La speranza del pianeta è giovane ed è donna

di Luca Mario Nejrotti

La crisi climatica del pianeta, i danni spesso irreparabili al nostro ecosistema, le ingiustizie sociali, il degrado culturale della storia recente sono sotto gli occhi di tutti, denunciati di volta in volta da scienziati, intellettuali, liberi pensatori, artisti, e, più raramente, da uomini politici fuori campagna elettorale: eppure l’umanità ha bisogno che la realtà le sia spiegata da Greta Thunberg, una ragazzina di sedici anni, per soffermarsi a riflettere sul proprio futuro.

Greta Thunberg.

Greta Thunberg  è una ragazzina svedese salita agli onori della cronaca per avere, nel 2018, lanciato un personale sciopero dalla scuola per protestare contro il governo della propria nazione affinché si adeguasse ai protocolli stabiliti a Parigi sulle emissioni di CO2. Nell’estate 2018 la Svezia venne devastata da un’ondata di caldo e di incendi senza precedenti.

Da allora, Greta, 16 anni, Sindrome di Asperger diagnosticata, studentessa, ecologista, vegana per ragioni politiche e non per moda, sguardo severo e corrucciato con cui si rivolge ai cosiddetti “grandi” della Terra, ha fondato il proprio movimento studentesco “Friday for Future” (vedi), sciopera tutti i venerdì per il clima, partecipa a marce e manifestazioni (vedi) e nel dicembre scorso ha parlato, in Polonia, alla Conferenza COP24 sul clima (vedi) ed è stata da più parti indicata come donna dell’anno in Svezia (vedi).

Lo sguardo di una bambina.

A furia di sentirsi dire che il problema è complesso, l’umanità si è assuefatta a soluzioni ridicole per la tutela del clima: per esempio a Parigi, dove Greta è stata accolta dal Sindaco, l’aria è peggiore che nella vituperata Pechino (ma la Cina è uno dei pochi Stati ad avere davvero abbassato le proprie emissioni inquinanti); qui si aspetta speranzosi la pioggia per abbattere le polveri sottili, senza pensare a dove vanno a finire una volta “abbattute”, e si prescrive agli automobilisti di guidare al di sotto del limite dei 20 km orari.

“Voglio che abbiate paura. E voglio che facciate qualcosa” si rivolge Greta ai politici a Davos, al World Economic Forum Annual Meeting 2019 (vedi).

L’analisi di Greta è impietosa nella sua semplicità ed espone tutta la debolezza intrinseca del sistema economico attuale: “Voi parlate soltanto di un’eterna crescita economica verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di andare avanti con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Anche questo fardello lo lasciate a noi bambini. A me non interessa essere popolare. A me interessa solo la giustizia climatica e la vita del nostro pianeta. La nostra civiltà viene sacrificata perché un pugno di persone possa continuare a guadagnare enormi quantità di denaro. La biosfera è sacrificata perché i ricchi in paesi come il mio possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. […] Se è impossibile trovare soluzioni all’interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema.” (vedi)

Non solo Greta.

In Europa e negli Stati Uniti, il fenomeno si sta allargando. Migliaia di giovani protestano pretendendo dai decisori politici azioni concrete per la salvaguardia del loro futuro, Anuna De Wever, 17 anni, e Kyra Gantois in Belgio, la 22enne tedesca Luisa Neubauer e la 13enne statunitense Alexandria Villasenor, sono solo altre giovani leader del movimento ecologista che guidano una protesta pacifica ma agguerrita (vedi).

Quindi non si tratta soltanto di una Giovanna D’Arco, facilmente strumentalizzabile e neutralizzabile, ma auspicabilmente di un movimento generazionale.

Intanto, il 15 marzo è prevista una grande manifestazione a livello globale, con sciopero degli studenti in protesta contro le attuali politiche per l’ambiente, a cui hanno aderito almeno 89 nazioni (con più di 100 appuntamenti in Italia, vedi).

I “grandi” cambieranno la propria agenda per loro? Forse non più di tanto, al di là dei fenomeni mediatici, ma per il pianeta può darsi ci sia ancora speranza se le nuove generazioni cresceranno con questa sensibilità. Se non altro, il tempo dei “grandi” diminuisce sempre di più.

Fonti.

https://www.fridaysforfuture.org/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Attivista-ambiente-Greta-Thunberg-eletta-donna-anno-dai-giornali-svedesi-5ac89a0a-6b02-48d7-9201-e89fc1a48b01.html?refresh_ce

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Il-futuro-comincia-qui-migliaia-di-giovani-in-piazza-per-il-clima-alla-marcia-di-Greta-Thunberg-a-Parigi-8cbcdfad-157d-4105-91c1-073d63a87f42.html#foto-1

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-12-16/climate-change-polonia-faticoso-patto-applicare-l-accordo-parigi–124830.shtml?uuid=AEwotv0G&refresh_ce=1

https://www.quotidianopiemontese.it/2019/02/21/mercalli-invita-gli-studenti-allo-sciopero-mondiale-per-il-clima-del-15-marzo-fridaysforfuture/

https://www.agi.it/estero/friday_future_leader-5122436/news/2019-03-11/