Photo by Mathew MacQuarrie on Unsplash

La signora delle ossa: antropologia fisica alla scoperta della storia dei Maya

di Luca Mario Nejrotti

Una donna tedesca ha introdotto in Messico alla fine degli anni ’80 l’approccio dell’antropologia fisica nello studio archeologico delle civiltà mesoamericane.

Un persona fuori dal comune.

Un recente articolo su Nature (vedi) ripercorre le tappe e i traguardi di Vera Tiesler, dell’Autonomous University of the Yucatán, a Mérida in Messico.

La donna, nata in Germania, scoprì il Messico nel 1985 e quella che doveva essere una semplice vacanza divenne la passione di una vita; appassionata di archeologia, laureata in medicina e specializzata in antropologia fisica, ha portato lo studio scientifico delle ossa umane nell’archeologia messicana, raggiungendo una grande autorevolezza accademica che le ha permesso collaborazioni di livello internazionale.

Scolpire il corpo.

Lo studio attento e comparato dei resti ossei permette di ricavare importantissime informazioni sulla storia degli individui. L’archivio osteologico dell’Università dello Yucatan è imponente e il confronto tra le migliaia di campioni fornisce ai ricercatori i dati necessari a ricostruire abitudini, eventi traumatici, storie famigliari e tradizioni.

Un approfondimento interessante della dottoressa  Tiesler riguarda la pratica di modificare la forma del cranio dei bambini. Si tratta di una tradizione che ha paralleli in tutto il mondo nella storia umana. Nel caso dei Maya, la Tiesler ha riscontrato che diverse regioni messicane presentavano fogge craniche specifiche: a pera, cilindriche, allargate… La raccolta di queste informazioni permette di tracciare le origini degli individui, poiché sembra che lo stile fosse trasmesso matrilinearmente.

Nella cultura Maya l’essenza dei bambini era considerata labile e suscettibile di “sfuggire” dalle suture craniche. Foggiare la forma della testa poteva essere un modo per stabilizzare l’essenza del bambino.

La verità nelle ossa.

Se in origine le ossa umane venivano soltanto classificate e descritte per caratteristiche morfologiche, lo studio che viene oggi condotto in Messico e nel mondo è molto più approfondito e permette di avere chiare le patologie antiche, l’alimentazione, lo stile di vita delle persone a cui i resti appartenevano.

È interessante, per esempio, lo studio della Tiesler sui re della dinastia Snake, un’importante lignaggio del periodo “classico” Maya (vedi), che creò una sorta d’impero durato un secolo e mezzo.

I primi re di questa dinastia presentano tutte le caratteristiche di guerrieri, comprese numerose ferite. Al contrario, i re della “decadenza” erano grassi, al limite dell’obesità: uno di loro presentava anche una seria sacralizzazione delle vertebre lombari, patologia potenzialmente invalidante. Le analisi che hanno portato alla luce la verità, quindi, hanno smentito i dipinti propagandistici che, per esempio, mostravano il re intento in intense pratiche sportive.

Sacrifici umani.

Lo studio delle migliaia di campioni ossei ha consentito di rivalutare numerose ferite inizialmente classificate come “incidenti”.

Gli studi portati avanti dalla Tiesler sembrano dimostrare una diffusa pratica di sacrifici umani. Anche se queste teorie non sono universalmente accettate, poiché la concezione tradizionale dei Maya li vedrebbe più come popolo pacifico che sanguinario, le analisi su teschi e casse toraciche sembrano mostrare una grande perizia nell’esecuzione dei sacrifici. Una capacità che sarebbe raggiungibile, secondo la studiosa, solo in seguito a una lunga esperienza e che sarebbe stata al servizio di una spettacolarizzazione del rituale sacrificale, inteso come momento di massima comunione tra il pubblico, i sacerdoti e la divinità.

La pratica chirurgica applicata ai sacrifici, per esempio, avrebbe permesso l’apertura della cassa toracica in vita e l’esposizione del cuore. Addirittura si pensa fosse possibile espiantare il cuore e farlo mordere alla vittima, trasfigurata in divinità, ancora in vita.

 

Si tratta di dettagli macabri che possono fare storcere il naso a chi vede nelle accuse di cannibalismo e violenza portate dai Conquistadores ai Maya, solo la scusa del colonialismo europeo. In realtà l’uomo in tutta la propria storia ha sempre perpetrato forme di tortura estremamente sanguinarie e fantasiose, anche in tempi molto recenti e in questa “gara” non ci sono vincitori.

 

Fonti.

https://www.nature.com/articles/d41586-019-00517-y?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=170ecf7fa0-briefing-dy-20190213&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-170ecf7fa0-43594593

https://it.wikipedia.org/wiki/Maya