Aderenza terapeutica. Presentato in Senato il progetto “Io aderisco, tu che fai?”

di Luca Mario Nejrotti

Il Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia lancia un concorso nelle scuole: “Io aderisco, tu che fai?”, per sensibilizzare gli studenti al problema dell’aderenza terapeutica. Un problema particolarmente grave tra gli over 65 e che costa 125 miliardi di euro in Europa, per ricoveri che avrebbero potuto essere evitati.

Popolazione anziana e malattie croniche.

Il 50% degli anziani nel nostro Paese, quasi sette milioni di over 65, è affetto da una o più malattie croniche. Anche se per queste patologie esistono, per la maggioranza dei casi, terapie che consentono una buona qualità della vita, ancora troppi non aderiscono esattamente ai trattamenti, oppure li abbandonano dopo poco tempo. Abbiamo già affrontato su queste pagine alcuni esempi di come migliorare l’aderenza terapeutica (vedi,  vedi e vedi): il Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia cita stime per le quali la metà dei pazienti non assume correttamente la propria terapia e di questi il 70% sono anziani. Se a questo problema aggiungiamo quello delle assunzioni erronee, per dosaggio o tipologia di farmaco (vedi) che causano fino a 195.000 decessi l’anno in Europa, il quadro generale è di vera emergenza e richiede un intervento risoluto.

Si tenga conto del fatto che per il paziente, affetto da patologia cronica anche grave, non è sempre facile aderire con diligenza alle prescrizioni, a maggior ragione se la terapia gli garantisce una buona qualità della vita e quindi la tendenza, naturale ma da combattere, è di dimenticarsi di “prendere la pillola”; d’altro canto, circa l’11% degli anziani deve assumere ogni giorno 10 o più farmaci e la confusione è dietro l’angolo.

Sensibilizzare la famiglia.

Allo scopo di sensibilizzare tutti i cittadini, in particolare gli over 65, sull’importanza dell’aderenza terapeutica, è stato presentato in Senato il primo progetto nazionale, “Io aderisco, tu che fai?”, che coinvolge i nipoti che insegneranno ai nonni come rispettare le prescrizioni dei clinici. L’iniziativa, presentata a fine gennaio al Senato, è stata promossa dal Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia (CIAT), che riunisce società scientifiche, medici (FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), farmacisti (Federfarma), infermieri (FNOPI, Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), Istituzioni e associazioni di pazienti (vedi).

Salute e stili di vita.

Non solo i farmaci, ma anche gli stili di vita sani vanno presi in considerazione.

Le buone pratiche indicate dai medici non sempre sono seguite: il fumo, la dieta e l’attività fisica non sono semplici suggerimenti, ma parte integrante del percorso di cura, eppure incontrano una grande resistenza passiva da parte dei pazienti, soprattutto sul lungo periodo.

In particolare, in Italia, solo il 57,7% dei pazienti aderisce ai trattamenti antipertensivi, il 63,4% alle terapie ipoglicemizzanti per la cura del diabete, il 40,3% alle cure antidepressive, il 13,4% ai trattamenti con i farmaci per le sindromi ostruttive delle vie respiratorie e il 52,1% alle cure contro l’osteoporosi. Percentuali rimaste invariate nel corso degli anni, a cui corrispondono ingenti costi clinici e sociali (vedi).

La famiglia è vista dagli esperti come il supporto principale su cui contare in futuro per garantire una maggiore aderenza terapeutica delle fasce anziane della popolazione (l’Italia è al secondo posto in Europa per indice di vecchiaia), perciò nel 2019 dovrebbero cominciare iniziative di sensibilizzazione nelle scuole ed è stato proposto di istituire la Giornata Nazionale dell’Aderenza Terapeutica, per promuovere eventi a tutto campo.

 

Fonti.

https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/07/18/farmaci-assunti-errore-morti/?refresh_ce=

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=70459

www.ciatnews.it