Trattamento vitaminico contro la sepsi: nuova frontiera terapeutica o solo un abbaglio?

La sepsi è la manifestazione più severa di infezione acuta, può causare insufficienza multi-organo e ha esito letale nel 30-50% dei casi. Per sepsi si intende un’infezione sistemica, definita anche come “avvelenamento del sangue” e si ritiene sia il risultato dell’invasione dell’organismo ospite da parte di organismi patogeni che si sono diffusi nel circolo ematico. Tuttavia, con l’avvento dei moderni antibiotici, la teoria dei germi, confermata da Semmelweis, Pasteur e altri studiosi, non ha spiegato pienamente il meccanismo che conduce allo stato settico. Molti pazienti, infatti, sono morti pur avendo eliminato l’agente patogeno. L’incidenza di sepsi grave dipende da come viene definita la disfunzione acuta d’organo e dal fatto che tale disfunzione sia attribuita a un’infezione sottostante.

Il peso epidemiologico globale di questa patologia è difficile da accertare. Si stima colpisca oltre 30 milioni di persone in tutto il mondo ogni anno, portando potenzialmente a 6 milioni di decessi e, probabilmente, il tasso di sepsi è più elevato nei Paesi a basso e medio reddito.

Riguardo questa tematica, recentemente sono venute alla luce interessanti novità sul trattamento di questa grave malattia. Il dottor Jonathan Sevransky, medico di terapia intensiva alla Emory University di Atlanta, è rimasto così colpito quando è venuto a sapere che un noto medico in Virginia aveva riportato risultati notevoli da una terapia molto semplice, da organizzare velocemente un trial clinico che potesse proporre un nuovo protocollo per il trattamento della sepsi. Davvero la principale causa di morte negli ospedali potrebbe essere trattata con vitamina C per via endovenosa, tiamina vitaminica e dosi di steroidi?

L’aspettativa generata da questa notizia ha fatto sì che venisse quindi sviluppato il trial clinico VICTAS (Vitamina C, tiamina e steroidi in sepsi), uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, al fine di studiare l’efficacia dell’uso combinato di vitamina C, tiamina e corticosteroidi rispetto a placebo (indistinguibili per i pazienti con sepsi). L’obiettivo del trial è determinare l’efficacia della terapia combinata nel ridurre la mortalità e migliorare la funzionalità degli organi nei pazienti critici con sepsi.

La messa in atto dello studio non è stata affatto semplice, considerato il fatto che attività di ricerca come questa impiegano molto tempo e denaro. Il dott. Sevransky ha collaborato con ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora e della Vanderbilt University di Nashville, in Tennessee, per progettare uno studio che potesse svolgersi in circa 40 ospedali contemporaneamente, al fine di reclutare un gran numero di pazienti in breve tempo.

Gli studi in medicina di terapia intensiva sono particolarmente impegnativi: i medici devono muoversi velocemente per rispondere alle mutevoli condizioni di salute dei pazienti che, spesso, non sono in grado di dare il proprio consenso informato. Possono essere deliranti o addirittura in coma. A poco a poco, però, i progettisti degli studi hanno capito come portarli a termine e questo sta cambiando – in meglio – la pratica della medicina dell’assistenza critica.

Numerosi ricercatori in tutto il mondo stanno svolgendo studi approfonditi sul trattamento vitaminico della sepsi. Questi, insieme al trial clinico sopracitato, daranno la possibilità di far capire ai clinici che si trovano quotidianamente a gestire pazienti in condizioni così critiche se esiste davvero un nuovo trattamento per una malattia mortale come la sepsi, oppure se si tratta solo di un buon tentativo che non ha dato i risultati sperati.


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