Seppellitemi col mio cane: nuove regole per tumulazione degli animali d’affezione in Lombardia

di Luca Mario Nejrotti

Il legame affettivo con i propri animali d’affezione è un sentimento antico quanto l’addomesticamento, che ha lasciato labili tracce archeologiche. In tutto il mondo oggi ci sono regole e leggi che ne tengono conto anche nel normare le pratiche di fine vita.

 

Nelle nebbie del tempo.

Anche se ci è più facile pensare agli Egizi e alle loro mummie di gatti e altri animali, in tutta la storia si assiste alla sepoltura di animali domestici (vedi) anche se questa ha forse un valore più squisitamente religioso e simbolico (vedi).

In età ellenistica gli epitaffi per animali sconfinavano addirittura nell’arte, diventando un genere letterario su cui gli studiosi ancora s’interrogano. Se per cani e cavalli, infatti, può esserci un dubbio se si tratti di reale epitaffio oppure di un artificio letterario, per un cobra, l’incertezza aumenta (vedi).

Anche in ambito romano vi sono tracce di queste pratiche (vedi).

Nel Medioevo, poi, cani e cavalli erano anche testimonianza dello status di guerriero dell’inumato e con lui, a volte, erano sepolti (vedi), come è stato possibile individuare nella necropoli longobarda di Collegno (TO).

Pratica diffusa.

Nel mondo sono molte le nazioni che consentono la sepoltura di animali nella tomba di famiglia, in particolare in ambito anglosassone dove questa pratica è molto diffusa, si pensi alla Gran Bretagna (vedi) o agli Stati Uniti, dove, per esempio a New York si possono seppellire i propri animali d’affezione in una tomba presso la propria (vedi).

In Lombardia è in corso di discussione una proposta di legge regionale per consentire il seppellimento delle ceneri degli animali d’affezione nelle tombe di famiglia (vedi).

Attualmente gli animali d’affezione (e qui rientrano anche cavalli e criceti, ad esempio) dopo il disbrigo delle pratiche di registrazione del decesso, che variano a seconda dell’animale, possono essere:

– seppelliti in giardino, seguendo norme precise sulla forma di inumazione;

– smaltiti dalle strutture apposite;

– cremati singolarmente;

– portati in un cimitero per animali, già diffusi in Toscana, Lombardia, Piemonte e Liguria (vedi, vedi), dove si avrà diritto a una tomba per 5 anni (vedi).

Un business in crescita.

La riforma tiene anche conto degli aspetti economici di queste pratiche, che arrivano oggi a cifre complessivamente cospicue e che nulla hanno a che fare con il dolore di chi perde quello che a tutti gli effetti può essere considerato un membro della famiglia.

Si cercherà quindi, snellendo le pratiche sanitarie, adattandole alle mutate condizioni e tutelando le famiglie, di evitare situazioni in cui ci si approfitti del lutto, come già può succedere per gli umani; sull’altro lato vi è lo sforzo di favorire le piccole e medie imprese, permettendo loro di sopravvivere accanto alle grandi aziende del settore.

Fonti.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_di_Ripoli

http://edizionicafoscari.unive.it/media/pdf/chapter/978-88-97735-95-3/978-88-97735-95-3-ch-03.pdf

https://ita.calameo.com/read/00428374773352b72716f

http://www.academia.edu/1586064/Caratterizzazione_archeozoologica_le_sepoltre_di_cani_

http://archeocarta.org/collegno-to-necropoli-longobarda/

https://www.laleggepertutti.it/142617_che-cosa-fare-se-muore-un-animale-domestico

http://www.ehabitat.it/2019/02/01/una-famiglia-per-sempre-lombardia-ceneri-animali-deposte-con-spoglie-proprietario/

http://www.comune.torino.it/ambiente/animali/morte-animale/index.shtml

https://www.corriere.it/animali/10_gennaio_28/cimitero-misto-animali-seppelliti-con-i-proprietari_6174b2ea-0c1d-11df-8679-00144f02aabe.shtml