Trapianto di feci: le nuove prospettive impongono nuove regole

di Luca Mario Nejrotti

Il trapianto di feci è una terapia sempre più diffusa e la cui importanza è sempre più accettata nella comunità scientifica. Mentre la ricerca vaglia nuove applicazioni, l’industria farmaceutica cerca nuove forme di profitto.

Una battaglia in corso.

Le industrie farmaceutiche si preparano ad aggiornare al XXI secolo il concetto che “pecunia non olet”: i soldi non hanno odore.

Negli Stati Uniti, infatti, è al vaglio la decisione se classificare il trapianto di feci tra i trapianti d’organi o tra le terapie farmacologiche.

Il primo caso vedrebbe un approccio che favorirebbe i pazienti, sottraendo le feci alle leggi di mercato, il secondo, al contrario, sosterrebbe l’industria.

Le pressioni sarebbero già in atto da entrambe le parti: tre ditte farmaceutiche, Rebiotix, Seres Therapeutics e Vedanta Biosciences, hanno raccolto decine di milioni di dollari dagli investitori e recentemente hanno costituito un’associazione per far lobby e promuovere i propri interessi presso la Food and Drugs Administration (vedi).

Terapia.

Attualmente il trapianto di feci è utilizzato negli Stati Uniti per il trattamento delle patologie generate dal disequilibrio del microbiota intestinale (vedi), in particolare, ottimi risultati sembrano essere stati ottenuti nel ribilanciare gli organismi in cui una radicale terapia antibiotica abbia permesso lo sviluppo incontrollato di Clostridium difficile (vedi).

Una potenziale miniera d’oro.

Secondo la società di analisi GlobalData, il mercato delle terapie farmacologiche per Clostridium difficile potrebbe raggiungere 1,7 miliardi di dollari entro il 2026, visto l’aumento vertiginoso di questa patologia dovuto all’utilizzo eccessivo di antibiotici, che lascia i pazienti più vulnerabili all’infezione.

Ispirati dal successo dei trapianti fecali per C. diff, gli scienziati stanno lavorando per sviluppare trattamenti simili per una serie di disturbi e malattie, tra cui obesità, autismo, colite ulcerosa, malattie di Alzheimer e Parkinson.

“Il microbioma ha il potenziale per cambiare il modo in cui guardiamo e curiamo le malattie” sostiene Lee A. Jones, amministratore delegato di Rebiotix, e al di là dell’entusiasmo commerciale, sicuramente si tratta di un campo di studio molto stimolante.

OpenBiome.

Nel 2012 è stata fondata OpenBiome (vedi), la banca di feci senza scopo di lucro che ora fornisce la maggior parte della materia fecale per i trapianti negli Stati Uniti. Negli ultimi dieci anni, decine di migliaia di americani con C. diff sono stati curati attraverso trapianti fecali, spesso con una singola dose che può riportare i pazienti dall’orlo della morte. Il trattamento ha una percentuale di successo superiore all’80%, secondo diversi studi, e molti pazienti si sentono meglio entro poche ore dal ricevimento della procedura, che di solito viene somministrata mediante colonscopia o capsule contenenti materia fecale essiccata.

Il F.D.A. non ha formalmente approvato la terapia ma ha sospeso l’applicazione delle sue regole restrittive per i pazienti che hanno fallito la terapia antibiotica.

Futuro incerto.

Il materiale proviene da donatori che guadagnano $ 40 al campione e che devono superare screening intensivi e controlli medici regolari. “È più difficile diventare donatori di feci che entrare nel M.I.T.”, ha detto Carolyn Edelstein, che gestisce l’organizzazione.

Ma OpenBiome e altre banche di feci stanno affrontando un futuro incerto. Le compagnie farmaceutiche, che hanno lottato per incanalare i pazienti negli studi clinici richiesti per l’approvazione delle F.D.A., vorrebbero che i funzionari federali limitassero la capacità delle banca fecali di distribuire la materia fecale nella speranza che più pazienti si iscrivano ai loro studi.

La F.D.A. nel frattempo ha incrementato la supervisione della produzione di OpenBiome, portando a test più rigorosi e prezzi più alti, che raddoppieranno a $ 1,600 questo mese; non dimentichiamo che finché non ci sarà una parola definitiva e ufficiale sul tema da parte della F.D.A., molte compagnie assicurative non daranno la copertura necessaria al trattamento.

 

Fonti.

https://www.nytimes.com/2019/03/03/health/fecal-transplants-fda-microbiome.html?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=f10535d803-briefing-dy-20190304&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-f10535d803-43594593

https://it.wikipedia.org/wiki/Clostridium_difficile

https://www.openbiome.org/home