A Torino 1° Convegno Nazionale CAO

di Patrizia Biancucci

Odontoiatria, eccellenza italiana”, titolo del 1° Convegno Nazionale della Commissione Albo Odontoiatri della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), che si è svolto venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre, presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Torino.

Raffaele Iandolo, presidente CAO nazionale

È con grande orgoglio e piacere che, per la prima volta, la Commissione Albo Odontoiatri festeggia la Professione, eccellenza nel panorama mondiale, con Relatori italiani di fama internazionale – spiega Raffaele Iandolo, presidente della Commissione nazionale Albo Odontoiatri – questo evento dà inizio a una serie di incontri importanti, tra cui il secondo e il terzo Convegno nazionale, rispettivamente a Milano e Roma”.

Relatori 1° Congresso nazionale CAO – Torino

Accolti da Gianluigi D’Agostino (presidente CAO Torino e Tesoriere Fnomceo)  e presentati da Raffaele Iandolo, presidente nazionale CAO, si sono avvicendati al Tavolo dei relatori i nomi più in vista del Sindacato (Carlo Ghirlanda ANDI, Fausto Fiorile AIO, Patrizia Biancucci SUSO), dell’UNIDI (Gianna Pamich), dell’Ordine, dell’Accademia e della professione: dalla parodontologia (Filippo Graziani, Giovanni Zucchelli e Maria Gabriella Grusovin) alla conservativa (Angelo Putignano e Paolo Generali), dalla protesi (Massimo Fuzzi, Costanza Micarelli) all’implantologia (Ugo Covani e Eugenio Romeo), dalla medicina orale (Giuseppina Campisi e Lorenzo Lo Muzio), all’endodonzia (Nicola Perrini), dalle nuove tecnologie in rigenerativa ossea (Adriano Piattelli e Carlo Mangano) a Carlo Guastamacchia, uno dei padri dell’Eccellenza odontoiatrica, che con una applauditissima Lectio Magistralis, ha fatto il punto sulla professione odontoiatrica e sui suoi cambiamenti, con temi a lui cari come la comunicazione e la pubblicità in sanità, ricordando che “Il passaparola è l’unica pubblicità che ha efficacia per un medico e la deontologia è il suo unico faro”. È stata davvero una “Festa della Professione Odontoiatrica”, nella quale si sono alternati i migliori specialisti del panorama nazionale e internazionale, per relazionare di fronte ai 106 presidenti delle Commissioni Albo Odontoiatri degli Ordini dei Medici e Odontoiatri italiani e ai Componenti delle Commissioni Fnomceo, ciascuno sulla materia di propria competenza.

Gianluigi D’Agostino, componente CAO nazionale e Tesoriere FNOMCeO

Abbiamo deciso di dare una svolta –  ha affermato Gianluigi D’Agostinooltre alle assemblee dei presidenti CAO, vogliamo creare eventi culturali di altissimo livello, che coinvolgano i 106 presidenti provinciali e i consiglieri delle Commissioni CAO”. 

Spettacolo musicale “FLOW, LA MENTE LATENTE”

A “spezzare” la due giorni, anche un momento ludico venerdì sera al Teatro Valsalice: lo Spettacolo musicale “Flow, la mente latente”, di e con Michele Cassetta (odontoiatra e divulgatore scientifico) e con Gianluca Petrella (tra i migliori trombonisti jazz al mondo), diretti dal regista Antonio Lovato. “Circa 30.000 volte al giorno, inconsapevolmente, scegliamo comportamenti che ci aprono la strada verso uno degli infiniti futuri possibili che abbiamo davanti – spiega Michele Cassetta – Una parola, un gesto o un’azione, possono far prendere alla nostra vita una direzione oppure un’altra. Ci comportiamo in modo automatico, guidati dai programmi mentali che si formano in base alle esperienze che facciamo. Conoscendo il funzionamento di tali programmi è possibile modificarli affinché rappresentino una risorsa e non una limitazione”. E Gianluigi D’Agostino commenta “Flow, che è già stato rappresentato anche in occasione del Festival della Scienza medica di Bologna e sta riscuotendo notevole successo in giro per l’Italia, spiega come funziona il nostro cervello, sempre in equilibrio sottile tra istinto e ragione, e come le convinzioni influenzino le nostre vite e quelle degli altri”.

Nell’ambito del Convegno, anche un Seminario sulla Pubblicità Sanitaria, che ha visto sul palco Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato, Fabio Angelini, Professore Straordinario di diritto Amministrativo Università Uninettuno di Roma, Antonio Pelliccia, Professore di Economia ed Organizzazione Aziendale dell’Università Vita Salute S. Raffaele di Milano, Andrea Senna, presidente CAO Milano e Coordinatore Area Tematica Deontologia, Comunicazione e Organizzazione della CAO Nazionale, Antonio Federici, Segretario Commissione Centrale Esercenti le Professioni Sanitarie – Ministero della Salute.

Andrea Senna, presidente CAO Milano, Coordinatore Area Tematica Deontologia, Comunicazione e Organizzazione della Cao Nazionale

Andrea Senna ha aperto il seminario affermando che la pubblicità odontoiatrica è oggi un far west a causa di norme non chiare, non applicate e “controllori” convinti che anche sui temi della salute devono essere applicate le regole che valgono per il commercio. “La proposta della CAO – ha detto Senna – è che i messaggi in ambito sanitario non siano a carattere commerciale ma informativo, che debba esserci un controllo preventivo da parte dell’Ordine, che la valutazione e l’eventuale sanzionabilità delle società operanti nel settore sanitario non ricada più sotto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ma sotto l’Agenzia delle Comunicazioni, e che bisogna aumentare la responsabilità dei direttori sanitari nella verifica”. Anche l’avvocato Fabio Angelini, Professore Straordinario di diritto Amministrativo dell’Università Uninettuno di Roma, che ha analizzato la questione pubblicità dalla parte della legislazione evidenziando come negli anni, in particolare dopo l’approvazione della Bersani, sia stata la giurisprudenza a delineare le regole, ricorda le responsabilità del direttore sanitario anche sui contenuti e sulla diffusione del messaggio pubblicitario. Si è infine sbilanciato dicendo che la normativa dovrebbe prevedere il divieto di pubblicità sanitaria se mira ad accaparrare clientela. Antonio Federici, segretario CCEPS (Commissione Centrale Esercenti Professioni Sanitarie del Ministero della Salute), ha analizzato la questione pubblicità dal punto di vista del Diritto, volutamente diverso da quello portato dagli altri relatori “Il punto nodale è il direttore sanitario, la sua funzione di garanzia anche in tema di pubblicità e la sua funzione di controllo. Su questa figura di deve intervenire, perché alcuni, interpellati su messaggi pubblicitari non conformi, spesso si sono trincerati dietro ad un “non sapevo”, nonostante il loro compito sia quello di controllo e verifica”. Ha inoltre sostenuto che il fenomeno della pubblicità non deve essere autorizzato ma regolato e dove le leggi non intervengono lo fa il mercato.

Antonio Pelliccia, professore di Economia ed Organizzazione Aziendale Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano

A riportare il tema della pubblicità nell’ambito pratico, ovvero l’interesse che il paziente può avere verso spot o inserzioni pubblicitarie, è stato Antonio Pelliccia, professore di Economia ed Organizzazione Aziendale Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano“La pubblicità – ha detto – è come un farmaco dagli effetti avversi che se somministrato male non solo non cura, ma intossica e distrugge”. Per il prof. Pelliccia “Gli obiettivi della pubblicità in Sanità non sono solo quelli di aumentare le vendite, ma anche quelli di ottenere un comportamento più favorevole da parte dei pazienti e il passaparola rimane lo strumento più efficace”. Il marketing va fatto anche in sanità ma deve essere un marketing etico e sociale e nella sua relazione ha spiegato come fare per adottarlo.