Ripensare i trial clinici dei pazienti oncologici

di Luca Mario Nejrotti

Le terapie e gli approcci al paziente oncologico evolvono sempre più rapidamente, obbligando specialisti a medici di base a ripensare continuamente il concetto stesso di malattia e quello di malato e, di conseguenza, i trial clinici.

Un recente articolo su JAMA affronta l’argomento, che costituisce una delle sfide più importanti in oncologia.

Modernizzare l’approccio.

I trial clinici implicano la valutazione e la convalida di nuove terapie sull’uomo e sono il passaggio fondamentale della progressione nella cura del cancro.

Negli ultimi tempi si assiste a un sempre più vivace progredire nel trattamento delle patologie oncologiche: da un lato si sono sviluppate cure, come nel caso del cancro ai testicoli, del linfoma di Hodgkin e del linfoma linfocitico acuto. In un numero ancora maggiore di tumori, si è riusciti a trasformare il cancro in una malattia cronica che in sempre più casi non porta alla morte i pazienti.

Ciascuno di questi risultati terapeutici è frutto dei trial clinici.

Il più completo programma di trial clinici negli Stati Uniti inizia nel 1955, con il Clinical Trials Program del National Cancer Institute (NCI), ma da allora molte innovazioni sono state introdotte.

Gli studi vanno dalla ricerca alle prime sperimentazioni su soggetti umani fino a valutazioni di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche, a prove di valutazione della prevenzione del cancro e gestione dei sintomi. L’infrastruttura offre un’ampia gamma di servizi di supporto, compresi i quadri di revisione istituzionale centralizzati, il monitoraggio di studi clinici, l’acquisizione dati e sistemi di gestione, banche di tessuti e centri di controllo della qualità per imaging e radioterapia (vedi).

Proprio dal NCI, in qualità di principale finanziatore di studi clinici sul cancro, parte la rivalutazione dei trial clinici, oltre a un forte impegno a utilizzare la migliore scienza di base per condurre sperimentazioni e fornire infrastrutture per la formazione della prossima generazione di sperimentatori clinici sul cancro. Attraverso il supporto per gli investigatori nella fase iniziale, l’NCI sta usando strategie specifiche per superare gli ostacoli che impediscono l’esecuzione dei trial clinici.

Riduzione dei costi.

Il costo della ricerca, per paziente, è molto aumentato negli ultimi vent’anni e tali costi si riflettono in seguito sul prezzo dei farmaci. L’NCI è quindi concentrato su studi di “dimensionamento corretto” per rispondere a domande essenziali sull’efficacia di nuovi trattamenti con meno pazienti. Ad esempio, in alcune prove su agenti altamente attivi, potrebbe essere possibile rinunciare ai tradizionali interventi del gruppo di controllo, a favore di verifiche “sintetiche” ben documentate, create con dati di studi precedenti.

Integrazione con l’industria farmaceutica.

L’emergere dell’industria come finanziatore maggioritario degli studi clinici sul cancro ha portato a ridondanze e sovrapposizioni che, oltre a comportare sprechi, possono favorire le innovazioni più redditizie a scapito di quelle più efficaci. Di conseguenza, l’NCI ha indirizzato il proprio portafoglio di studi clinici per integrare, piuttosto che competere con gli sforzi dell’industria.

I trial promossi dal NCI, che integrano quelli supportati dall’industria, possono, ad esempio, concentrarsi sui tumori a bassa prevalenza per i quali esiste un incentivo commerciale limitato e speciali popolazioni di pazienti (ad es. pazienti con HIV o > 75 anni). L’NCI ha per esempio finanziato il primo trial di immunoterapia incentrato sui tumori rari.

Inoltre, l’NCI ha supportato studi clinici focalizzati sulla riduzione dell’intensità terapeutica, che è un argomento importante per i pazienti, ma in genere di minore interesse per l’industria. Ad esempio, alcuni trial NCI hanno dimostrato che alcuni pazienti con carcinoma mammario e del colon-retto, rispettivamente, possono essere tranquillamente trattati con meno chemioterapia rispetto a quanto precedentemente raccomandato. Infine, l’NCI finanzia un ampio portafoglio di cure adiuvanti, di prevenzione del cancro e studi di screening, che non sono generalmente supportati da sponsor commerciali, compresi studi sulle modalità di imaging del seno.

Strategie integrate.

L’NCI opera anche nella direzione di migliorare la comunicazione nella comunità scientifica, sveltire le pratiche burocratiche e migliorare la circolazione di informazioni anche tra le industrie commerciali, oltre ad allargare le modalità d’accesso ai trial e contemporaneamente favorire lo sviluppo di quelli mirati alle alterazioni molecolari dei singoli tumori.

Opportunità e responsabilità enormi sono legate ai trial clinici. I pazienti che partecipano alle sperimentazioni cliniche devono essere certi che stanno ricevendo le migliori cure possibili, e che i risultati degli studi saranno condivisi con loro in modo tempestivo.

Gli studi clinici supportati dall’Istituto nazionale antitumorale sono sempre più incentrati sul paziente, sulla tollerabilità della terapia e la qualità della vita, che influiscono entrambe sulla prognosi e che continueranno ad evolversi. I continui progressi richiederanno una rinnovata consapevolezza che la malattia oncologica non è semplicemente “un tumore racchiuso in un essere umano”, ma piuttosto un problema di un individuo unico che va affrontato come sistema.

Fonti.

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2723062