Insonnia: il problema del nostro tempo

di Luca Mario Nejrotti

È in libreria “I tre fratelli che non dormivano mai” il libro di Giuseppe Plazzi professore di Neurologia presso l’Università di Bologna, dove dirige il Centro per i disturbi del sonno, che tra narrazione e divulgazione porta il lettore a fare chiarezza su un argomento delicato, fornendo anche indicazioni su come affrontarlo, preferibilmente senza ricorrere ai farmaci.

Disturbi comuni.

L’insonnia, o, forse meglio, i disturbi del sonno, sono un problema comune a circa una persona su tre, probabilmente in gran parte legato a ritmi di vita sbagliati e deleteri, sia sul lavoro, sia durante il tempo libero e le attività di relazione sociale.

Ciò che traspare dal lavoro del professor Plazzi (vedi) è che la percezione di questo genere di problemi è molto personale e difficile da comunicare.

Chi lamenta una grave insonnia a volte ha difficoltà ad addormentarsi che durano poco rispetto a quanto percepito soggettivamente.

Effetti negativi.

Con questo la qualità del sonno non deve essere presa sotto gamba: la mancanza o la cattiva qualità del sonno pongono sotto stress il sistema cardiovascolare, provocandone una continua stimolazione, causando una maggiore frequenza cardiaca e facendo sì che la pressione arteriosa sistemica non cali durante il sonno.

Inoltre, la restrizione di sonno fa ingrassare e riduce la sensibilità all’insulina, predisponendoci a livelli più alti di glicemia.

Abbiamo poi già affrontato i danni alla memoria, all’attenzione (vedi e vedi): la privazione di sonno riduce la nostra concentrazione e la capacità di creare collegamenti o ricordare le cose, ci sentiamo più stanchi, più depressi, più irritabili, più distratti.

Norme di buona condotta.

L’insonnia è “una condizione caratterizzata dalla sensazione di un sonno notturno compromesso da difficoltà a iniziarlo e/o da durata, continuità o qualità insoddisfacenti e tali da compromettere in qualche modo il funzionamento durante le ore diurne”.

Tale condizione, per essere patologica, si deve verificare nel caso sussistano condizioni favorevoli a un buon sonno, sia ambientali sia psicologiche: la privazione di sonno, causata dai nostri comportamenti sbagliati, dalle cattive abitudini o da necessità lavorative, non causa necessariamente un’insonnia. Una volta ripristinato un normale ritmo sonno-veglia – collocando quando possibile il sonno nelle più propizie ore notturne – i disturbi legati alla cattiva qualità di un riposo disordinato scompaiono.

Prima di ricorrere alla terapia farmacologica occorre una corretta informazione sull’opportunità di rispettare alcune regole di “igiene del sonno” che ci mettano in condizione di godere di un sonno notturno di qualità.

Soffrire di insonnia rischia di fatto di innescare comportamenti notturni quasi rituali che tendono a peggiorare il disturbo, come l’uso della mascherina o dei tappi nelle orecchie, che a volte può generare ansia nell’insonne invece che aiutarlo.

Altri consigli utili sono: evitare di coricarsi quando siamo allo stremo della forze; essere molto regolari negli orari e nel periodo trascorso a letto, che in ogni caso non deve mai essere troppo lungo; non dobbiamo trascorrere troppo tempo tra le coperte al mattino; i risvegli notturni non devono essere stimolati o allungati artificialmente per esempio accendendo e consultando il cellulare o il computer.

Si tenga comunque presente che il fabbisogno di sonno cambia da individuo a individuo e si modifica nel corso della vita, e questo significa che non esiste un numero di ore minimo per un sonno soddisfacente, anche se generalmente il limite minimo di 6 ore è una norma estensibile a oltre l’80% della popolazione adulta. L’igiene del sonno, ed eventualmente una terapia cognitivo-comportamentale nei casi in cui si renda necessaria, sono approcci corretti, spesso risolutivi, e comunque integrati a qualsiasi trattamento farmacologico venga somministrato. Affidarsi da subito, peggio ancora se di propria iniziativa, a una terapia farmacologica conduce infatti spesso a un uso cronico di farmaci e talora anche a un abuso.

Fonti.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/03/10/perche-linsonnia-e-il-male-del-nostro-secolo-e-come-venirne-a-capo/41361/