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L’uomo consuma troppa carne e gli altri vertebrati si estinguono.

di Luca Mario Nejrotti

È l’uomo, con il suo consumo di carne e la sua influenza sugli ecosistemi la prima causa di estinzione nel mondo animale, in particolare tra i grandi vertebrati, di cui, negli ultimi 250 anni sono sparite ben 9 specie.

Estinzioni di massa.

L’estinzione degli animali è un fenomeno che si accompagna sin da subito alla nostra presenza sul pianeta e che sta nuovamente assumendo proporzioni epocali, tanto che nei prossimi decenni si prevedrebbe la sparizione di circa il 75% delle specie (vedi).

In questo fenomeno, che per certi versi sembrerebbe in parte essere un ciclo naturale, anche le attività umane hanno il loro ruolo.

Uno studio recente (vedi) mostrerebbe che molti dei vertebrati del mondo stanno sperimentando una forte diminuzione della popolazione e della gamma geografica a causa di minacce legate alla coesistenza con gli uomini che li hanno messi a rischio di estinzione.

I vertebrati più grandi, definiti come megafauna, sono particolarmente vulnerabili: mammiferi, pesci con pinne raggiate, pesci cartilaginei, anfibi, uccelli e rettili sono le categorie colpite e classificate in questo studio.

Cause.

Sarebbe spontaneo immaginare che il principale pericolo a cui sottoponiamo i nostri coinquilini vertebrati sia l’inquinamento, per raggiungere percentuali così preoccupanti: lo studio (vedi) ha registrato che per un totale di 362 specie di megafauna esistenti, il 70% di cui si hanno informazioni sufficienti sta diminuendo e il 59% è in pericolo di estinzione.

Sorprendentemente, è la raccolta diretta di megafauna per il consumo umano di carne o per l’utilizzo di parti dei loro corpi, la più grande minaccia individuale per ciascuna delle classi esaminate e in generale per il 98% (159/162) delle specie a rischio.

Pertanto, ridurre al minimo la caccia e quindi l’uccisione diretta dei vertebrati più grandi del mondo è una strategia di conservazione prioritaria che potrebbe salvare molte di queste specie iconiche e le funzioni e i servizi che forniscono.

Nuovi parametri.

I ricercatori del College of Forestry dell’Oregon State University hanno impostato nuove soglie di grandezza e massa: 100 chilogrammi per mammiferi, pesci ossei e cartilaginei e 40 chilogrammi per anfibi, uccelli e rettili.

Da questi nuovi parametri, più adatti all’attuale presenza animale sul pianeta si è esteso il numero e la diversità delle specie incluse sotto il nome di megafauna, consentendo un’analisi più ampia dello stato e degli effetti ecologici sui più grandi vertebrati del mondo.

Concause

Le previsioni dello studio, inoltre, prevedono che in futuro il 70% delle specie sperimenterà un ulteriore calo della popolazione e il 60% delle specie potrebbe estinguersi.

Oltre alla caccia e alla pesca mirate, bisogna considerare che molti animali vengono uccisi accidentalmente attraverso trappole e soprattutto reti.

A questo si aggiunga il fatto che i diversi habitat sono costantemente minacciati da cambiamento climatico, deforestazione, agricoltura intensiva e inquinamento.

Per evitare l’estinzione sarà anche necessario superare ostacoli culturali: in molti paesi del mondo la megafauna è minacciata dal consumo di parti specifiche del corpo come medicinale o ingrediente prelibato, si pensi alle pinne degli squali, alle ossa di tigre o alle corna dei rinoceronti (vedi).

Le alternative scarseggiano: o saremo in grado di mutare drasticamente le nostre abitudini alimentari e ridurre l’uccisione volontaria e involontaria di grandi vertebrati, o la biodiversità dei nostri ecosistemi subirà una drastica semplificazione.

Fonti.

https://www.wired.it/scienza/ecologia/2019/02/02/sesta-estinzione-massa-perche-preoccuparci/

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/conl.12627

https://www.105.net/news/tutto-news/253658/cina-abolito-il-divieto-di-commercio-di-corni-di-rinoceronte-e-ossa-di-tigre.html

https://www.galileonet.it/2019/02/troppa-carne-animali-estinzione/