini, e tra i Paesi europei il Regno Unito pone elevata attenzione alle abitudini nutrizionali dei più piccoli. Secondo la Public Health England, agenzia esecutiva del Dipartimento di assistenza sanitaria e sociale della Gran Bretagna, più del 37% dei bambini londinesi di 10-11 anni d’età è sovrappeso o obeso (3). I dati hanno mostrato, inoltre, che il tasso di obesità è circa il doppio nelle aree più povere di Londra rispetto alle più agiate. Grazie al National Child Measurement Programme (un programma di sanità pubblica imposto a livello nazionale), gli inglesi tengono sotto controllo serrato i livelli di sovrappeso e di obesità tra i bambini delle scuole elementari tramite la misurazione dell’altezza e dell’indice di massa corporea, proprio per evitare che la grave condizione sopraggiunga in così tenera età o, se già presente, per correre immediatamente ai ripari.

Ma come fare a convincere un bambino a mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno se, anche mentre è sullo scuolabus, il suo sguardo viene catturato da invitanti panini grondanti grasso, innaffiati dalle bibite gassate sempre più zuccherate, per finire con qualsivoglia forma di cioccolato o caramella? Davvero ardua come sfida, considerando con quanta facilità queste immagini vengono pubblicizzate sui mezzi di trasporto pubblico, ammaliando la visuale e stuzzicando le papille gustative dei tanti pendolari, grandi e piccoli.

Per contrastare e modificare le cattive abitudini alimentari della popolazione londinese e per permettere anche ai meno abbienti di seguire un regime alimentare sano, il sindaco Sadiq Khan ha impostato la London Food Strategy (4). Una parte importante della strategia alimentare di Khan è rappresentata dall’abolizione delle pubblicità che promuovono cibo spazzatura dalla rete di trasporto pubblica che attraversa tutta Londra. Il sindaco ha proposto il provvedimento per la prima volta a maggio e i funzionari della città affermano che la maggioranza schiacciante dei cittadini è favorevole al divieto, che verrà attuato a partire dal 25 febbraio 2019.

La nuova regola ha generato non poche polemiche da parte dei grandi marchi industriali di cibi dall’elevato contenuto di grassi, sale e zucchero, che attraverso il mezzo pubblicitario riescono ad attirare molti consumatori. Comunque, anche se con qualche bastone fra le ruote, il sindaco londinese resta fermo sulle sue decisioni e i manifesti pubblicitari verrano eliminati da metropolitane, tramvie, autobus e taxi di tutta la rete servita dalla Transport for London (TfL), l’azienda responsabile del trasporto pubblico della capitale britannica.

L’essere arrivati a un epilogo simile, in una città all’avanguardia come Londra, fa capire quanto la cattiva educazione alimentare sia radicata non solo nella popolazione britannica ma anche in molte altre nel mondo. Ormai viviamo una vita frenetica, all’insegna della corsa tra mezzi pubblici e qualsiasi altro impegno è più importante del cucinare e consumare un pasto sano. Al contrario, si preferiscono cibi super veloci da mangiare che – spesso per pigrizia – non vengono preparati a casa, molto allettanti e, soprattutto, economici; con l’unica, “minima” pecca di essere dei veri e propri attentati alla salute.

  1. https://www.cdc.gov/obesity/adult/causes.html
  2. http://www.epicentro.iss.it/problemi/obesita/obesita.asp
  3. https://www.gov.uk/government/news/record-high-levels-of-severe-obesity-found-in-year-6-children
  4. https://www.london.gov.uk/what-we-do/business-and-economy/food/have-your-say-draft-london-food-strategy