Buche stradali. Il danno non è solo alla comodità della guida: anche l’ambiente ne soffre

di Luca Mario Nejrotti

Le buche stradali, in Italia, sono un problema diventato proverbiale in certe città. Cavallo di battaglia di amministrazioni e opposizioni spesso sono un vero e proprio rischio per la circolazione, in particolare per i due ruote: Roma (vedi) può essere considerata la capitale esemplare di questo disagio, che tocca il confort della circolazione, ma anche la sicurezza e l’impatto ambientale.

Danno agli automezzi e all’ambiente.

Crepe, dossi e buche rallentano la guida, consumano pneumatici, ammortizzatori e sospensioni oltre alla pazienza di autisti e passeggeri. Aumentano i consumi, i conducenti devono bruciare più gas e produrre più inquinamento da carbonio per percorrere la stessa distanza.

Il problema non è soltanto italiano: la manutenzione delle vie e delle autostrade è fortemente sentito anche negli Stati Uniti dove nel 2017, l’American Society of Civil Engineers ha dato alle strade del paese una votazione completamente insufficiente.

Il deterioramento delle infrastrutture stradali degli Stati Uniti sta peggiorando le emissioni del settore dei trasporti, che rappresenta quasi un terzo di tutto l’inquinamento da carbonio degli Stati Uniti, secondo l’Environmental Protection Agency.

Una politica ambientale originale.

Con i democratici alla maggioranza nella Camera dei Rappresentanti e i Repubblicani in prevalenza al Senato, è improbabile che il Congresso produca una legislazione significativa su questioni così delicate come il cambiamento climatico. Tuttavia, i legislatori possono affrontare la crisi del carbonio con altri mezzi, anche attraverso la legislazione sulle infrastrutture: una possibile area di compromesso che farebbe contenti tutti (vedi).

Un recente studio mostra che, anche se il Congresso non riuscisse a investire in energia solare o viabilità elettrica, anche solo la promozione del rinnovamento del manto di strade, autostrade e superstrade degli USA ridurrebbe l’inquinamento. Le riparazioni stradali aiutano gli automobilisti a utilizzare meno gas, riducendo l’inquinamento da carbonio, secondo un nuovo studio pubblicato sull’International Journal of Sustainable Transportation. Per quanto gli stessi lavori di restauro del manto stradale producano inquinamento, questo è superato dal miglioramento generale delle emissioni inquinanti dovuto alle riparazioni.

Buono per le tasche e per i polmoni.

L’accordo tra progressisti e conservatori verrebbe dal fatto che il miglioramento della rete viaria oltre al vantaggio ambientale causerebbe anche un notevole risparmio nelle tasche dei cittadini in termini di consumi e di manutenzione dei veicoli: lo studio parlerebbe di circa un 5% di risparmio e di un taglio alle emissioni di CO2 del 2%.

“Ci sono molti modi per combattere il cambiamento climatico dal lato del trasporto, dalla progettazione e manutenzione delle strade all’utilizzo di energia rinnovabile o pulita per i veicoli”, ha detto Hao Wang, professore associato presso il dipartimento di ingegneria civile e ambientale della Rutgers University e autore principale dello studio. Ha spiegato che riempire buche e strade levigate aiuta gli automobilisti a usare meno gas.

La manutenzione ordinaria, poi, costerebbe il 30% in meno degli interventi di emergenza, che avvengono quando gran parte del danno sull’ambiente e sugli automobilisti è stato fatto.

Simulazioni e provvedimenti.

Lo studio ha esaminato e confrontato con appositi simulatori digitali il diverso impatto che i vari sistemi di manutenzione stradale possono avere: dalla sovrapposizione di strati di asfalto liquido, al mix di asfalto e rocce frantumate al riempimento di crepe nella strada con asfalto gommato. Lo studio ha rilevato che coprire le strade con asfalto liquido, noto come “rivestimento sottile”, produce la più grande riduzione dell’inquinamento da carbonio, arrivando anche al miglior risultato.

“La giusta tempistica nell’applicazione dei nuovi rivestimenti dipende dalle condizioni della strada, non solo dall’età della strada”, ha affermato Wang. “Il traffico e il clima svolgono un ruolo importante a questo proposito. Le strade con camion più pesanti e climi molto caldi o freddi si deteriorano più rapidamente e dovrebbero essere riparate prima.”

Fonti.

https://www.repubblica.it/motori/sezioni/sicurezza/2019/01/17/news/roma_capitale_delle_buche_stradali-216772808/

https://www.popsci.com/filling-potholes-cuts-pollution