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Terapia ricreativa: al via il primo master italiano

di Luca Mario Nejrotti

Aprirà i battenti il 28 marzo il primo master in Terapia Ricreativa, nato in collaborazione tra Dynamo Camp e l’Università Vita-Salute San Raffaele, finalizzato alla formazione teorica e pratica di operatori delle professioni sanitarie che lavorano per migliorare la funzionalità motoria, sociale e cognitiva del paziente.

Terapia Ricreativa.

La Terapia Ricreativa nasce dalla consapevolezza che nel trattamento dei pazienti minori, affetti da patologie gravi, sia necessario un percorso, integrativo della terapia, volto al benessere e allo svago, nell’ottica di restituire ai piccoli pazienti quanto più possibile dell’infanzia che la patologia tende spesso a portare in secondo piano.

Il divertimento è alla base di questo percorso, insieme alla socialità. Si hanno quindi i vantaggi di un’esperienza fisica diversa da quella della degenza a casa o in ospedale, magari all’aria aperta, e insieme una rassicurazione personale e la ripresa della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.

La Terapia Ricreativa nasce negli USA, portata avanti dalla Fondazione Dynamo (vedi), creata nel 2007 dal dottor Enzo Manes, sulla scia dell’esperienza americana del SeriousFun Children’s Network, fondato nel 1988 da Paul Newman e attivo ormai con campi in tutto il mondo, compresa l’Italia (vedi), a Limestre (PT). Il Dynamo Camp offre infatti programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, che sono affetti da patologie gravi e croniche, alle loro famiglie e ai fratelli e sorelle sani.

Attività ricreative su misura.

La terapia ricreativa ha l’obiettivo di offrire una vacanza e un po’ di svago agli ospiti, che possono partecipare indipendentemente, o con le famiglie, per una settimana, a titolo completamente gratuito (le spese sono sostenute dalla Fondazione che seleziona i candidati su indicazione dei medici, vedi), seguiti da esperti che offrono un supporto medico e li guidano a provare nuove esperienze, dall’arrampicata alla recitazione, dall’escursione nei boschi alla pittura.

Formazione.

Sulla scia della prima esperienza del 2011, che era però concentrata sui pazienti oncologici (vedi), il master a cui ci si potrà iscrivere fino al 19 febbraio, è destinato a figure professionali sanitarie come fisioterapisti, terapisti della riabilitazione, infermieri, psicologi e educatori.

Da un lato verranno fornite, dai professori UniSR, le conoscenze mediche e psicologiche, le tecniche riabilitative motorie e psicologiche, mentre professori statunitensi entreranno nel dettaglio delle nozioni di Terapia Ricreativa per migliorare la funzionalità motoria, sociale e cognitiva del paziente preso in carico.

“Negli Stati Uniti, dove la Terapia Ricreativa è nata, si è sviluppata anche a livello accademico ed è ormai da decenni riconosciuta come uno strumento di intervento, sviluppo sanitario e servizi per la persona, gli operatori sono 19.000. Segnale della validità di un metodo che, come testimoniano anche gli effetti positivi riscontrati nei bambini e negli adolescenti ospiti di Dynamo Camp, è tempo diventi una competenza riconosciuta anche per le figure professionali sanitarie in Italia. In questa direzione abbiamo istituito il master, che non solo apre una prospettiva nuova e interessante, ma si traduce in una vera e propria sfida, tanto per noi quanto per il Paese”, ha sottolineato il professor Roberto Cavallaro, direttore del master (vedi).

Alla formazione teorica si aggiungono 600 ore di tirocinio presso il Dynamo Camp italiano.

Fonti.

https://www.dynamocamp.org/mission/

http://www.vita.it/it/article/2011/03/23/al-via-il-master-in-terapia-ricreativa/108166/

https://www.quimamme.it/attualita/terapia-ricreativa-cura-piccoli-malati/