L’identikit di un no-vax: uno studio rivela chi c’è dietro i commenti anti-vaccinisti sui social

Il movimento no-vax si sta rivelando una problematica che affligge profondamente il nostro Sistema Sanitario Nazionale e quello di ogni parte del mondo mettendo a repentaglio moltissime vite, soprattutto quelle dei bambini. A causa della sua incessante divulgazione di informazioni scientificamente inesatte, arreca confusione e soprattutto dubbio nelle menti dei cittadini riguardo argomenti sui quali la scienza ha investito anni di ricerche, e continua a farlo ancora oggi.

Come durante le elezioni politiche, i sostenitori del movimento anti-vaccinista cercano di accaparrarsi più “voti” possibile da parte della popolazione globale sfruttando il più disparato assortimento di mezzi, tra libri, volantini, petizioni e divulgazione di articoli di fondamento tutt’altro che scientifico. Tuttavia, la metodica più utilizzata, poiché più rapida, per attrarre l’attenzione su di sé è sempre la stessa: i social media. Le piattaforme social, infatti, sono gremite di attivisti no-vax, essendo questo il mezzo principale di divulgazione delle loro informazioni fuorvianti.

Ma chi sono in sostanza questi “leoni da tastiera”? A scoprirlo è stata una ricerca svolta dall’organizzazione pediatrica Kids Plus Pediatrics di Pittsburgh, Pennsylvania in collaborazione con il Center for Research on Media, Technology, and Health dell’Università locale. Per promuovere la vaccinazione dei bambini contro il Papillomavirus, il team di pediatri americani ha realizzato e pubblicato un video sulla pagina Facebook dell’organizzazione. Nel giro di pochi minuti, si sono susseguite decine e decine di commenti anti-vaccinisti, con tematiche quali la sfiducia nei confronti della comunità scientifica, le preoccupazioni sulla libertà personale, i rischi percepiti sulla sicurezza dei vaccini, e la convinzione che le compagnie governative e farmaceutiche facessero parte di una cospirazione per nascondere le informazioni reali.

Per investigare su chi ci fosse dietro questi attacchi gratuiti, ha preso il via un lavoro durato oltre due anni in cui i ricercatori dell’Università di Pittsburgh hanno analizzato un campione casuale di circa 200 commentatori per capire meglio le persone dietro i post e ulteriori informazioni pubblicamente disponibili, come inclinazioni politiche e appartenenza ad altri gruppi. Dallo studio è emerso che la maggior parte dei commentatori erano madri e le preferenze politiche del campione analizzato erano a favore di fazioni tra loro opposte. Inoltre, i commentatori erano distribuiti in 36 stati e 8 Paesi, come California, Texas, Oregon e Australia, sono caratterizzati da un sentimento anti-vaccinista molto accentuato.

L’analisi ha messo in luce il fatto che l’attacco attraverso i social network era stato organizzato in gruppi chiusi contrari ai vaccini presenti su Facebook, in cui i membri devono essere approvati prima di poter entrare. Gli esperti hanno affermato che, insieme ai dati forniti dai ricercatori, questa informazione fornisce la prima analisi sistematica di come gli attivisti no-vax coordinino una campagna di social media dannosa.

“Tutto questo ha creato un effetto agghiacciante” ha affermato Erica DeWald, direttore delle azioni di sensibilizzazione per Vaccinate your Family. “A causa di questi giudizi falsi e negativi, un neo genitore che cerca di trovare il miglior fornitore di cure per suo figlio potrebbe perdere l’occasione di trovare un medico davvero eccezionale.”

L’esercizio pediatrico della Kids Plus Pediatrics, che cura circa 20.000 pazienti, ha raccolto le informazioni ottenute dalla ricerca per creare un network di risposta rapida a favore delle vaccinazioni utile ai clinici e a chiunque pubblichi informazioni pro-vaccini per combattere le campagne anti-vacciniste sui social media.