La salute degli adolescenti è un problema globale

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Quello della salute degli adolescenti è un tema che per molto tempo è stato trascurato o analizzato nell’ambito di categorie demografiche più ampie. Invece, questa fascia di età presenta delle caratteristiche peculiari – da un punto di vista sia fisico che psicologico – che impattano sull’evoluzione di molti aspetti della vita adulta. Caratteristiche che di recente sono state prese in esame da un rapporto pubblicato dal Lancet, in cui sono state analizzate le traiettorie di salute degli adolescenti di tutto il mondo nel periodo di tempo compreso tra il 1990 e il 2016 (1). I risultati mostrano che, nonostante la prevalenza di alcune patologie sia diminuita, in molti casi sono aumentate le disuguaglianze a livello globale, così come la diffusione di diversi fattori di rischio.

“L’adolescenza è una fase della vita durante la quale i modelli di crescita, sviluppo e comportamento mettono le fondamenta per la salute degli anni successivi e delle prossime generazioni”, scrivono gli autori dello studio. Ciò è di particolare importanza in un momento storico in cui gli individui appartenenti a questa classe di età sono più numerosi che mai: nel 2016 il numero di persone di età compresa tra i 10 e i 24 anni è risultato pari a circa 1,8 miliardi e, specie nei Paesi a basso reddito, in continua crescita (2). Non è un caso, quindi, se nel 2015 le Nazioni Unite hanno ampliato il programma Every Woman, Every Child per includere anche gli adolescenti, dando vita alla cosiddetta Global Strategy for Women’s, Children’s, and Adolescents’ Health (3).

Questa ha in primo luogo messo in evidenza la necessità di ottenere delle evidenze scientifiche attendibili. Infatti, in molti casi “la scarsa qualità e tempestività dei dati – scrivono gli autori – ha costituito una barriera al progresso in questo settore”. Per esempio, spesso le informazioni disponibili mostrano delle lacune relative a specifici gruppi di soggetti, come quelli più giovani (età compresa tra i 10 e i 14 anni), quelli che non frequentano la scuola e i maschi in generale (4). Per queste ragioni nel 2016 il Lancet aveva istituito una commissione ad hoc sulla salute e il benessere degli adolescenti, la quale ha definito un set di 12 indicatori principali utili a monitorare questi aspetti e definiti sulla base della qualità e copertura dei dati (5). “Hanno permesso di cogliere l’onere di malattia, i fattori di rischio e i determinanti sociali della salute durante l’adolescenza”, scrivono gli autori.

Proprio da questi indicatori sono partiti per analizzare l’evoluzione della salute degli adolescenti dal 1990 al 2016. In particolare i ricercatori hanno integrato i dati relativi a 195 Paesi, provenienti dal Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study 2016 e da altri database, focalizzandosi su tre aspetti fondamentali della salute attuale e futura degli adolescenti: gli outcome di salute, per esempio in merito alle patologie trasmissibili e non trasmissibili, quella legate alla maternità e ad infortuni; i rischi per la salute, come il fumo, l’abuso di alcol, il sovrappeso e l’anemia; i determinanti sociali della salute, come il tasso di fertilità, l’educazione secondaria, la prevalenza di giovani che non studiano, che non lavorano e che non sono in formazione (i cosiddetti NEET). 

I risultati hanno messo in evidenza una transizione, in riferimento al periodo di tempo analizzato, sia demografica sia epidemiologica. Da un lato, il numero di adolescenti (età compresa tra 10 e 24 anni) è fortemente aumentato, passando da 1,53 miliardi del 1990 a 1,8 miliardi nel 2016, mentre dall’altro è diminuito il numero di Paesi classificati come “multi-burden” a causa dei molti problemi che affliggono la popolazione, dalla presenza di malattie infettive a quella di malattie non trasmissibili, dalla povertà al basso livello di scolarizzazione. Tuttavia la transizione demografica ha fatto sì che, anche se il numero di Paesi multi-burden è diminuito, quello degli adolescenti che vivono in questi contesti è invece aumentato: nel 2016 erano circa 250 milioni in più rispetto al 1990.

“I giovani che vivono in questi Paesi (che si trovano quasi tutti nelle aree dell’Africa sub-sahariana e del Sud dell’Asia) vanno incontro a un tasso maggiore di patologie sia trasmissibili che non trasmissibili”, sottolineano Helen A. Weiss e Rashida A. Ferrand, autrici di un editoriale di commento su Lancet. In particolare, nei Paesi multi-burden a essere lasciate indietro sono le giovani donne. “Queste tendono ad avere outcome di salute peggiori rispetto agli uomini negli stessi Paesi e, se messe a confronto con maschi e femmine di altri Paesi, presentano l’incremento maggiore nella diffusione dei comportamenti a rischio e la più alta prevalenza di anemia, NEET, gravidanze giovanili e matrimoni precoci”.

“Questo studio – sottolineano le due ricercatrici – rappresenta una chiamata all’azione basata sulle evidenze per chiunque si occupi di salute globale”. In primo luogo, i 12 parametri individuati dalla commissione del Lancet identificano importanti outcome di salute, fattori di rischio e determinanti che possono essere utilizzati come punti di partenza per lo sviluppo di policy e programmi. In seconda istanza, i risultati evidenziano la necessità di concentrarsi su interventi di screening e counseling e di passare da un modello che prende in considerazione un singolo problema di salute alla volta a uno che integri strategie di prevenzione, diagnosi e trattamento in programmi di intervento ad ampio raggio. Infine – concludono Weiss e Ferrand – “il rapporto mette in luce il bisogno di sviluppare strategie intersettoriali, in cui gli investimenti in ambito sanitario siano accompagnati da altri nei settori dell’educazione, dell’economia e del sociale”.  

 

Bibliografia

  1. Azzopardi PS, Hearps SJC, Francis KL, et al. Progress in adolescent health and wellbeing: tracking 12 headline indicators for 195 countries and territories, 1990–2016. The Lancet 2019; 393: 1101-18.
  2. Sawyer S, Azzopardi PS, Wickremarathne D, Patton G. The age of adolescence. Lancet Child Adolesc Health 2018; 2: 223-28.
  3. Temmerman M, Khosla R, Bhutta ZA, Bustreo F. Towards a new global strategy for women’s, children’s and adolescents’ health. BMJ 2015; 351: h4414.
  4. Santelli J, Haerizadeh S, McGovern T. Inclusion with protection: obtaining informed consent when conducting research with adolescents. Firenze: UNICEF Office of Research, Innocenti, 2017.
  5. Patton GC, Sawyer SM, Santelli JS, et al. Our future: a Lancet commission on adolescent health and wellbeing. Lancet 2016; 387: 2423-78.