Musei coloniali: crescono le richieste di rimpatrio di reperti dai paesi d’origine

di Luca Mario Nejrotti

Un’inchiesta del The Guardian denuncia le pressanti richieste di restituzione di molti reperti custoditi dai musei londinesi ai luoghi d’origine, ma non è un problema inedito nel mondo della museologia.

L’annosa questione.

Periodicamente si torna a parlare di questo problema (vedi): molti musei, in particolare se appartenenti a nazioni colonialiste, fondano la propria attrattiva per il pubblico in modo preponderante su reperti raccolti più o meno legalmente intorno al mondo, e specialmente nei paesi sudditi.

In questo caso sono istituzioni culturali di grande levatura a ricevere richieste di altrettanta caratura: il British Museum e il Natural History Museum, infatti, hanno rifiutato le richieste di Gibilterra per la restituzione dei primi teschi di Neanderthal adulto e del Cile per i resti di un bradipo gigante ormai estinto, e intitolato a Charles Darwin.

Una “guerra” interna.

A volte i reperti non vengono da paesi esotici, ma all’interno della stessa nazione vi sono aspre diatribe: è il caso dei due alari provenienti da un castello in Galles e richiesti indietro al Victoria & Albert Museum di Londra.

E non si tratta di un problema riguardante solo i paesi anglosassoni, da sempre “leggeri” nel dare asilo a opere non oriunde (vedi e vedi): la Francia (vedi) è piena di reperti di origine africana, i musei d’Italia, non soltanto il Museo Egizio di Torino, traboccano di reperti egiziani e mediorientali.

Possesso storico.

A volte il possesso di tali reperti risale a momenti tanto remoti da potersi considerare “storico”, altre volte i paesi d’origine non sono in grado tutt’ora di dare un asilo sicuro ai tesori che fossero restituiti.

Questa è una “scusa” frequente dei musei colonialisti, ma nel caso della Francia e dell’Africa, per esempio, gli esperti si lamentano che nei paesi d’origine in realtà le strutture per l’esposizione ci sarebbero: peccato che il 90% del Patrimonio artistico africano, secondo una relazione commissionata dal Presidente Macron, risieda fuori dall’Africa.

In molti casi, quindi, i paesi d’origine vengono di fatto deprivati di oggetti di grande valore identitario, e di risorse che potrebbero avere una ricaduta economica in ambito turistico.

Il fatto che, poi, la grande maggioranza dei musei non riesca a chiudere in parità di bilancio è un altro discorso.

Falso problema.

In realtà la casistica è così nutrita e variegata da richiedere una disamina che valuti situazione per situazione, contesto dopo contesto, al di là di campagne pubblicitarie ed elettorali: non sempre la restituzione è la migliore delle soluzioni: a volte si possono studiare interventi diversi, come esposizioni temporanee, prestiti e collaborazioni senza dimenticare che il Patrimonio Culturale è alla fine dell’umanità, non di un singolo paese.

Al contrario, ci si dovrebbe più concentrare sul traffico illecito di reperti archeologici tuttora in voga, che alimenta principalmente il settore privato, deprivando quindi l’umanità del suo patrimonio culturale: recentemente sono tornati in Italia dall’Inghilterra 12 importanti reperti, trafugati e finiti nel circuito delle aste private (vedi).

Se i reperti sono stati ottenuti legalmente, sono fruibili per il pubblico degli addetti ai lavori e non, le soluzioni per la condivisione possono essere molteplici. Se invece sono stati rubati e restano capriccio di pochi, allora la perdita è grave e i trasgressori vanno puniti severamente.

Fonti.

https://www.theguardian.com/uk-news/2019/feb/18/uk-museums-face-pressure-to-repatriate-foreign-items?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=d0a336d4aa-briefing-dy-20190219&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-d0a336d4aa-43594593

https://www.theartnewspaper.com/news/give-africa-its-art-back-macron-s-report-says

https://www.theguardian.com/world/2019/jan/10/pyramid-stone-giza-row-egypt-asks-museum-of-scotland-for-papers

https://www.theguardian.com/artanddesign/2018/apr/24/slaver-invader-tour-guide-ugly-truth-empire-uncomfortable-art-tours-alice-procter

https://www.aise.it/modulo-pi%C3%B9-letti/opere-trafugate-bonisoli-a-londra/126731/2