L’inquinamento in Europa causa più morti del tabagismo: uno studio rivela dati allarmanti

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie non trasmissibili sono la maggiore causa di decessi in tutto il mondo, specialmente patologie cardiovascolari, tumori, diabete e malattie polmonari croniche. Solo in Europa, le malattie cardiovascolari rappresentano il 45% del tasso di mortalità.

Tra i ben noti fattori di rischio associati a queste malattie, come tabacco, ipertensione e dieta inadeguata, di gran lunga prevenibili, fattori ambientali, specialmente l’inquinamento atmosferico, sono altamente rischiosi per la salute e sono stati ampiamente sottostimati dal Global Burden of Disease (GBD). Tuttavia, sono presenti in letteratura evidenze di una relazione causale fra l’esposizione a particelle inquinanti di diametro inferiore a 2.5 µm e morbidità e mortalità cardiovascolare.

Sebbene la pericolosità dell’inquinamento sia ampiamente conosciuta, notizie sconcertanti arrivano da una recente ricerca scientifica pubblicata sull’European Heart Journal. Dallo studio, infatti, è emerso che il numero di morti premature provocate dall’inquinamento atmosferico è il doppio rispetto alle stime precedenti. Ciò significa che l’aria inquinata miete più vittime del tabagismo.

Per aggiornare le stime di mortalità per malattie cardiovascolari associate all’inquinamento, i ricercatori hanno applicato le recenti funzioni relative ai coefficienti di rischio all’interno di un nuovo Global Exposure Mortality Model (GEMM) che ha considerato 41 studi di coorte in 16 Paesi. Sono stati impiegati, inoltre, un database e una gamma di esposizioni più estese rispetto al GBD del 2015. Le funzioni sono relative al coefficiente di rischio in base alla concentrazione d’inquinamento, all’età della popolazione e alla posizione geografica. L’applicazione di questi dati al modello di calcolo dell’inquinamento, in combinazione con i dati della popolazione e i tassi di mortalità di riferimento forniti dalla WHO, ha rilevato un eccesso nei tassi di mortalità riferiti a cinque categorie di patologie (malattia delle basse vie respiratorie, malattia polmonare ostruttiva cronica, tumore ai polmoni, patologia ischemica cardiaca, e patologia cerebrovascolare associata all’infarto).

Grazie a questa metodologia, i ricercatori hanno stimato che circa 800.000 persone muoiano prematuramente ogni anno in Europa a causa dell’aria tossica, e che ogni vita è accorciata, in media, di oltre due anni. Il danno alla salute causato dall’inquinamento atmosferico nel nostro continente è superiore alla media globale. La sovrappopolazione e la scarsa qualità dell’aria producono un’esposizione tra le più alte al mondo.

Le stime dei decessi sono significativamente variabili tra i diversi Paesi europei: in Germania ci sono stati 154 decessi prematuri ogni 100.000 persone, con una riduzione dell’aspettativa di vita media di 2,4 anni, mentre nel Regno Unito si sono verificati 98 decessi ogni 100.000 e una riduzione dell’aspettativa di 1,5 anni.

“In prospettiva, questo significa che l’inquinamento atmosferico causa più morti all’anno rispetto al tabagismo” ha affermato Thomas Münzel, professore presso il Centro Medico Universitario di Mainz in Germania e co-autore del nuovo studio. “Il fumo è evitabile, ma l’inquinamento atmosferico non lo è.”