Rischio cancro: paragonare fumo e alcol può aiutare soprattutto le donne a capire il rischio reale di un consumo moderato

di Mario Nejrotti

Il 27 marzo su Europatoday è comparso l’articolo, che titolava,“l’alcol provoca il cancro” e continuava  spiegando che l’Irlanda corre ai ripari e pensa ad una campagna nazionale di educazione sanitaria, con avvisi su tutte le etichette di alcolici, alla maniera di quelle sui prodotti contenenti tabacco. Naturalmente l’industria dell’alcol, che in Irlanda è importante anche per l’economia nazionale, è subito insorta dichiarando che esso non è come il tabacco e che quindi demonizzarne il consumo, soprattutto moderato, non è corretto.

Anche in Italia basta aprire una qualunque pagina di Google, alla voce  Italia, bere moderato  per comprendere la tendenza culturale.

Il “bere consapevole e il bere meno” sono considerati innocui e salutari, manifestazioni di buon gusto, eleganza e di una tradizione antica, a salvaguardia di un prodotto made in Italy ,che ci fa conoscere in tutto il mondo.

Ma un articolo pubblicato su BMC, pioniere della “open access publishing”, riporta le conclusioni di una ricerca dell’Università di Southampton e della Fondazione NHS, che sembra chiarire un rapporto diretto tra il consumo moderato di alcol e il rischio assoluto di cancro.

L’interesse di questa ricerca sta, oltre all’aver paragonato il rischio nei due generi, anche nell’averlo quantificato attraverso una comparazione con quello legato al fumo di sigarette.

Infatti, i ricercatori, consci che il grande pubblico stenta a collegare l’aumento del rischio assoluto di cancro con il consumo moderato d’alcol, mentre sono più attenti a questo rapporto per il consumo moderato di tabacco, hanno creato “un equivalente sigaretta del danno da cancro” per i consumatori d’alcol.

Dalle stime effettuate risulta che: una bottiglia di vino alla settimana comporta un aumento del rischio assoluto di cancro per i non fumatori dell’1,0% negli uomini e dell’1,4% nelle donne.

L’aumento assoluto complessivo del rischio di cancro per una bottiglia di vino alla settimana è pari, nei soggetti non fumatori, a cinque sigarette alla settimana negli uomini e a dieci alla settimana nelle donne.

Le differenze di genere derivano da livelli di consumo moderato che portano ad un rischio assoluto dello 0,8% in più nel cancro al seno nelle donne non fumatrici.

L’utilità di questo lavoro sta nel avere indicato uno strumento concreto ed obiettivo per rendere consapevoli, soprattutto le donne, del rischio associato al consumo moderato d’alcol, che invece sembra essere decolpevolizzato nell’opinione comune.

Usando come parametro obiettivo il consumo moderato di sigarette, probabilmente si riuscirebbe ad avere un maggiore ascolto sia dalle donne che dagli uomini, il cui rischio, se pur minore è concreto. Si avrebbe una maggiore possibilità di prevenzione soprattutto in quei tumori  legati nella loro genesi al consumo di sostanze voluttuarie.

Trasformare le dosi d’alcol in sigarette sembra colpire molto di più la fantasia e quindi avrebbe maggiori potenzialità di successo.

Anche in Italia, con il continuo aumento del consumo di alcol,  soprattutto tra i giovani  riuscire a dare la corretta prospettiva del rischio tumorale potrebbe ottenere una riduzione della prevalenza di questa malattia nel suo complesso.

 

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