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Insulina: la pillola a guscio di tartaruga al posto delle iniezioni

di Luca Mario Nejrotti

Uno degli aspetti più fastidiosi delle terapie d’insulina è la necessità delle periodiche iniezioni. Una ricerca ha cercato una soluzione diversa al problema.

Problemi di “consegna”.

La ricerca di una possibile formulazione orale della terapia insulinica è materiale per la storia della medicina: il problema principale è che la pratica delle iniezioni giornaliere è la principale causa della scarsa aderenza alla terapia. A propria volta, questa negligenza può avere serie ripercussioni sull’organismo, come indebolimento della vista e danni renali.

La terapia orale è sempre stata ostacolata dalle caratteristiche stesse dell’insulina: essa è una molecola proteica di grandi dimensioni che deve entrare nel flusso sanguigno per poter svolgere il proprio ruolo. Il primo ostacolo è lo stomaco, dove la molecola potrebbe essere degradata e poi il filtro delle pareti dell’intestino tenue, troppo fine per le dimensioni dell’ormone.

La ricerca.

Finora (vedi) gli studi, anche promettenti, prevedevano di inserire la molecola in capsule gastroresistenti riempite di colina e acido geranico. Superato lo stomaco la capsula si scioglie e il liquido trasporta l’insulina oltre le pareti dell’intestino.

La sperimentazione in laboratorio e sugli animali aveva dato risultati promettenti, ma un team di ricercatori dell’MIT ha ideato una soluzione diversa.

Una via di mezzo tra iniezione e terapia orale: una capsula contenente un microago, in grado di iniettare nelle pareti dello stomaco la quantità prescritta di ormone (vedi).

La tartaruga leopardo.

La difficoltà a cui fare fronte era la necessità di far sì che la capsula si disponesse sempre nella posizione corretta. Lo scopo è stato raggiunto ispirandosi al carapace piramidale della tartaruga leopardo (vedi), che consente all’animale di tornare alla posizione corretta dopo un ribaltamento.

Il team ha creato un applicatore ingestibile, su scala millimetrica, che si orienta autonomamente per interagire con il tessuto gastrointestinale. Qui distribuisce aghi costituiti da ingredienti farmaceutici attivi direttamente attraverso la mucosa gastrica evitando la perforazione.

Il sistema è semplice nella sua ideazione, ma ha richiesto un altissimo livello di microingegneria nella realizzazione: i microaghi sono costituiti di insulina liofilizzata, attaccati a una molla compressa trattenuta da un disco di zucchero. Quando la capsula viene ingerita, lo zucchero si scioglie, rilasciando la molla e iniettando il farmaco.

I test in vivo hanno dimostrato che ratti e suini sopportano con sicurezza l’applicatore e, utilizzando l’insulina come farmaco modello, che l’applicatore fornisce quantità di ingredienti farmaceutici attivi paragonabili a quelli ottenuti con la somministrazione sottocutanea di microaghi, vale a dire, ad esempio, il cerotto, già impiegato per alcuni trattamenti del diabete (vedi).

Fonti.

https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/06/26/pillole-insulina-diabete/

https://en.wikipedia.org/wiki/Leopard_tortoise

https://www.galileonet.it/insulina-pillola-tartaruga/?utm_campaign=Newsatme&utm_content=Insulina%3A%2Buna%2Bpillola%2Ba%2Bforma%2Bdi%2Btartaruga%2Bsostituir%C3%A0%2Ble%2Biniezioni%3F&utm_medium=news%40me&utm_source=mail%2Balert

http://science.sciencemag.org/content/363/6427/611

https://www.wired.it/scienza/medicina/2015/07/30/cerotto-smart-posto-delle-iniezioni-insulina/