Congresso Fondazione Castagnola: cronaca di un successo annunciato

di Patrizia Biancucci

È stato Nicola Perrini, presidente e anima della Fondazione Castagnola, a inaugurare il 63° congresso, nella stessa Montecatini Terme dove ben 34 anni fa aveva iniziato la sua attività, con la partecipazione di oltre 600 odontoiatri, igienisti e assistenti che hanno riempito le tre sale congressuali.

Nicola Perrini

Partendo dalla propria esperienza sulle infezioni in Endodonzia e Parodontologia, Perrini ha presentato una brillante relazione tra storia e scienza, portando la platea lungo un viaggio dagli albori della medicina orale fino alle contraddizioni dei giorni nostri sulle nuove ipotesi di trattamento. Su questo concetto del conoscere la Storia per saper interpretare il presente e tenersi pronti per il futuro, si sono basate le affascinati relazioni di Gianfranco Vignoletti e Alberto Fonzar: evoluzione attraverso i decenni dell’Odontoiatria, in particolare dell’Endodonzia, il primo e della Parodontologia il secondo. Tutti sanno che l’endodonzia ha fatto passi da gigante, soprattutto con l’aiuto delle moderne tecnologie, ma c’è da chiedersi quanto questa mentalità “conservativa” del dente naturale si scontri al giorno d’oggi con la dilagante Implantologia, salvo che il dentista riesca a far capire alle persone, che spesso vogliono tutto e subito, quanto sia importante mantenere i propri denti anziché bypassare le terapie endodontiche ricorrendo anzitempo alla sostituzione implantoprotesica.

Agostino Scipioni

Che vada accuratamente valutata caso per caso è stato ribadito da Agostino Scipioni, soprattutto nell’implantoprotesi in siti ad alta valenza estetica dove applica da anni un approccio rigenerativo sistematico (Edentulous site enhancement) partendo dalle caratteristiche del sito ideale: volumi ossei, tessuti muco-gengivali, livelli e forma delle papille interprossimali, linea muco-gengivale, bozze radicolari, restauro protesico idoneo, mantenimento a lungo termine (compliance del paziente).

Alberto Fonzar

Piuttosto scettico rispetto alla Evidence Based Medicine, Alberto Fonzar che ha fatto ripercorrere i passi più importanti della Parodontologia, dalla scoperta dei batteri responsabili della malattia negli anni ’60, alla loro qualità piuttosto che alla quantità, quindi l’importanza dell’igiene orale, passando dalla “levigatura a specchio” (inefficace sulle forcazioni molari compromesse) alla chirurgia parodontale con lembo d’accesso o terapia resettiva. Dal momento che entrambe guariscono con riparazione, la domanda che sorge spontanea è: Quale la migliore? Non c’è evidenza scientifica – dice Fonzar- perché i risultati clinici sono simili, anche a lungo termine, e non sembrano correlati al tipo di terapia, è imprevedibile! Denti considerati persi possono rimanere anche anni. Dunque cosa abbiamo imparato? Abbiamo avuto visione meccanica, forse è meglio pensare al microbioma che può essere alterato da altri fattori: quindi dobbiamo agire sull’Immunità. La Parodontite, considerata una malattia infettiva è sempre di più malattia infiammatoria. Riguardo i Probiotici non c’è evidenza scientifica”. La conclusione è stata che siamo passati dalla Terapia della malattia alla Terapia del malato.

Ugo Covani

Sulla stessa linea Ugo Covani, che ha sbalordito gli Igienisti con la sua relazione di approfondimento su Microbiota e Microbioma: l’idea di combattere i batteri per distruggerli è oggi una metodica obsoleta, perché in realtà il nostro organismo vive in simbiosi con i microorganismi e dunque la vera sfida è capire quando e perché iniziano a nuocere alla salute. Dunque no alle terapie reattive che mirano alla distruzione dei batteri, si a quelle proattive per creare un equilibrio nel nostro organismo, ricordando che siamo umani solo al 10%, in quanto il restante 90% del nostro corpo è fatto proprio dai microrganismi. In questo contesto, sebbene l’intestino sia al primo posto per quanto riguarda l’armonia tra il nostro organismo e i batteri, è oggi indubbio che al secondo posto vi è la bocca ed è attraverso la conoscenza di questa relazione che passa oggi il nuovo paradigma di prevenzione e di cura della salute orale.

Marco Brady Bucci

Marco Brady Bucci ha saputo trasmettere alle Assistenti l’importanza del loro ruolo nell’acquisizione del Consenso Informato, spiegando in modo chiaro la necessità di passare dall’Analogico al Digitale, attraverso una curva apprendimento che prevede la formazione. L’informativa la dà il medico per poi passare all’assistente che fa firmare il Consenso scritto o videoregistrato, personalizzato, includendo che il paziente  rifiuta alternative terapeutiche, con l’aggiunta della copertura assicurativa.

Stefano Bottacchiari

Nel programma dedicato agli odontoiatri non possono essere dimenticati Stefano Bottacchiari, che ha parlato degli intarsi in composito,

Mario Semenza

e Mario Semenza con la sua relazione “Preparazioni verticali vs preparazioni orizzontali”, focalizzata sulle tecniche analogiche contrapposte a quelle digitali, per poi decidere quale strada percorrere.

da sinistra Alberto Fonzar e Nicola Perrini

Insomma il Castagnola, cullato dal sole primaverile della Toscana, ha permesso di ritrovare vecchie e nuove amicizie con momenti di relax e appuntamenti di lavoro in una realtà studiata per dare un concreto aggiornamento su nuove metodiche, ma soprattutto per realizzare un vero confronto tra professionisti di tutte le età. E mentre i ricordi del “come eravamo” scorrono anche attraverso le vecchie foto che mostrano i primi passi degli opinion leader di oggi, ritroviamo la consapevolezza del lungo percorso fatto dall’Odontoiatria a partire dagli anni ’80 fino alle suggestive sfide dei giorni nostri.