“Amici di Brugg” tra storia, amicizia e passione odontoiatrica

di Patrizia Biancucci

“Venuti a mancare i corsi di Brugg, fu Elia Giorgetti di Grosseto che ebbe la meravigliosa idea di organizzare a Milano, con l’aiuto di Gigi Denari, che egli definì “amico che aveva il sorriso e il volto dell’Amicizia”, una riunione degli allievi di Biaggi e Castagnola chiamandoli “Amici di Brugg”. Era il 15 Maggio 1958. Aderirono quasi tutti: una settantina”. Queste le parole di Augusto Biaggi, che ne fu Padre fondatore, seguìte dall’intervista all’attuale Segretario, dr. Giorgio Tessore, che ne raccoglie la nascita, lo spirito e l’evoluzione verso il futuro.

 

Giorgio Tessore, segretario Amici di Brugg

Dr. Tessore, tutti sappiamo quanto gli Amici di Brugg abbiano contribuito ad elevare il livello dell’odontoiatria italiana, con la Cultura, le “buone prassi” e il senso di appartenenza.  Da dove arriva questo nome? Gli  Amici di Brugg sono parte importante dell’odontoiatria italiana; l’associazione è nata nel 1958 per iniziativa di alcuni dentisti italiani che avevano frequentato lo studio del dr. Augusto Biaggi situato a Brugg, una cittadina dell’Argovia a circa 30 km da Zurigo, dove vi era un grande insegnante ticinese, il prof. Castagnola.

Quindi un gruppo nato tra amici che volevano fare “cultura odontoiatrica” quando i dentisti erano ancora “medici di serie B”? Il dr. Biaggi, persona di grande carisma e facile ai rapporti umani, era molto propenso all’insegnamento (parlava italiano) e, in un periodo nel quale nelle università italiane la specialità di odontoiatria non poteva accogliere un numero sufficiente di medici che volevano imparare l’odontoiatria, divenne un Maestro da cui si recavano centinaia di italiani per apprendere e perfezionarsi. Era appunto in quell’epoca che i dentisti venivano considerati medici di serie B e molti medici condotti esercitavano anche l’odontoiatria.

Quale la vision dei padri fondatori? Fra i più assidui frequentatori di Brugg vi furono De Chiesa, Vergnano, Garberoglio, Montecucco, Bazzoli, Bracco, Fonzar, Melilli, Toffenetti, Guastamacchia e tantissimi altri che diedero vita all’associazione Amici di Brugg, con sede  a Saluzzo presso lo studio del dr. Carlo De Chiesa, con l’obiettivo di incontrarsi per scambiare opinioni, invitare i maestri, organizzare convegni. Nacquero così i primi congressi a Milano, poi a Stresa e poi a Rimini, che ebbero ben presto grandissimo successo fino a rappresentare per molti anni la parte scientifica di Expodental di Rimini; gli odontoiatri italiani per molto tempo dicevano “ci vediamo agli Amici di Brugg”, congresso abbinato ad una vasta mostra merceologica, che divenne un ambitissimo palcoscenico sul quale, di fronte ad un foltissimo pubblico, sono passati i migliori relatori di tutto il mondo.

Dr. Tessore, quale la vera peculiarità degli Amici di Brugg e cosa li differenzia dalle innumerevoli società scientifiche odontoiatriche? Come si fanno riconoscere in questo pullulare di vecchie e nuove confraternite di dentisti? Grande merito degli Amici di Brugg, in un tempo in cui nelle sale dei medici non potevano entrare gli odontotecnici, fu quello di dare invece grande considerazione al lavoro dell’odontotecnico e alla sinergia medico-tecnico per ottenere un risultato di qualità: in tutti i congressi infatti sono sempre previste sessioni dedicate al laboratorio e sessioni comuni odontoiatra/odontotecnico. Non bisogna poi dimenticare che, anche grazie all’impegno del prof. Guastamacchia, furono fra i primi a dare dignità alla figura dell’Igienista dentale, quando in Italia non esisteva ancora questa figura professionale. La sincera amicizia scevra da lotte di potere e il piacere di comunicare le proprie conoscenze, sono sempre stati gli elementi fondanti  degli Amici di Brugg. Tutti coloro che sono passati da Saluzzo ricordano con piacere le cene con i Maestri, dopo una giornata di lavoro, occasione per cementare solidissime amicizie. Dopo la presidenza di De Chiesa, rimasto in carica per molti anni, si sono avvicendati presidenti illustri come Fabio Toffenetti, Mario Iorio, Nicola Perrini e l’attuale presidente Cesare Robello; sarà quindi il presidente eletto Alberto De Chiesa, che entrerà in carica a Maggio proprio a Rimini, a continuare una così bella tradizione.

Giancarlo Pescarmona

Possiamo allora dire che il legame con la Scuola di Saluzzo De Chiesa-Pescarmona parte da lontano? Certo, perché a Saluzzo il lungimirante e attivissimo Carlo De Chiesa diede vita ad un importante sodalizio professionale con Giancarlo Pescarmona, da poco uscito dalla scuola di Medecine Dentaire di Ginevra; lo studio era di fatto la continuazione di quanto iniziato a Brugg presso lo studio Biaggi e divenne un esempio di quello che poi sarebbero diventati molti altri studi, vale a dire la suddivisione per branche specialistiche esercitate dai vari operatori De Caroli, Manna, Robello, Lanteri. Moltissimi i dentisti provenienti da tutta Italia che hanno frequentato i primi corsi,  della durata di una settimana con insegnamenti di conservativa, endodonzia e protesi, e che hanno appreso le basi pratiche di un’odontoiatria moderna, corretta e al passo con i tempi; e tutti indistintamente hanno un bellissimo ricordo dell’atmosfera di amicizia, cordialità e semplicità con la quale venivano elargiti gli insegnamenti. Da non dimenticare che Saluzzo ha avuto docenti di altissimo livello come il grande Peter Thomas, Tucker, Petralis per citarne solo alcuni. Poi i corsi divennero via via più specifici su diversi argomenti e nacquero così dei gruppi che ancor oggi si trovano per scambiarsi idee e acquisizioni. Ma la vera rivoluzione fu il passare dal mero insegnare al far fare: denti in sapone, montaggio della diga, cavità, ricostruzioni, tutto guidato da un istruttore ripreso da una telecamera, secondo quanto appreso a Ginevra da Pescarmona.

Oggi la tradizione continua e il gruppo si è allargato, ma ha dovuto fare i conti con il “mercato” che cambia: avete avuto anche voi momenti di crisi? I tempi cambiano, sono nate le società scientifiche delle varie branche dell’odontoiatria, i Maestri sono diventati anziani, molti non ci sono più e gli Amici di Brugg, a causa di divergenze con l’UNIDI, non sono più l’unico partner scientifico dell’evento Expodental di Rimini, pur mantenendo una propria autonomia nell’ambito dell’evento di Maggio. Per molti anni è stato il sodalizio con l’UNIDI a garantire una grande indipendenza economica agli Amici di Brugg, mentre dopo la separazione ci si è trovati di fronte ad una situazione economicamente non facile, comune del resto a molte altre associazioni; se ne è venuti fuori con non poche difficoltà grazie all’aiuto concreto dei consiglieri e di molti soci affezionati sotto la guida di un caparbio presidente.

Dr. Tessore, il nuovo assetto dell’odontoiatria italiana la rende sempre più sofferente per la spregiudicata concorrenza e per il progressivo calo dei guadagni. Quale la vostra attuale mission? Oggi gli Amici di Brugg vogliono continuare ad essere un riferimento per la formazione e l’aggiornamento del dentista generico di buon livello, che peraltro nel nostro Paese costituisce ancora la maggioranza degli esercenti la professione odontoiatrica, anche se purtroppo sempre meno giovani aprono un proprio studio.

Di cosa si occupa prioritariamente il gruppo? L’attività dell’associazione si svolge con un incontro aperto a tutti nell’ambito di Expodental di Rimini in primavera, il Closed Meeting per i Soci Effettivi a Santa Margherita Ligure in autunno e una serie di mini corsi pratici in vari studi che vengono definiti AdBxAdB  che rappresentano la vera essenza degli Amici di Brugg: aggiornamento continuo, professionalità e amicizia.

Dr. Tessore, come pensate di aumentare il numero dei soci, tenendo conto che gran parte dei colleghi sono iscritti a molte altre società scientifiche con relativi costi? Gli Amici di Brugg hanno nel proprio ambito una sezione per i giovani chiamata Brugg’s Gymnasium che ogni anno, nell’ambito dell’evento di Rimini, organizza una kermesse fra i giovani relatori e i cui vincitori vengono premiati con l’ invito a relazionare in altre occasioni. Infine da non dimenticare l’incontro estivo in una località balneare, fatto di cultura e divertimento, il che non guasta!