HBSC: prevenzione e promozione della salute partono dagli adolescenti e dalla scuola

di Mario Nejrotti

La prevenzione delle malattie croniche e  dei tumori, per avere maggiori e durature possibilità di successo,  deve tenere presente anche la necessità di un radicamento culturale nella popolazione di stili di vita sani e di una maggiore sensibilità verso i determinanti della salute ambientali, economici e sociali.

Le scelte politiche avranno un ruolo più rilevante su una popolazione resa consapevole di come mantenere e promuovere la propria salute dal punto di vista globale.

Per questo un forte ruolo può essere giocato da azioni rivolte ai giovani. Spesso però stili di vita incentrati sul consumo di fumo, alcol e droghe, vita sedentaria, iperalimentazione vengono considerati dai ragazzi innocui e spesso espressione di libertà, felicità e maturità.

Per di più questo atteggiamento, complessivamente autolesionista, è spesso favorito da spinte  economiche e industriali che su di esso lucrano ampiamente, anche al di fuori della malavita organizzata.

Finché non si metteranno in campo seri strumenti per un cambiamento radicale di rotta, le iniziative di prevenzione, limitate all’ambito sanitario, rischiano risultati parziali.

Epicentro, il Portale della epidemiologia e della sanità pubblica, dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) racconta in quest’ottica di un’iniziativa di prevenzione non nata di recente, ma che sembra avere validi presupposti per dare buoni risultati, se pure a medio, lungo termine. Essa infatti ha il coraggio di partire a monte del problema, cercando di rendere obiettivi e scientificamente misurabili, al di fuori di moralismi e impressioni, i reali comportamenti degli adolescenti, su cui è più utile mirare  le azioni di prevenzione e promozione della salute.

Il progetto, multicentrico e internazionale, Health Behaviour in School-aged Children (Hbsc), comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare, è svolto in collaborazione con la Regione Europea dell’OMS e ha come campione maschi e femmine di 11- 13 e 15 anni, di cui vuole conoscere abitudini e contesto sociale, che in qualche modo possano influenzare lo stato di salute.

L’organizzazione è gestita a livello universitario e istituzionale con un coordinamento di componenti eletti dai Paesi partecipanti.

Punto di forza del sistema di sorveglianza e raccolta dati sta nella creazione e aggiornamento di un protocollo comune, che permetta di confrontare tutti gli elementi provenienti da diverse realtà.

La convinzione, che sta alla base di questo progetto, è che sia necessario aumentare la conoscenza dei determinanti della salute e delle abitudini di vita degli adolescenti per orientare le scelte politiche.

L’indagine si basa su un questionario a risposte chiuse che prevede una parte comune per tutti gli Stati partecipanti e una parte specifica, elaborata da ciascun Paese, per raggiungere obiettivi nazionali, ritenuti localmente importanti.

Epicentro riferisce gli ambiti di ricerca indagati dal questionario anonimo:

  • comportamenti correlati con la salute
  • salute e benessere individuale
  • contesto sociale
  • contesto ambientale di sviluppo delle competenze relazionali.

Inoltre, una gran parte del questionario è dedicata alla conoscenza dei comportamenti che possono influenzare direttamente in senso positivo o negativo la salute dei ragazzi:

  • alimentazione (consumo di frutta, verdura, dolci e bibite zuccherate, ecc.)
  • igiene orale
  • attività fisica e sedentarietà (svolgimento di regolare attività fisica durante la settimana, tempo trascorso a guardare la televisione, a giocare con videogiochi, o al computer)
  • comportamenti a rischio (consumo di tabacco e alcol, eventuale uso di cannabis e altre droghe, gioco d’azzardo)
  • comportamenti sessuali (età al primo rapporto completo, utilizzo di metodi anticoncezionali)
  • fenomeni di violenza e infortuni (eventuali atti di bullismo e cyberbullismo agiti o subiti nell’ambito del gruppo dei pari, frequenza di infortuni)
  • benessere percepito.

Le scuole poi attraverso il  loro responsabile dovranno fornire dati sul contesto dei loro istituti, sui servizi offerti  e sulle iniziative puntuali rivolte alla salute.

Un lavoro importante che, come si legge sul portale dell’, HBSC dura già da trent’anni e coinvolge 48 paesi dell’area Europea e Nord Americana.

Sarebbe tempo che i governanti dei Paesi interessati tenessero in maggiore considerazione i dati fino ad ora raccolti e gli sviluppi futuri, per le loro decisioni politiche di ampio respiro.

 

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